Libia: colloqui internazionali in Spagna, focus sul ritiro dei mercenari e reintegro delle milizie

Lo riferisce ad “Agenzia Nova” una fonte militare libica

Libia

L’incontro internazionale in corso oggi e domani a Toledo, in Spagna, intende riattivare il ruolo del Comitato militare congiunto 5+5 in Libia, firmatario del fragile cessate il fuoco in vigore dal 2019, con un duplice obiettivo: accelerare il ritiro dei mercenari stranieri dal territorio libico e integrare milizie e gruppi armati nelle istituzioni nazionali libiche. Lo riferisce ad “Agenzia Nova” una fonte militare libica. Al workshop tecnico di due giorni, dedicato alle modalità di sostegno internazionale per un programma di disarmo, smobilitazione e reintegrazione della Libia, partecipano, per la parte libica, tutti e dieci i membri del Comitato 5+5 (composto da cinque alti ufficiali di Tripoli e altrettanti dell’autoproclamato Esercito nazionale libico del centrale Khalifa Haftar); il vicepresidente del Consiglio presidenziale libico, Abdullah al Lafi; il capo di Stato maggiore delle Forze armate libiche fedeli all’esecutivo di Tripoli, generale Mohamed al Haddad; il ministro dell’Interno del Governo di unità nazionale (Gun), Khaled Mazen; il ministro del Lavoro e della riabilitazione del Gun, Ali Alabed Alrdida Abuzum; il consigliere diplomatico dell’ufficio del primo ministro libico, El Taher Baoor; il viceministro libico degli Esteri, Omar Keti. Vale la pena ricordare che i cinque membri “orientali” del Comitato hanno da tempo congelato la loro partecipazione ai colloqui con le controparti della Tripolitania. Pertanto, il workshop a Toledo è la prima occasione di incontro pubblico tra i membri del Comitato “orientale” e “occidentale” da aprile.

Il parterre internazionale annovera la consigliera speciale per la Libia del segretario generale delle Nazioni Unite, Stephanie Williams; l’ambasciatore dell’Unione europea in Libia, José Sadabell; l’ambasciatore degli Stati Uniti in Libia e inviato speciale della Casa Bianca, Richard Norland; e poi Nicola Orlando, inviato speciale per la Libia del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale italiano Luigi Di Maio; l’inviato speciale della Francia per la crisi libica, Paul Soler; la vice capo per il Levante e il Nord Africa del Foreign Office britannico, Rosy Cave; l’ambasciatore di Germania a Tripoli, Michael Ohnmacht. Di particolare rilevanza la presenza di esponenti di Egitto e Turchia, rispettivamente nelle persone di Ahmed Abdelmeguid, direttore degli affari libici presso il ministero degli Esteri egiziano, e Barbaros Dicle, vice direttore generale per il Nord Africa del ministero degli Estetri turco. Tra i partecipanti figurano anche Henriette von Katleborn-Stachau, rappresentante della Banca mondiale residente in Libia; Marina de Ramon Vigueras, del Comitato degli esperti del Panel sulla Libia della Commissione sanzioni del Consiglio di sicurezza Onu, oltre a numerosi diplomatici del Paese ospitante, la Spagna.

L’incontro organizzato dal think tank Centro Internacional de Toledo para la Paz (CITPax) è stato inaugurato stamane dal ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares. “La Spagna è coinvolta nella stabilizzazione della Libia e nella sicurezza del fianco sud”, ha scritto il capo della diplomazia di Madrid su Twitter. Secondo la fonte militare di “Nova”, l’incontro ha discusso il tema dell’integrazione di milizie e gruppi armati all’interno delle istituzioni di sicurezza e del sostegno all’attuazione del piano di ritiro dei mercenari dal Paese: non si è parlato della crisi politica o costituzionale in Libia. I cinque rappresentanti “orientali” all’interno del Comitato militare hanno annunciato lo scorso aprile che avrebbe sospeso i lavori fino alla risoluzione della crisi politica del Paese, incolpando il capo del Governo di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba, per una possibile divisione politica nel Paese.

L’incontro di Toledo si tiene circa una settimana dopo il fallimentare tentativo del premier del Governo di stabilità nazionale della Libia (Gsn) designato dalla Camera dei rappresentanti di Tobruk, Fathi Bashagha, di insediarsi a Tripoli. Il politico di Misurata è stato costretto a fuggire dopo la risposta dei gruppi armati fedeli al Gun del premier uscente Abdulhamid Dabaiba e ora si trova a Sirte, nella Libia centro-settentrionale. Fonti libiche hanno riferito a “Nova” che Bashagha starebbe meditando un possibile nuovo ingresso a Tripoli, stavolta però con la forza delle armi. I colloqui a Toledo si tengono peraltro dopo l’accordo che il Comitato sulla base costituzionale libica, composto da 12 membri della Camera dei rappresentanti di Tobruk (est) e altrettanti dell’Alto Consiglio di Stato di Tripoli (ovest), è riuscito a raggiungere in Egitto un accordo preliminare su molti articoli della bozza di Costituzione, senza però risolvere la questione dei due governi che si contendono il potere.

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