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Libia, Megerisi (Ecfr) a “Nova”: fiducia Parlamento a nuovo governo “una farsa”

L'analista libico definisce il voto "un passo che ormai va ben oltre l’integrità dell’intero processo politico"

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Il voto con cui ieri la Camera dei rappresentanti di Tobruk ha concesso la fiducia al nuovo governo libico di Fathi Bashagha è stato “farsesco”, tant’è che le Nazioni Unite “stanno ancora cercando di capire” cosa sia successo nell’est della Libia. Lo riferisce ad “Agenzia Nova” l’analista libico Tarek Megerisi, fellow presso l’European Council on Foreign Relations (Ecfr). “Francamente non vedo una possibilità di conflitto a breve termine”, commenta Megerisi l’attuale stato di tensione nella capitale libica Tripoli, dopo il rifiuto comunicato ieri da diverse milizie della città nei confronti del governo guidato da Bashagha e il fermo rifiuto del premier uscente, Abdulhamid Dabaiba, di lasciare l’incarico. Una cerimonia di giuramento dei membri del nuovo governo della Libia è prevista per domani, giovedì 3 marzo, presso la Camera dei rappresentanti di Tobruk. Secondo quanto si apprende, saranno presenti ambasciatori occidentali e forse anche il diplomatico della Russia. “Sarà molto indicativo vedere chi ci sarà domani. Da quanto ne so io, la maggior parte dei membri della Comunità internazionale sta aspettando la posizione delle Nazioni”, aggiunge Megerisi.


La Missione di sostegno delle Nazioni Unite (Unsmil), infatti, sta tardando a comunicare una nota riguardo il voto avvenuto ieri a Tobruk, dopo le accuse di brogli, conflitto di interesse e conteggi gonfiati per superare il quorum. “Penso che stiano cercando ancora di capire quanto il voto di ieri sia stato convincente. Per quanto mi riguarda, è stato un voto farsesco e un passo che ormai va ben oltre l’integrità dell’intero processo politico”. Cosa possono fare le Nazioni Unite in questa fase? “Penso che ci sia spazio per Stephanie Williams (l’inviata speciale del segretario generale dell’Onu in Libia, ndr) per avviare un processo di mediazione tra le due parti: strategicamente parlando credo sia la cosa migliore da fare. L’altra possibilità è quella di pubblicare un comunicato molto debole, invitando blandamente al consenso come quando venne deisgnato Bashagha poche settimane fa”, conclude Megerisi.

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