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Libia, la deputata Al Haji a Nova: “Il parlamento ha deciso di tenere una sessione a Zintan”

“L’obiettivo è mostrare alla comunità internazionale che il popolo libico è uno ed unito"

Tunisi
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La Camera dei rappresentanti, il parlamento con sede nell’est della Libia, ha deciso, in coordinamento con le componenti sociali, di tenere una sessione nella città di Zintan, nell’ovest del Paese, lunedì prossimo, 11 dicembre, con “l’obiettivo di mostrare alla comunità internazionale che il popolo libico è uno ed unito. Non ci sono barriere od ostacoli nell’incontrarsi all’interno di ciascuna città libica, né a est, né a ovest, né a sud”. Lo ha dichiarato in un’intervista esclusiva ad “Agenzia Nova” Sabah Juma Muhammad al Haji, deputata del parlamento libico di Tarhuna, vice relatrice della Camera dei rappresentanti e membro delle commissioni Esteri e Salute dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo. Quella di lunedì sarà una “sessione morale e altamente simbolica. Dopo questo incontro nella regione occidentale, stiamo pianificando di tenere una sessione nella regione meridionale. Il nostro messaggio ai libici e all’estero è che il parlamento è seriamente impegnato nel processo di riconciliazione. È tempo di unire i ranghi e procedere nella costruzione dello Stato”, ha affermato.


Nell’intervista a “Nova”, Sabah Juma Muhammad al Haji ha sottolineato che “la riconciliazione tra tutte le componenti del popolo libico è diventata una priorità. A nome di tutti i libici, voglio ringraziare i nostri sceicchi e notabili di tutte le tribù e regioni per la loro esperienza e guida nel raggiungimento di un’autentica riconciliazione sul terreno”. “Il raggiungimento di una riconciliazione globale rappresenta un pilastro per la costruzione di un moderno Stato libico. Vengo da Tarhuna – ha ricordato -. Conosco in prima persona l’importanza di questo dossier alla luce degli eventi, dei conflitti e degli spargimenti di sangue accaduti nella nostra città. I dignitari, sceicchi, anziani e notabili libici lavorano instancabilmente per raggiungere questo obiettivo, eliminare la frammentazione e la divisione che hanno colpito il nostro tessuto sociale”. “Naturalmente, non dobbiamo dimenticare la giustizia e il risarcimento per coloro che sono stati colpiti dalla guerra e dai conflitti minori consecutivi senza alcuna responsabilità. Confido nella magistratura libica, quale organismo neutrale per garantire giustizia alle vittime, secondo le leggi libiche, lontano da ogni forma di vendetta”, ha proseguito la deputata.

A questo proposito, la deputata Al Haji ha ricordato la solidarietà espressa da tutti i libici in occasione del disastro avvenuto nella città di Derna, nella Libia orientale, colpita dal ciclone Daniel. “La tragedia ha abbattuto ogni differenza politica o barriera tra i libici. Da ogni parte del Paese si sono recati a Derna e nella regione colpita dalle alluvioni per portare soccorsi e aiuti umanitari in un vero spirito di fratellanza e di amore per la patria, la Libia”, ha affermato. Riguardo al dialogo recentemente proposto dal rappresentante speciale del Segretario generale e capo della missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil), Abdoulaye Bathily, nell’intervista a “Nova” Al Haji ha affermato: “Nel parlamento libico, siamo sul punto di formare un nuovo governo. Abbiamo avuto diversi incontri con Bathily per discutere la questione di una tavola rotonda tra i partiti politici, e abbiamo concordato che ogni istituzione o forza politica in Libia avrà rappresentanti in questo dialogo, che mira a discutere un meccanismo per selezionare un nuovo governo unitario per portare il Paese alle elezioni ed uscire dal prolungato stallo”. Sulla visione del parlamento per la fase successiva, la deputata ha spiegato:“Siamo tutti d’accordo sulla necessità di formare un nuovo governo unificato per tutti e che tenga conto degli interessi di tutti i libici. Questa è una fase importante e cruciale nel processo di costruzione del Paese. Il nuovo esecutivo dovrebbe essere istituito nell’ambito dell’accordo tra le due camere, la Camera dei rappresentanti e l’Alto consiglio di stato (Hcs). In quanto organo legislativo in Libia, il parlamento è quello che gli darà la fiducia”.

Parlando poi della partecipazione delle donne, la deputata ha espresso la sua soddisfazione per aver servito il suo Paese, incoraggiando altre donne a fare altrettanto. “Nonostante tutte le sfide, il lavoro politico ha accresciuto dentro di noi il patriottismo, l’entusiasmo, l’amore per la Libia e l’amore per l’attivismo politico per raggiungere sicurezza e stabilità – ha affermato -. Occupiamo infatti questo posto dal 2014, in circostanze difficili, tra la guerra contro il parlamento, la divisione di tutte le istituzioni sovrane e l’establishment militare”. “Con il mio lavoro e quello delle mie colleghe del parlamento, siamo riusciti a cambiare la mentalità dimostrando che una donna libica capace, che ha una forte personalità può avere un ruolo attivo e positivo nel processo decisionale. Non solo sono entrata in politica, ma ho potuto far ascoltare la mia voce, imporre la mia visione e le mie idee – ha detto -. Oggi le donne hanno raggiunto consapevolezza e maturità, rappresentiamo una realtà e un modello da seguire dentro e fuori il Paese”. Nell’intervista Al Haji ha invitato la comunità internazionale e l’Onu a sostenere la partecipazione delle donne nella vita politica della Libica, garantendo alle donne una rappresentanza in parlamento di almeno il 30 per cento. “Sostengo le donne libiche e le incoraggio a candidarsi per qualsiasi posizione di leadership perché sono forti, coraggiose e capaci”, ha concluso la parlamentare.

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