Messina, Intesa Sanpaolo: “Il nostro governo non sfigura rispetto a quelli di Scholz o di Macron”

"Il Paese è forte, abbiamo la ricchezza delle famiglie più alta d'Europa, le aziende migliori, un saldo commerciale positivo"

carlo messina

L’Italia cresce più di Germania e Francia, le imprese sono competitive e innovano, il sistema bancario è forte. Lo ha detto l’amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Carlo Messina in un’intervista alla “Stampa” evidenziando come il nostro esecutivo non sfiguri rispetto a quelli guidati dal tedesco Olaf Scholz e il francese Emmanuel Macron.

Il banchiere più importante del Paese è ottimista sul futuro dell’Italia, la vede solida, piena di aziende dinamiche e competitive, ricca dei risparmi delle famiglie, guidata da un governo “che non è certo peggiore degli altri Paesi europei, dove non vedo campioni del mondo, e che ha approvato una manovra ragionevole”.

A proposito di crisi economica Messina ha spiegato che “la priorità di chiunque abbia una visione e una responsabilità sociale deve essere aiutare i poveri e tutti coloro che stanno pagando il prezzo più alto della crisi: vale per il governo e i parlamentari, vale per le aziende che stanno facendo utili e devono dare più soldi ai lavoratori, come abbiamo fatto noi stanziando 75 milioni di euro per bonus ai dipendenti”. Per l’Ad di Intesa Sanpaolo l’urgenza è superare i prossimi 6-7 mesi, che saranno ancora duri. Poi l’economia si allontanerà progressivamente dall’incubo della guerra e ripartirà. Nel frattempo bisogna pensare ai quasi 10 milioni di poveri. Dimenticarsi dei condoni fiscali, “che rappresentano il peggio”. E trattare “con l’Ue per ripensare il Pnrr: subito le opere che possono dare beneficio immediato al Pil, per le altre negoziamo tempi più lunghi”.

Sul Reddito di cittadinanza il governo ha iniziato la stretta sugli occupabili: questo va in direzione contraria rispetto al bisogno di sostenere chi paga il prezzo della crisi: “Ho sempre sostenuto il Reddito, perché c’è un forte tema di povertà ed equilibrio sociale da tutelare. Ora dobbiamo porre attenzione alla definizione di ‘occupabili’: se poi non lo sono davvero e non possono avere altre fonti di sostentamento si rischiano davvero forti tensioni sociali. Rispetto agli occupabili è giusto fare una riflessione: è ovviamente meglio offrire un lavoro che un sussidio, ma bisogna capire chi davvero sia in condizioni di età e formazione tali da divenire occupato”. Un altro punto controverso della manovra è il Fisco, tra tetto al contante e multe tolte a chi nega il Pos: “Il futuro è il digitale, non il contante: è questa la direzione in cui andare. L’evasione è una piaga, che tra l’altro incide negativamente sul rapporto debito/Pil. Bisognerebbe ragionare bene sui capitali all’estero”, ha concluso Messina.

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