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Libia: le forze di Tripoli “liberano” la città di Garian con l’aiuto della Turchia

Gli scontri armati che hanno causato almeno otto morti e 27 feriti rischiano di riaccendere la miccia del conflitto

Tripoli
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© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

Gli scontri armati che hanno causato almeno otto morti e 27 feriti nella città di Garian, 80 chilometri a sud di Tripoli, rischiano di riaccendere la miccia del conflitto in Libia. La Brigata 444 affiliata al Governo di unità nazionale (Gun) tripolino ha catturato in un’imboscata un “gruppo di mercenari ciadiani”, probabilmente alleati delle forze legate all’autoproclamato Esercito nazionale libico (Enl). Lo rivendica lo stesso gruppo armato in un post pubblicato sul suo account ufficiale su Facebook, pubblicando anche un video che riprende almeno sette miliziani catturati, seduti per terra e che chiedono di tornare del loro Paese d’origine. La Brigata 444, gruppo armato addestrato dai turchi e comandato da Mahmoud Hamza, miliziano seguace dell’Islam salafita, ha sequestrato anche “decine di veicoli fuori strada, munizioni, armi ed equipaggiamento in una delle valli meridionali di Garian”.


Le violenze sono esplose dopo che una milizia pesantemente armata ha cercato di rientrare a Garian venendo dalla Libia orientale, dopo essere fuggita nel 2019 all’epoca della fallita offensiva tentata dall’Enl del generale Haftar, uomo forte della Cirenaica, contro l’allora Governo di accordo nazionale (Gna) del premier Fayez al Sarraj, al potere a Tripoli. Durante la frettolosa ritirata delle forze dell’Enl nel 2019, nel quartier generale delle milizie haftariane a Garian vennero ritrovati dei missili terra-aria Javelin forniti dalla Francia. Curiosamente, gli scontri sono scoppiati proprio mentre l’inviato della presidenza della Repubblica francese, Paul Soler, si trovava in missione nel Paese per colloqui con i principali leader politici e militari del Paese, incluso il “feldmaresciallo” libico.

Stavolta a innescare gli scontri è stato Adel Daab, importante leader militare originario di Garian, il quale ha cercato di rientrare in città alla guida di un’ingente forza armata, dopo gli anni trascorsi nell’est della Libia tra le fila di Haftar. L’intento era quello di entrare pacificamente in coordinamento con altre milizie alleate all’interno della città. Ma le cose sono andate diversamente, anche perché altre forze di Garian fedeli al Governo di unità nazionale (Gun) di Tripoli si sono mobilitate. Non solo. Il primo ministro di Tripoli, Abdulhamid Dabaiba, ha deciso di formare una Sala operativa formata da ben 22 brigate per inviare rinforzi e ricacciare gli alleati di Haftar. Tra queste forze armate spicca la Brigata 444, tecnicamente sotto il ministero della Difesa che, a sua volta, è guidato “ad interim” dal primo ministro Dabaiba. Dopo la guerra di Tripoli del 2019-2020, la 444esima Brigata è divenuta in breve tempo una delle principali milizie della Libia occidentale, molto attiva nella lotta al traffico di esseri umani e al contrasto del contrabbando di petrolio nella città di Bani Walid e nell’area a sud-est di Tripoli. La Brigata 444 è peraltro considerata molto vicina alla Turchia.

Secondo Jalel Harchauoi, associate fellow presso il Royal United Services Institute, “il livello di coordinamento e mobilitazione mostrato da Dabaiba e dalla Turchia nel riprendere Garian è stato superiore di quanto giustificato dalla situazione”. In un post su X (ex Twitter), l’esperto ha sottolineato che “le forze di Dabaiba sono arrivate a circa 75 chilometri da Shwayref, dove la 128esima e la brigata Tariq Ben Zeyad dell’Enl sono completamente mobilitati. Se Dabaiba prende Shwayref, andrà molto più a sud”.

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