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Il presidente argentino Milei alla sua prima in Europa: incontri con Meloni, Mattarella e pace con il Papa

Si è chiusa a Palazzo Chigi l'impegnativa giornata di incontri istituzionali del presidente dell'Argentina, parte di una trasferta internazionale aperta in Israele e proseguita in Vaticano

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Si è chiusa a Palazzo Chigi l’impegnativa giornata di incontri istituzionali del presidente dell’Argentina, Javier Milei, parte di una trasferta internazionale aperta in Israele e proseguita in Vaticano. Tappe che il leader “libertario” ha disegnato ad un tempo per iniziare a tradurre in legami concreti il rapporto privilegiato con l’Occidente, tante volte predicato in campagna elettorale, e per accorciare le distanze con l’illustre connazionale, Papa Francesco, dopo mesi di diffidenze. L’atteso colloquio con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è durato circa un’ora, si legge in una nota. Le immagini diffuse dalla presidenza argentina descrivono un incontro caloroso, e i media di Buenos Aires ricordano le parole che Meloni aveva dedicato all’incontro, in un’intervista concessa a metà gennaio: “Sono stata il primo leader che ha sentito in Europa. È sicuramente una personalità affascinante”. I due governi, forti anche del solido legame storico, lavorano per intensificare i rapporti mettendo sul tappeto le possibilità di una rinnovata partnership tra imprese, così predicato con accresciuto vigore oggi anche da Buenos Aires. “Un incontro positivo nel quale abbiamo dialogato sullo sviluppo di nuovi partenariati in settori chiave per le nostre economie come l’energia, le infrastrutture e l’agroalimentare. Italia e Argentina vantano un profondo legame storico e culturale che auspichiamo possa proseguire per una rinnovata cooperazione in diversi ambiti”, ha scritto Meloni in un messaggio pubblicato sul proprio profilo X.


Impegni che verranno sgranati già domani, al Business Forum Italia-Argentina che si terrà alla sede di Confindustria, aperto dai ministri degli Esteri, Antonio Tajani e Diana Mondino. Milei era stato in precedenza ricevuto anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un incontro, si apprende, “informale, di cortesia, di conoscenza da parte del nostro capo dello Stato con il nuovo presidente argentino”. I colloqui hanno permesso di ribadire “i legami fra le due comunità e il proposito di intensificarli. Allo stesso modo è stato sollecitato il tema del rapporto Ue-Mercosur”. La giornata si era aperta con l’udienza privata in Vaticano, il primo vero “faccia a faccia” tra Milei e Papa Francesco, dopo l’abbraccio “fuori programma” che si erano scambiati domenica, in occasione della cerimonia di canonizzazione di “Mama Antula”. I due argentini dovevano rimettere assieme i pezzi di un rapporto complicato: grande eco internazionale avevano avuto le accuse che Milei aveva rivolto al Papa, accusato di stare al fianco di “dittatori sanguinari”, soprattutto per la sua contiguità ad alcuni leader neo-socialisti latinoamericani, Nicolas Maduro in testa.

E qualche prima pagina era andata anche all’intervista in cui Francesco aveva paragonato la vigilia delle elezioni argentine allo scenario politico che avrebbe portato alla vittoria del nazismo in Germania. Le cronache arrivate oggi dal Vaticano parlano di un incontro di 70 minuti, un tempo “record” per essere il primo incontro tra i due, sottolineano i media argentini, e di un “calore” che fa pensare a un ritorno del rapporto sui giusti binari. Fonti a conoscenza del dossier segnalano che i due hanno anche parlato di un possibile viaggio di Francesco in patria, il primo da quando è Papa, uno degli eterni temi del dibattito politico argentino. Milei, in Italia da venerdì, ha appreso inoltre oggi della liberazione di due ostaggi argentini in mano ad Hamas. Il governo ne ha approfittato per ringraziare l’esercito israeliano, rinnovando a distanza di poche ore il legame che i due Paesi promettono di sviluppare. Nei cinque giorni di visita in Israele, Milei ha incontrato le più alte autorità statali e religiose, senza dimenticare le famiglie degli ostaggi e i passaggi nei luoghi sacri. Tornando a promettere che l’Argentina trasferirà presto la propria ambasciata a Gerusalemme.

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