Libano, Fmi: la depressione economica richiede riforme per ottenere finanziamenti

Lo scorso aprile, nel quadro dell’accordo ‘staff level agreement’ (Sla) il Fondo monetario internazionale ha promesso un prestito di tre miliardi di dollari, a condizione che vengano attuate delle riforme

L’economia libanese rimane in uno stato di “grave depressione, a causa del continuo stallo relativo alle tanto necessarie riforme economiche e all’elevata incertezza. Nonostante l’urgenza di un’azione per affrontare la profonda crisi economica e sociale del Libano, i progressi nell’attuazione delle riforme concordate nell’ambito dello ‘staff level agreement’ di aprile rimangono molto lenti”. E’ quanto si legge nella nota del Fondo monetario internazionale (Fmi), al termine della visita di una delegazione in Libano. L’Fmi chiarisce che “ritardare l’attuazione delle riforme non fa che aumentare i costi per il Paese e la sua popolazione. Il completamento delle azioni precedenti è necessario affinchĂŠ il consiglio dell’Fmi prenda in considerazione la richiesta di un programma di finanziamento con il Libano”. Lo scorso aprile, nel quadro dell’accordo ‘staff level agreement’ (Sla) l’Fmi ha promesso un prestito di 3 miliardi di dollari, a condizione che vengano attuate delle riforme. L’Fmi “rimarrĂ  impegnato con le autoritĂ  per portare avanti il programma di riforma”.

Le “ingenti perdite nel settore bancario devono essere riconosciute e affrontate in anticipo, nel rispetto della gerarchia dei crediti” prosegue l’Fmi, aggiungendo: “I piccoli depositanti devono essere completamente protetti (lo Sla prevedeva la protezione della stragrande maggioranza dei conti di deposito); e il ricorso alle risorse pubbliche – beni appartenenti a tutti i cittadini libanesi, con o senza conto bancario – dovrebbe essere limitato”. La missione dell’Fmi è rimasta in Libano dal 19 settembre a oggi, guidata da Ernesto Ramirez Rigo, che in questi giorni ha incontrato le massime cariche dello Stato per discutere dei recenti sviluppi economici e dei progressi compiuti nell’attuare le azioni concordate nel quadro dello “staff level agreement” di aprile 2022.

Il Pil del Libano “si è contratto di oltre il 40 per cento dal 2018, l’inflazione rimane a tre cifre, le riserve valutarie sono in calo e il tasso di cambio parallelo ha raggiunto 38.000 lire per un dollaro Usa”, ha dichiarato Ramirez Rigo. Secondo il capo della missione dell’Fmi giunta in Libano in questi giorni “tra entrate che crollano e spesa drasticamente soppressa, le istituzioni del settore pubblico stanno fallendo e i servizi di base alla popolazione sono stati drasticamente ridotti. La disoccupazione e la povertĂ  sono a tassi storicamente elevati. Nonostante l’urgenza di un’azione per affrontare la profonda crisi economica e sociale del Libano, i progressi nell’attuazione delle riforme concordate nell’ambito dello Sla di aprile rimangono molto lenti”.

Il capo della missione dell’Fmi Ramirez Rigo si sofferma sulle azioni concordate dai funzionari dell’organismo e dal governo del Libano lo scorso aprile, ma non realizzate. “Il bilancio 2022 deve ancora essere approvato dal parlamento. Il lungo ritardo nell’approvazione significa che, a fini macroeconomici, l’attenzione dovrebbe ora concentrarsi sulla preparazione e approvazione di un bilancio 2023 credibile. Ciò dovrebbe basarsi – afferma Ramirez Rigo – su ipotesi macroeconomiche realistiche, con le necessarie misure di aumento delle entrate, compreso l’uso di un tasso di cambio realistico (cioè il tasso di Sayrafa che dovrebbe diventare il tasso di mercato con l’unificazione del tasso di cambio) a tutti i fini fiscali. Ciò dovrebbe consentire un aumento significativo della spesa sociale e degli investimenti e l’adeguamento della spesa del settore pubblico per riavviare il funzionamento di base della pubblica amministrazione in un momento in cui i servizi pubblici stanno quasi scomparendo, con un notevole impatto sulla riscossione delle entrate”.

Inoltre, prosegue il rappresentante dell’Fmi, “l’esistenza di tassi di cambio multipli provoca distorsioni significative all’attivitĂ  economica, mina le operazioni del settore pubblico e crea opportunitĂ  di corruzione e ricerca di rendite, portando a pressioni eccessive sulle riserve valutarie della Banca centrale”.

“L’adozione della legge sul controllo dei capitali e sui limiti di prelievo dei depositi, presentata al parlamento a marzo, è fondamentale per affrontare questi problemi e ridurre le pressioni sulle riserve di valuta estera della Banca centrale. Nel contesto attuale, l’intervento sul mercato dei cambi per stabilizzare il tasso di cambio si è rivelato inefficace in assenza delle riforme tanto necessarie”, prosegue Ramirez Rigo, che aggiunge: “La riforma della legge sul segreto bancario, approvata dal parlamento a luglio, ha alcuni aspetti positivi, ma non è stata all’altezza delle modifiche necessarie per allinearla alla migliore pratica internazionale. Accogliamo con favore il fatto che il parlamento stia riesaminando alcune di queste carenze chiave, che sono fondamentali per combattere la corruzione, eliminare gli ostacoli a un’efficace supervisione e ristrutturazione del settore bancario, all’amministrazione fiscale, nonchĂŠ indagare sui reati finanziari e recuperare i beni sottratti”.

La strategia di riabilitazione del settore finanziario, che è stata approvata dal governo del Libano, aggiunge Ramirez Rigo, “dovrebbe essere attuata per consentire a un sistema bancario piĂš sano di funzionare nuovamente in modo normale, attrarre depositi e sostenere l’attivitĂ  economica. Le ingenti perdite del settore devono essere riconosciute e affrontate in anticipo, nel rispetto della gerarchia dei sinistri”. “Queste e altre riforme concordate nello Sla di aprile sono cruciali per l’inizio della ripresa dell’economia libanese. Ritardare la loro attuazione non fa che aumentare i costi per il Paese e la sua popolazione. Il completamento di queste e altre azioni precedenti è necessario anche affinchĂŠ il consiglio dell’Fmi prenda in considerazione la richiesta di un programma di finanziamento con il Libano”, conclude.

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