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Le giunte militari di Niger, Mali e Burkina Faso intendono creare una moneta comune

La futura moneta potrebbe sostituire il franco Cfa, che attualmente costituisce la valuta comune agli otto Paesi membri dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (Uemoa)

Niamey
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© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

Le giunte militari di Niger, Mali e Burkina Faso intendono creare una moneta unica regionale. È quanto annunciato dal leader di transizione del Niger, Abdourahamane Tchiani, in una dichiarazione trasmessa dalla televisione nazionale nigerina. “La moneta è un passo fuori da questa colonizzazione”, ha detto Tchiani, che ha definito la moneta comune “un segno di sovranità”. I tre Paesi, che di recente hanno formato l’Alleanza degli Stati del Sahel (Aes), “sono impegnati in un processo di recupero della loro sovranità totale”, ha aggiunto, senza però fornire dettagli sulla possibile messa in circolazione di una futura moneta. La futura moneta potrebbe sostituire il franco Cfa, che attualmente costituisce la valuta comune agli otto Paesi membri dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (Uemoa), di cui fanno parte anche Niger, Burkina Faso e Mali. Nel novembre scorso i ministri dell’Economia e delle Finanze dei tre Pasi hanno raccomandato la creazione di un fondo di stabilizzazione e di una banca di investimento comune. La dichiarazione del generale Tchiani arriva, peraltro, due settimane dopo il ritiro di Mali, Burkina Faso e Niger dalla Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao), che accusano di essere sfruttata dalla Francia.


L’allontanamento è stato ufficialmente sancito lo scorso 28 gennaio, quando le giunte militari al potere Mali, Niger e Burkina Faso hanno diffuso un comunicato congiunto in cui hanno annunciato il loro ritiro, con effetto immediato, dall’organizzazione regionale. Un annuncio che è stato respinto dalla stessa Cedeao, che ha fatto sapere di non aver ricevuto notifiche formali da parte delle tre giunte golpiste. L’allontanamento dei tre Paesi del Sahel dalla Cedeao era iniziato nei fatti lo scorso 16 settembre, quando le stesse giunte militari di Mali, Niger e Burkina Faso si sono riunite nell’Alleanza degli Stati del Sahel (Aes), iniziativa militare ma anche diplomatica che intende garantire indipendenza ai tre Paesi rispetto ad organismi regionali o internazionali. Di recente i ministri degli Esteri dei tre Paesi, riuniti a Bamako, hanno dato forma compiuta a questa coalizione, dandole una dimensione politica e diplomatica. Le tre parti, si legge nel comunicato congiunto diffuso al termine della riunione, stanno lavorando all’adozione di protocolli aggiuntivi, all’istituzione di organi istituzionali e giuridici dell’Alleanza e alla “definizione delle misure politiche e del coordinamento diplomatico”. Inizialmente l’Aes è nata come un patto di difesa tra Mali, Niger e Burkina Faso, che hanno deciso di unire le loro risorse militari per combattere gruppi ribelli o jihadisti. Tuttavia i tre Paesi intendono ora andare oltre e fondare una vera unione economica e politica che faccia da contraltare, appunto, alla Cedeao, che agli occhi dei golpisti è un’organizzazione controllata ancora dalla Francia e dai suoi alleati occidentali.

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