Lazio 2023: Fd’I pronta a chiudere su Colosimo ma nel centrodestra risalgono le quotazioni Rocca

"Al 90 per cento si chiude con Colosimo", riferiscono alcune fonti ad "Agenzia Nova". L'ultima parola spetta al presidente del consiglio e leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni

Il centrodestra si prepara a chiudere la partita del candidato presidente alle prossime regionali del Lazio, che si terranno il 12 febbraio. Tutte le strade portano a un solo nome “politico”: Chiara Colosimo, neo deputata, ex consigliera regionale e fedelissima di Giorgia Meloni. Anche se, nelle ultime ore, è rispuntata l’ipotesi “civica” di Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa, da sempre vicino al centrodestra. “Al 90 per cento si chiude con Colosimo”, riferiscono alcune fonti ad “Agenzia Nova”. L’ultima parola spetta al presidente del consiglio e leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. L’incontro decisivo tra i leader nazionali della coalizione, che si sarebbe dovuto tenere nei giorni scorsi, è slittato più volte. Quindi si aspetta che il premier, in questi giorni alle prese con la manovra di bilancio e la frana a Ischia, possa riunire i suoi per comunicare la decisone sul candidato. Dagli alleati – Forza Italia e Lega – è arrivata la richiesta a non temporeggiare, come avvenne per le comunali di Roma con la scelta in extremis di Enrico Michetti, per non concedere troppo vantaggio al centrosinistra, che ha deciso di puntare su Alessio D’Amato, il quale ha già aperto la sua campagna elettorale.

Secondo quanto riferiscono le stesse fonti, sia Forza Italia che Lega hanno chiesto di puntare su un candidato politico, indicando il nome del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, pilastro della destra romana, ma le sue quotazioni sembrano al ribasso in Fd’I. Da qui l’ipotesi “eventuale” di puntare su un candidato civico che metta tutti d’accordo: quel 10 per cento che separa Colosimo dalla candidatura ufficiale a governatore. In particolare, il profilo “civico”, sarebbe gradito ad alcuni vertici nazionali della Lega, perché rappresenterebbe la coalizione, in grado di attirare voti anche oltre il centrodestra, ma con il rischio di essere meno noto all’elettorato. Stesso discorso per altri due nomi che circolano da giorni ormai: Paolo Trancassini, deputato reatino e coordinatore di Fd’I per il Lazio e Nicola Procaccini, eurodeputato ed ex sindaco di Terracina, entrambi vicini a Meloni, ma sconterebbero il fatto di non essere volti abbastanza noti nel panorama romano. Chiara Colosimo, invece, potrebbe essere il nome ideale su cui chiudere un accordo, tenendo conto che oltre al bagaglio di esperienza in Regione Lazio la sua candidatura riproporrebbe il modello che ha già contribuito alla vittoria del centrodestra a livello nazionale: una donna, giovane, con esperienza e con un percorso simile alla Meloni alla guida della Pisana.

Tutto questo salvo scenari a oggi imprevisti e quindi nomi nuovi finora non ancora messi sul tavolo del centrodestra. Nel centrosinistra, invece, nonostante il caos almeno una certezza c’è: a meno di tre mesi dalle elezioni è in campo l’assessore alla Sanità uscente, Alessio D’Amato, candidato del Pd e sostenuto anche dal Terzo Polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi. Il “campo largo” zingarettiano oramai sembra imploso: il Movimento 5 stelle, lontano dalla coalizione di centrosinistra, attrae però le sue liste minoritarie, ma non ha ancora scelto un candidato. Giuseppe Conte, tra l’altro, potrebbe contare anche lui su una compagine di sinistra che guarda ai movimenti civici. È sostenuto infatti dal Coordinamento 2050, ovvero esponenti di sigle quali Leu e Verdi che hanno scelto di avvicinarsi al M5s, come Paolo Cento, Stefano Fassina e Loredana De Petris. Intanto i gruppi della sinistra radicale – a partire da Sinistra civica ecologista di Massimiliano Smeriglio – hanno elaborato una proposta con 10 punti di programma e hanno convocato per domani un’assemblea pubblica allo Spin Time di Roma, invitando tutte le forze progressiste (dal Pd al M5s, passando per il Terzo polo) per fare un ultimo tentativo di tenere insieme le varie anime del centrosinistra e, in extrema ratio, provare a ricucire l’alleanza del campo largo con il M5s.

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