Migranti: il governo sostiene i corridoi umanitari per favorire l’accoglienza e l’integrazione

È quanto emerso dalla conferenza organizzata oggi al Terminal 5 dell’aeroporto di Fiumicino, in occasione dell'arrivo di 114 rifugiati di varie nazionalità, tra cui Siria e Paesi dell'Africa subsahariana, provenienti dalla Libia

Gestire le migrazioni in modo organizzato, regolare e controllato favorendo l’integrazione e lavorando allo stesso tempo per sostenere tramite la cooperazione internazionale i Paesi di origine, in particolare in Africa e Medio Oriente. È quanto emerso dalla conferenza organizzata oggi al Terminal 5 dell’aeroporto di Fiumicino, in occasione dell’arrivo di 114 rifugiati di varie nazionalità, tra cui Siria e Paesi dell’Africa subsahariana, provenienti dalla Libia, nell’ambito del protocollo firmato ad aprile 2021 dai ministeri dell’Interno e degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Unhcr, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese. Alla conferenza hanno preso parte tra gli altri anche i ministri degli Esteri e dell’Interno, Antonio Tajani e Matteo Piantedosi.

“Sono sicuro che in Italia vi sentirete a casa vostra”, ha affermato il responsabile della Farnesina rivolto ai rifugiati accolti a Fiumicino. “Perché l’Italia ha un’antica tradizione di accoglienza. Le persone che vengono a vivere da noi, per diverse ragioni, devono essere giustamente integrate. Soprattutto per i piccoli, aiutarli a formarsi e a scuola per diventare la futura classe dirigente in Italia o, se vorranno tornare nel loro Paese, la classe dirigente del loro Paese. Questo percorso è un percorso pilota. L’Italia è l’unico Paese che organizza corridoi umanitari di questo tipo”, ha dichiarato Tajani. “Un modo chiaro per dire no ai trafficanti di esseri umani e sì a un percorso per i migranti regolare, controllato che poi porta non a condizioni di vita di disagio e a una buona integrazione in Italia”. ha affermato Tajani.

“Siamo qui per testimoniare non solo la nostra condivisione, il nostro compiacimento, il nostro orgoglio come Italia. Questa è una esperienza unica di corridoi umanitari di cui siamo fieri”, ha dichiarato da parte sua il ministro dell’Interno Piantedosi, sottolineando che l’esperienza italiana dei corridoi umanitari è ampiamente presentata anche negli appuntamenti internazionali “quando parliamo con i nostri partner europei”. Ringraziando la Comunità di Sant’Egidio, l’Unhcr, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e la Tavola Valdese, Piantedosi ha aggiunto: “Questa è anche la rappresentazione di un lavoro corale come si conviene ad attività come queste”. Questa “è l’accoglienza che ci piace”, ha proseguito il ministro dell’Interno. “Accoglienza e integrazione sono un’unica cosa. L’accoglienza ha senso quando ci sono progetti di integrazione fatti in questo modo, con le città che accolgono, con tutta una filiera di istituzioni del terzo settore, del governo e dello Stato che accolgono. Il governo italiano non solo si compiace di questa esperienza, ma la conferma, la rinnova e la rilancerà per il futuro”, ha affermato il ministro. “Dobbiamo contribuire a questi progetti di fuga dall’orrore, come sono i centri di detenzione in Libia”, ha concluso.

Parlando ad “Agenzia Nova” a margine dell’evento, il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, ha affermato che i corridoi umanitari sono una via legale per garantire un futuro a tanti migranti che non lo possono trovare nei Paesi da cui partono. I migranti “fuggono da situazioni di guerra, di persecuzione o di cambiamento climatico. I corridoi umanitari evitano i trafficanti di esseri umani, evitano la via dei barconi. Sono una via legale”, ha proseguito Impagliazzo, secondo il quale i migranti giunti con i corridoi umanitari “sono persone che vengono accolte, integrate nel nostro Paese dagli italiani stessi, dalle comunità come la Comunità di Sant’Egidio in accordo con i ministeri dell’Interno e degli Esteri”. “Quindi, è un allargamento delle vie legali perché abbiamo tanto bisogno di immigrati. Abbiamo bisogno di proteggere chi ha bisogno di protezione e per la nostra economia di persone che vengano a dare una mano al futuro di questo Paese”, ha concluso.

I rifugiati giunti in Italia sono originari della Siria e di alcuni paesi africani, tra cui Eritrea, Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo. Secondo quanto si apprende, 101 saranno ospitati nel Sistema di accoglienza nazionale e gli altri 13 dalla Comunità di Sant’Edigio, dalla Federazione delle Chiese evangeliche italiane e Tavola valdese. Con questo arrivo si completa il primo protocollo per rifugiati e richiedenti asilo provenienti dalla Libia, firmato dai ministeri dell’Interno e degli Esteri, Unhcr, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche e Tavola Valdese, per un totale di 500 persone accolte nel nostro Paese, 300 dallo Stato e 200 dalle associazioni. I voli di evacuazione hanno consentito di portare in salvo circa 1.500 persone dal 2017 ad oggi. I voli erano stati sospesi durante il periodo della pandemia, tra il 2020 e il 2021. Fondamentale per il trasferimento dei rifugiati dalla Libia sul suolo italiano è stato il lavoro dell’ambasciata d’Italia a Tripoli che ha fornito i visti a tutte queste persone, tra cui molti bambini e donne vittime della tratta di esseri umani.

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