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Le autorità del Sudan hanno rilasciato Musa Hilal, leader delle milizie Janjaweed

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Le autorità del Sudan hanno rilasciato Musa Hilal, leader delle milizie Janjaweed (“demoni a cavallo”), sottoposte a sanzioni da parte delle Nazioni Unite per le presunte atrocità nella regione del Darfur. Il rilascio di Hilal e di altri membri delle sue forze, secondo quanto riferito da fonti vicine a Hilal citate dalla stampa araba, arriva mentre il governo di transizione del Sudan è impegnato negli sforzi di pace nella regione occidentale devastata dalla guerra a seguito di un accordo di pace firmato nel mese di ottobre con i gruppi ribelli volto a porre fine a decenni di conflitto.


La notizia del rilascio di Hilal è stata confermata in una nota dal Consiglio rivoluzionario del risveglio sudanese, la milizia armata da lui guidata, secondo cui le accuse contro Hilal e i suoi seguaci sono state annullate a seguito della grazia concessa da parte delle autorità di Khartum. Hilal, che era stato arrestato nel 2017 Hilal dopo gli scontri scoppiati tra i suoi uomini e le milizie paramilitari note come Forze di supporto rapido (Rsf), era un fedele alleato del deposto presidente Omar al Bashir, che si servì delle milizie Janjaweed (formate da miliziani arabi) contro le minoranze etniche africane emarginate durante il conflitto nel Darfur, scoppiato nel 2003, tuttavia nel 2014 ruppe con l’allora capo dello Stato dopo averlo accusato di aver cercato di sabotare i rapporti tra le tribù nel suo Stato d’origine, il Nord Darfur. Hilal è stato punito con le sanzioni delle Nazioni Unite nel 2006 con l’accusa di essere responsabile delle “violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani” in Darfur. Secondo le stime delle Nazioni Unite, dallo scoppio del conflitto più di 300 mila persone sono morte e circa 2,5 milioni sono state sfollate.

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