Milano: centri sociali e antagonisti in strada per ricordare Davide “Dax” Cesare

Milano Duomo

È stato carico di tensione il 18esimo anniversario dell’assassinio Davide “Dax” Cesare, ragazzo di 26 anni frequentatore del centro sociale milanese O.R.So. che la sera del 16 marzo del 2003, mentre si trovava in compagnia di Antonino Alesi e Fabio Zambetta in via Brioschi, angolo via Zamenhof fuori dal pub Tipotà, è stato aggredito a coltellate da Giorgio Morbi e dai suoi figli Federico e Mattia. A partire dalle 17 il quartiere “Ticinese” è stato blindato dalle Forze dell’ordine con un imponente dispositivo predisposto dal questore Giuseppe Petronzi che ha visto in strada circa 400 operatori tra Polizia e Carabinieri.

Due le manifestazioni in programma: la prima quella dei centri sociali, con la partecipazione di circa 250 persone, che hanno organizzato una passeggiata antifascista da piazzale Abbiategrasso fino a via Brioschi. Sotto la targa che ricorda Dax hanno deposto dei fiori poi si sono spostati, in modo ordinato e distanziato lungo i marciapiedi, fino in via Gola dove aveva sede l’O.R.So. Alle 20 invece si erano dati appuntamento gli anarchici con l’intento di dare vita a un corteo con ritrovo in via Brioschi all’incrocio di via Zamenhof. A presidiare la situazione, con la direttiva di concedere solo un sit-in statico, gli uomini della Digos, coadiuvati dal reparto Mobile della Polizia e i militari del battaglione dell’Arma.

Le forze dell’ordine hanno chiuso in una stretta i circa sessanta anarchici scesi in strada, tra cui esponenti del circolo Gallipettes, di Cuore in Gola, ma anche presenze individuali delle realtà antagoniste di Torino, Saronno (Va) e Rovereto (Tn). Il livello di tensione è salito rapidamente solo per pochi minuti, intorno alle 20.30, quando i manifestanti hanno provato, senza riuscirci, a partire dietro uno striscione rinforzato con pannelli di plexiglas. Dopo due ore di stallo nel triangolo Meda-Zamenhof-Borromini, i militanti anarchici hanno desistito dai loro intenti e sono stati fatti defluire scortati dagli agenti verso la vicina via Gola ormai lasciata libera dai primi manifestanti. Diversi cori contro la Digos e la polizia, qualche fumogeno acceso ma nessun incidente.

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