Migranti: il Regno Unito ha accolto poco meno della metà degli irregolari arrivati in Italia ed è già in crisi

La questione dei flussi attraverso il Canale della Manica è ormai annosa e crea imbarazzo e attriti crescenti nel Partito conservatore

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Sono circa 40 mila i migranti irregolari giunti in Regno Unito nel corso del 2022, una soglia pari a poco meno della metà di quelli giunti in Italia ma che sta comunque mettendo in crisi la gestione del governo di Londra. La questione dei flussi attraverso il Canale della Manica è diventata oramai annosa e, sebbene il recente accordo raggiunto fra Regno Unito e Francia dovesse riuscire a mitigarla, sta creando imbarazzo e attriti in seno al Partito conservatore. Non sono mancate, infatti, in questi mesi le problematiche legate al salvataggio dei migranti e alla loro gestione nei centri di accoglienza e smistamento nelle varie strutture ricettive, così come i contrasti all’interno del partito di governo, che vede alcuni dei principali esponenti scaricarsi le responsabilità per i problemi emersi nella gestione dei flussi. Fra i fatti più significativi il lancio di due molotov contro il centro di accoglienza e smistamento di Dover avvenuto lo scorso 30 ottobre, un fatto poi classificato dalla polizia come atto terroristico; la rivolta di un gruppo di migranti nel centro di Harmondsworth, situato nei pressi dell’aeroporto londinese di Heathrow, a causa di un blackout nella struttura; sino alla perdurante crisi di gestione del centro di Manston, nel Kent.

L’ultima rivelazione sulle mancanze nella gestione delle rotte migratorie irregolari del governo del Regno Unito è stata pubblicata oggi dal quotidiano “The Independent”. I fatti risalgono, tuttavia, allo scorso anno – esattamente al 24 novembre del 2021 – quando una squadra della Guardia costiera del Regno Unito, che sottoposta a turni che si protraevano sino a 20 ore al giorno, ha commesso degli errori durante un’operazione di ricerca e salvataggio avvenuta nel Canale della Manica. In quell’occasione l’affondamento di un natante carico di migranti è costato la vita ad almeno 27 persone, di cui peraltro nono sono mai stati trovati cinque corpi. Le guardie costiere britannica e francese hanno impiegato 12 ore per rispondere dopo la prima richiesta di aiuto, e questo perché le due autorità hanno perso tempo a discutere sulle rispettive responsabilità di intervento. Quando le navi e gli aerei di soccorso sono arrivati sulla scena, tutte le persone a bordo tranne due erano annegate o morte per assideramento. Parlando per la prima volta delle condizioni che hanno portato agli eventi di un anno fa, una fonte della Guardia costiera ha affermato che il personale stava sostenendo turni lavorativi particolarmente lunghi, spesso senza interruzioni ed era allo stremo delle sue capacità. “Nessuno viene a lavorare con l’intenzione di far morire le persone ma, in circostanze estremamente difficili, vengono commessi degli errori”, ha detto la fonte. “Sì, 27 persone sono morte, ma più di 27 mila ce l’hanno fatta. Prenderei una percentuale di successo di sopravvivenza dello 0,1 per cento. Non saremo mai in grado di salvare tutti: nessun servizio di emergenza al mondo potrebbe affermare una cosa simile”, ha aggiunto la fonte del “The Independent”. “A volte lavoravamo 20 ore al giorno, periodi davvero lunghi senza interruzioni. Tutti erano stanchi e frustrati. Era visibile come le persone fossero irritabili e si attaccavano a vicenda”, ha aggiunto la fonte.

Le rivelazioni pubblicate dal quotidiano britannico sono giunte mentre diverse Ong hanno avvertito che è solo una questione di tempo prima che si verifichino fatti simili a quelli di un anno fa nella Manica, a meno che il governo non si decida a creare delle rotte sicure. I segnali della crisi sono evidenti sin dall’inizio della crisi al centro di Manston, nel Kent, divenuto da tempo causa di diatribe interne al Partito conservatore. Secondo fonti del quotidiano “The Times” la stessa ministra dell’Interno del Regno Unito, Suella Braverman, durante un aspro confronto fra alcuni alti esponenti dei conservatori avrebbe ammesso che il governo ha perso il controllo dei confini. Braverman, tuttavia, ha insistito sul fatto di non essere responsabile del sovraffollamento avvenuto il mese scorso al centro di monitoraggio di Manston, dando direttamente la colpa ai migranti che, a suo dire, avrrebbero sfruttato la “generosità del popolo britannico”. Fonti del ministero dell’Interno citate dal “Times” hanno incolpato Priti Patel – ex titolare del dicastero – accusandola di non aver selezionato un numero sufficiente di alberghi e strutture ricettive per ospitare i migranti durante l’estate. “Non prenotare o indicare nuove strutture ricettive per due mesi ci ha causato enormi problemi. L’effetto a catena è stato che abbiamo perso tempo e non siamo riusciti a trasferire le persone abbastanza velocemente nel mese di settembre”, ha dichiarato una fonte. Patel ha invece negato che ci sia stato un cambiamento nel processo di selezione delle strutture, respingendo ogni accusa sulle sue responsabilità.

Nel corso di un incontro con alcuni parlamentari alla Camera dei Comuni, Robert Jenrick, sottosegretario all’Immigrazione, ha incolpato i suoi predecessori al ministero dell’Interno. Jenrick ha detto che le sistemazioni destinate ai migranti sono state individuate e selezionate in modo “insufficiente” e che ciò sarebbe avvenuto “per un periodo prolungato”. Rispondendo a tali accuse, Philip Hollobone, un deputato conservatore, lo ha invitato a dimettersi per aver scaricato gli sforzi di gestione dei migranti sulle autorità locali senza consultare i parlamentari eletti nei collegi dove sono avvenuti dei disordini. Nuovo governo ma stessi problemi fra i conservatori, che tuttavia sono chiamati con il primo ministro Rishi Sunak a tentare di garantire nuovamente stabilità a un Paese che dalla Brexit è stato costantemente soggetto a cambi di governi che non sembrano essere riusciti ad affrontare i problemi del Paese. Le 40 mila persone che hanno attraversato la Manica su piccole imbarcazioni nel 2022, sono il numero più elevato registrato dal nel 2018, anno in cui sono iniziate le rilevazioni sugli attraversamenti del ministero dell’Interno. Nel 2021 la quota totale di migranti è stata pari a 28.526 persone, mentre nel 2020 era di “sole” 8.404. Quasi tutte le persone che arrivano in Regno Unito presentano richiesta d’asilo: sinora quest’anno, il 93 per cento delle persone arrivate ha chiesto la protezione del governo.

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