Mali, fonti stampa: confermata presenza di militari russi a Timbuctu

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Diverse decine di militari russi sono attualmente schierati nella città di Timbuctu, nel nord-ovest del Mali, per addestrare l’esercito maliano. Lo confermano fonti militari locali all’emittente francese “Rfi”, secondo cui militari russi sono stati visti al volante di un veicolo non lontano dalla base liberata il mese scorso dai militari francesi dell’operazione Barkhane. Il ruolo di questi istruttori russi, stando alle stesse fonti, potrebbe essere in particolare l’addestramento dei piloti di elicotteri recentemente acquistati in Russia. La notizia sembra così confermare quella circolata nelle scorse ore su diversi organi di stampa internazionali che citavano il portavoce dell’esercito del Mali. Il governo del Mali ha dichiarato il mese scorso che “istruttori russi” sono arrivati ​​nel Paese, ma sia Bamako che Mosca hanno finora fornito pochi dettagli sullo schieramento, sul numero effettivo di militari coinvolti e sul mandato della missione.

L’arrivo delle truppe russe ha generato aspre critiche da parte dei Paesi occidentali guidati dalla Francia, secondo cui esse includano i mercenari del gruppo paramilitare Wagner, accusato di violazioni dei diritti umani in altri Paesi africani e non solo. Il governo del Mali, da parte sua, ha negato questa informazione affermando che le truppe russe sono nel Paese nel quadro di un accordo bilaterale regolarmente siglato fra Bamako e Mosca. Il tutto mentre nei giorni scorsi fonti citate dall’emittente “France 24” hanno affermato che le forze armate del Mali, sostenute dalle milizie Wagner, si sono scontrate con i miliziani del gruppo jihadista Katiba Macina lungo l’asse stradale che collega le città di Bandiagara e Bankass, nel centro del Paese. Secondo le stesse fonti, gli scontri sono avvenuti lunedì scorso, 3 gennaio, quando un veicolo blindato dell’esercito maliano è stato colpito da un ordigno esplosivo improvvisato posto sul ciglio della strada, il che ha innescato uno scontro a fuoco nel quale sarebbe rimasto ferito un mercenario russo che in seguito è stato evacuato al vicino ospedale di Sevaré. Secondo le stesse fonti, negli scontri sarebbero rimasti uccisi diversi jihadisti. Già la scorsa settimana, inoltre, informazioni raccolte dall’emittente “Rfi” segnalavano movimenti di truppe verso il centro del Paese, con veicoli dell’esercito maliano che sono stati visti lasciare la capitale Bamako con a bordo uomini bianchi in uniforme. La notizia, se confermata, sarebbe un’ulteriore conferma circa la presenza del gruppo Wagner in Mali, già condannata a più riprese dalla Francia e dai suoi alleati occidentali.

Alla fine di dicembre una dichiarazione congiunta diffusa dai governi di 16 Paesi – tra cui Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Norvegia, Svezia e Canada – ha accusato le autorità del Mali di aver assoldato il gruppo paramilitare russo Wagner, condannando “con fermezza” lo stazionamento di “truppe mercenarie” nel Paese africano e la decisione del governo provvisorio di Bamako di utilizzare gli “scarsi fondi pubblici” a sua disposizione per “pagare mercenari stranieri”. I 16 firmatari si dicono a conoscenza del fatto che la Russia sta fornendo “supporto materiale” all’invio del Gruppo Wagner in Mali ed esortano pertanto Mosca a “tornare a un comportamento responsabile e costruttivo nella regione”. Inoltre, afferma la dichiarazione, il dispiegamento di mercenari Wagner rischia di “portare ad un aggravamento della situazione dei diritti umani in Mali e a minacciare l’accordo per la pace e la riconciliazione” nel Paese lacerato dal conflitto. L’Unione europea ha recentemente imposto sanzioni al gruppo Wagner, accusandolo di coinvolgimento in gravi violazioni dei diritti umani. Il gruppo è stato identificato per la prima volta nel 2014 quando sosteneva i separatisti filo-russi nel conflitto nell’Ucraina orientale e da allora è stato coinvolto in diversi altri Paesi tra cui Siria, Mozambico, Sudan, Libia e Repubblica Centrafricana. Mosca ha finora sempre negato qualsiasi legame con il gruppo.

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