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Le tre cause delle tensioni ai confini fra Azerbaigian e Iran

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Proseguono le tensioni fra Azerbaigian e Iran dopo che le autorità di Baku e le controparti turche hanno annunciato l’esercitazione militare Fratellanza indistruttibile 2021 nel Nakhchivan che prenderà il via domani. La manovra militare nell’exclave azerbaigiana, che confina con l’Iran, è di fatto una risposta all’esercitazione militare iraniana, battezzata “I conquistatori di Khaybar”, che si è svolta nei giorni scorsi proprio nei pressi del confine con l’Azerbaigian. Le tensioni fra Teheran e Baku sono cresciute nel corso delle ultime settimane, a causa di diversi fattori: l’esercitazione militare trilaterale condotta da Azerbaigian, Pakistan e Turchia a circa 500 chilometri dal confine iraniano; le restrizioni imposte dall’Azerbaigian all’accesso di alcuni tir iraniani – con conseguente arresto di due conducenti – diretti in Armenia; e il rafforzamento dei rapporti fra l’Azerbaigian e Israele. Questo punto non è secondario per il nuovo governo del nuovo presidente, Ebrahim Raisi, insediatosi a Teheran lo scorso 3 agosto. Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian il 30 settembre ha affermato che Teheran ha il diritto di tenere esercitazioni e ha sottolineato “l’importanza” della cooperazione tra Iran e Azerbaigian, che condividono un confine di 700 chilometri. Amir-Abdollahian, tuttavia, ha aggiunto durante un incontro con il nuovo ambasciatore azerbaigiano a Teheran che l’Iran “non tollera la presenza e l’attività contro la nostra sicurezza nazionale del regime sionista” nei pressi dei propri confini, confermando che sarebbero state prese “tutte le misure necessarie al riguardo”. I rapporti fra Azerbaigian e Israele sono notoriamente positivi nonostante la vicinanza fra Baku e la Turchia. Questi legami, peraltro, sono stati oggetto di critiche anche da parte dell’Armenia, che spesso ha espresso disappunto per la vendita di armamenti israeliani all’Azerbaigian.


Relativamente alla questione del confine armeno-azerbaigiano, le tensioni con Teheran sono iniziate quando l’Azerbaigian dal 12 settembre ha iniziato a far pagare dei dazi ai camion iraniani su una strada diretta verso l’Armenia meridionale ma che attraversa alcune sezioni del territorio azerbaigiano, un sviluppo delle nuove conquiste territoriali determinate dal conflitto dello scorso anno fra i due Paesi caucasici. Inizialmente le autorità iraniane sono rimaste in silenzio anche dopo che la polizia e il Servizio doganale dell’Azerbaigian hanno confermato l’adozione di questi dazi. La questione dirimente sta nel fatto che i tir erano stavano “trasportando cemento” a Erevan e Stepanakert, la capitale de facto dell’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh. Questo territorio è internazionalmente riconosciuto come azerbaigiano, ma è controllato dalle forze armene sin dalla prima guerra tra i due Paesi avvenuta negli anni Novanta. Peraltro, due conducenti di camion iraniani sono stati arrestati perché “entrati in Azerbaigian illegalmente”, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri di Baku. L’Azerbaigian sostiene da tempo che l’ingresso nel Karabakh attraverso l’Armenia equivalga a un attraversamento illegale della frontiera. Il ministero degli Esteri iraniano ha chiesto l’immediato il rilascio dei conducenti e, da quel momento, si sono susseguiti una serie di incontri a livello diplomatico per risolvere la questione. Tuttavia, il destino dei due conducenti non è ancora noto, un fatto che, evidentemente, non fa che acuire la tensione fra Baku e Teheran.

In merito alle esercitazioni militari condotte all’inizio di settembre da Azerbaigian, Pakistan e Turchia – ufficialmente mirate a “”rafforzare ulteriormente i legami esistenti” fra le Forze armate dei tre Paesi –, la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, aveva lanciato un avvertimento all’Azerbaigian, invitando le autorità del Paese caucasico a “non giocare con la coda del leone”. Secondo alcuni osservatori. i timori dell’Iran, in questo caso, sarebbero legati alla minaccia di restare “tagliato fuori” dalle grandi manovre in corso nella regione. La Turchia, d’altronde, ha il secondo esercito più numeroso della Nato e il Pakistan è una potenza nucleare nella regione: il loro progressivo avvicinamento all’Azerbaigian, di conseguenza, non può non destare preoccupazioni per l’Iran, ma anche per la stessa Russia. Se i legami fra Azerbaigian e Turchia hanno un retaggio storico e si basano sul concetto “una nazione, due Stati”, le relazioni fra Baku e Islamabad si sono intensificate molto in seguito al conflitto fra l’Azerbaigian e l’Armenia dell’autunno del 2020.

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