Lazio 2023: primo confronto televisivo tra i candidati, Rocca assente

L'occasione è stata la prima tribuna elettorale televisiva, andata in onda questo pomeriggio al Tgr-Rai

A meno di 20 giorni dal voto, si è consumato un nuovo faccia a faccia tra i candidati alla presidenza della Regione Lazio. L’occasione è stata la prima tribuna elettorale televisiva, andata in onda questo pomeriggio al Tgr-Rai. Era assente solo il candidato del centrodestra Francesco Rocca, perché “ha deciso di non partecipare”, ha spiegato il conduttore. Presenti, invece, gli altri pretendenti alla carica di governatore: Alessio D’Amato per il centrosinistra, Donatella Bianchi per il M5s, Rosa Rinaldi per Unione Popolare, Sonia Pecorilli per il Partito Comunista Italiano e Fabrizio Pignalberi per Quarto polo e Insieme per il Lazio. Il confronto ha riguardato i temi di maggiore interesse pubblico: ciclo dei rifiuti, trasporti, grandi infrastrutture, sanità, lavoro e transizione ecologica. Questioni spinose che hanno quasi sempre visto i tre candidati in contrapposizione, ma senza grossi affondi o stoccate e nessun tipo di battibecco acceso.

Tra i temi caldi, quello dei rifiuti e del termovalorizzatore che Gualtieri vuole costruire a Roma, ha animato il dibattito, mostrando le maggiori distanze tra gli sfidanti. Ad eccezione di D’Amato – l’unico favorevole – gli altri candidati sono tutti contrari. “E’ stata fatta una scelta nazionale di nominare commissario il sindaco Gualtieri per costruire il termovalorizzatore a Roma, bisogna aiutare il sindaco a completarlo e chiudere il ciclo dei rifiuti e bisogna nello stesso tempo potenziare la differenziata – ha ribadito D’Amato -. Sono due cose tra loro non sono conflittuali”. Per Binachi, invece, si tratta di una scelta “obsoleta che andrà a ricadere in termini ambientali sulla salute dei cittadini. Con questo inceneritore costringeremo Roma a bruciare i suoi rifiuti per almeno trent’anni, il Lazio sarà la pattumiera d’Europa. Quello che va fatto è riavviare la differenziata e la tariffa puntuale”, ha sottolineato Bianchi. Sono contrari anche gli altri candidati alla presidenza. Per Rosa Rinaldi “il sindaco di Roma sta decidendo di portare l’inceneritore in un altro territorio, della provincia di Roma. I comuni dei Castelli romani hanno i tassi di differenziata più alti, non possono essere puniti in questo modo”. Secondo Pecorilli, l’impianto di Santa Palomba “non è sostenibile e non farebbe bene alla popolazione”. Sulla stessa linea Pignalberi, per cui “servono in ogni provincia più punti per smaltire rifiuti con macchinari che possano portare introiti alla provincia. Inoltre va potenziata la raccolta differenziata”.

Anche per gli altri argomenti, al centro del dibattito elettorale, le posizioni si sono dimostrate distanti. Capitolo infrastrutture: se per D’Amato la Roma-Latina “è un fatto positivo”, secondo Bianchi sarebbe meglio “la messa in sicurezza della Pontina”. Per quanto riguarda la sanità, D’Amato ha rivendicato il proprio operato e quello della giunta Zingaretti, in particolare l’uscita dal commissariamento della sanità e la realizzazione di sei nuovi ospedali in programma. La stabilizzazione dei precari, i presidi territoriali sono, invece, due punti fermi per Bianchi: “serve una riorganizzazione del mondo degli operatori sociosanitari. Le diagnosi si devono poter fare sui territori e non soltanto nei grandi centri. Mancano medici e infermieri”, ha sottolineato Bianchi, definendo “un disastro” la gestione dell’attuale sistema. Sia Pecorilli che Pignalberi hanno posto l’accento sul sistema sanitario, che deve essere considerato “primario”, indicando nelle liste di attesa il principale problema da affrontare. La transizione ecologica vede impegnati tutti i candidati, con Bianchi che ha annunciato “un superbonus regionale con un fondo accessorio a parte, per le case green”.

Rispetto ai trasporti, Rinaldi ha promesso di fare “un investimento importante”, mentre Bianchi punta sul “rafforzamento della rete ferroviaria” e Pecorilli sull’elettrico. Dal canto suo, D’Amato ha ribadito la sua promessa del trasporto pubblico gratuito per gli under 25 e over 70. Infine, sul fronte lavoro, il “reddito di formazione” di 800 euro mensili per i giovani, è tra i punti del programma del candidato del centrosinistra. Mentre Bianchi ha rilanciato la proposta del “reddito di cittadinanza regionale” da 500 euro. Rinaldi ha sottolineato la potenzialità del “settore pubblico come occasione di lavoro di qualità, soprattutto nel campo sanitario”. Pecorilli si è concentrata sul tema della disoccupazione, della chiusura delle fabbriche e dell’abbattimento del costo del lavoro: “serve creare sviluppo e occupazione”, ha concluso. La corsa alla Pisana, partita tardi e in sordina, procede spedita verso il voto del 12 e 13 febbraio.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram