Libia: il generale Haftar minaccia la secessione da Tripoli

Il comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), ha rilanciato la sua candidatura alla presidenza della Libia

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Il generale Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), ha rilanciato la sua candidatura alla presidenza della Libia e affermato che il protrarsi della situazione di stallo a Tripoli potrebbe portare l’est a gestire i propri affari e istituzioni in autonomia, tracciando una road map indipendente e in modo separato dalla capitale. Durante un discorso davanti a una folla di sostenitori nella città di Agedabia, in Cirenaica, Haftar ha criticato i “timorosi” che vogliono impedire ai militari di partecipare al processo elettorale. “Le loro schede rimarranno vuote e le urne dei loro concorrenti militari saranno piene di voti”, ha detto Haftar, osservando che l’unico criterio che andrebbe osservato è consentire a chiunque di candidarsi lasciando scegliere il popolo. “Coloro che si aggrappano al potere non appartengono all’istituzione militare”, ha detto il generale, spiegando che le “soluzioni convenzionali” ideate dai politici si sono rivelate “una perdita di tempo e di fatica”. Le parole di Haftar suonano come un avvertimento in vista del possibile incontro tra i presidenti di Camera e Senato della Libia, rispettivamente Aguila Saleh e Khaled al Mishri, che potrebbe rivelarsi decisivo per superare la crisi politica e portare alle agognate elezioni nel Paese nordafricano.

Il colloquio tra i due leader politici – che avrebbe dovuto tenersi nei giorni scorsi prima al Cairo, in Egitto, poi a Zintan, nell’ovest della Libia – non si è ancora tenuto per non meglio precisati “motivi logicistici”, come sottolineato dall’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Abdoulaye Bathily. L’agenzia di stampa russa “Sputink” ha riferito che il vertice si terrà giovedì a Ghadames, la “perla” del deserto libico al confine l’Algeria. Il Consiglio municipale della città libica ha però smentito oggi ai microfoni di “Agenzia Nova”: “Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna lettera riguardante un incontro tra il presidente del Parlamento, il presidente del Consiglio di Stato e la missione Onu. Non abbiamo informazioni in merito. Il comune accoglie tutti coloro che lavorano per portare la Libia e i libici alla sicurezza e alla pace”. Da tempo tutti i punti della base costituzione libica per andare alle elezioni sono stati chiusi, ma su alcune questioni ci sono ancora delle necessità di perfezionamento, come ad esempio sui criteri per concorrere alla carica di presidente: infatti vi è ancora disaccordo sul divieto di doppia cittadinanza e sul ruolo dei militari.

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