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L’ambasciatrice svizzera Schmutz Kirgöz: Mai sottovalutare l’importanza delle relazioni bilaterali

Sulle questioni internazionali la diplomatica ha ribadito che la Svizzera “è e resta neutrale ma neutralità non significa indifferenza”

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L’importanza delle relazioni bilaterali fra Italia e Svizzera, talvolta “sottovalutata” ma “evidente anche guardando alle cifre”, e la posizione di Berna nel contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina e dalla crisi in Medio Oriente: sono questi alcuni dei temi affrontati dall’ambasciatrice svizzera a Roma, Monika Schmutz Kirgöz, in un’intervista concessa ad “Agenzia Nova”. Per quanto riguarda la politica estera, la diplomatica ha ribadito che la Svizzera “è e resta neutrale”, ma neutralità “non significa indifferenza”, come nel caso della risposta all’aggressione russa contro l’Ucraina.


“Italia e Svizzera appartengono chiaramente alla stessa comunità di valori. Nel conflitto che oppone la Russia all’Ucraina siamo di fronte a una grave violazione del diritto internazionale: l’integrità territoriale e la sovranità dello Stato ucraino, nonché il divieto del ricorso alla violenza, sono stati violati”, ha osservato l’ambasciatrice. A questo proposito, “la Svizzera ha condannato l’aggressione a uno Stato sovrano e ha aderito alle sanzioni imposte dall’Ue contro la Federazione Russa, rafforzandone così l’effetto”. Oltre alle sanzioni, sono state varate altre misure per rispondere alla crisi: “la Svizzera invia regolarmente aiuti umanitari e finanziari all’Ucraina, ha attivato lo statuto S per accogliere le cittadine e i cittadini ucraini in fuga dal conflitto e ha co-organizzato la Conferenza di Lugano, che è sfociata nei 7 principi di Lugano per la ricostruzione dell’Ucraina”. “Proprio pochi giorni fa, il nostro governo ha messo a disposizione le proprie competenze tecniche e ha stanziato 100 milioni di franchi per i prossimi quattro anni, l’equivalente di poco più di 100 milioni di euro, per lavori di sminamento umanitario in Ucraina”, ha aggiunto Schmutz Kirgöz.

In quanto Stato neutrale, “la Svizzera non fornisce materiale bellico a entità belligeranti in conformità con la Convenzione dell’Aia del 1907. Per quanto concerne l’esportazione privata di materiale bellico, la Confederazione è tenuta a rispettare il principio della parità di trattamento”. “Analogamente, la Legge federale sul materiale bellico contiene una disposizione che esclude l’esportazione di materiale bellico a parti belligeranti. Questa disposizione è rilevante anche quando si chiede alla Svizzera di dare il proprio consenso all’esportazione di materiale bellico. In generale, discussioni a livello di politica interna sono tuttora in corso al fine di modificare la legislazione sulle dichiarazioni di non riesportazione”, ha sottolineato l’ambasciatrice.

Nell’agenda internazionale è purtroppo tornato alla ribalta il Medio Oriente, dopo le azioni terroristiche di Hamas della scorsa settimana. “La Svizzera ha condannato gli attacchi particolarmente scioccanti, compresi gli atti di terrore e il lancio indiscriminato di razzi da parte di Hamas contro Israele. Ha chiesto il rilascio immediato delle persone prese in ostaggio e attualmente detenute a Gaza. Ha inoltre deplorato tutte le vittime civili e ha invitato tutte le parti a proteggere la popolazione civile e a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario”, ha ricordato Schmutz Kirgöz. Per la Svizzera, la priorità “deve essere la de-escalation”. In questa prospettiva, Berna “ha invitato i responsabili a fare tutto il possibile per stabilire un cessate il fuoco ed evitare un’escalation regionale” e ha “rivolto questo appello a tutti gli Stati che possono esercitare un’influenza sulle parti”. In generale, la Svizzera sostiene la visione formulata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, del quale è parte in qualità di membro eletto non permanente per il biennio 2023-2024, di una regione in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivono fianco a fianco in pace all’interno di confini sicuri e riconosciuti, ha proseguito la diplomatica elvetica.

Per quanto concerne i rapporti tra Italia e Svizzera, “le relazioni fra i nostri due Paesi sono ottime, di grande qualità e intensità. L’amicizia messa in risalto durante la visita di Stato del presidente Sergio Mattarella l’anno scorso in Svizzera ne è un buon esempio”, ha evidenziato Schmutz Kirgöz. L’importanza reciproca delle relazioni fra Italia e Svizzera “è spesso sottovalutata, ma alcune cifre bastano a metterla in evidenza. Basti pensare che l’interscambio di merci e servizi fra Svizzera e Italia ruota attorno a un miliardo di euro a settimana. In Svizzera vive la terza comunità italiana nel mondo per ordine di grandezza, dopo Argentina e Germania. Decine di migliaia di frontalieri, inoltre, attraversano ogni giorno il confine per andare a lavorare nell’altro Paese”, ha spiegato l’ambasciatrice. “Condividiamo l’italiano come lingua nazionale. L’elenco dei settori di cooperazione potrebbe continuare negli ambiti più disparati, dai patrimoni culturali dell’Unesco condivisi fra i due Paesi alle tematiche legate al trasporto di merci e persone”, ha detto ancora.

Le ottime relazioni esistenti ad oggi “sono il frutto di una serie di condizioni anche strutturali (basti pensare ai quasi 800 chilometri di confine condiviso), che però da sole non spiegano interamente la grande amicizia di Italia e Svizzera. Molto lavoro, a più livelli, fra le autorità, le imprese private e la popolazione di entrambi i Paesi è stato fatto e sono fiduciosa che continuerà a esserlo anche in futuro”, ha aggiunto l’ambasciatrice.

La Svizzera “è il quarto mercato di esportazione per l’Italia che, per la Confederazione, è il terzo partner economico. L’Italia esporta verso il nostro Paese, di poco meno di 9 milioni di abitanti, tanto quanto verso la Cina, il Brasile e l’India complessivamente. Come è comprensibile, circa il 40 per cento degli scambi si concentra nelle regioni di confine”.
Le prospettive economiche per il futuro sono dunque da considerarsi positive: “in settori specifici, come quello energetico per esempio, i contatti con l’amministrazione italiana nel settore dell’energia da parte degli attori svizzeri (dall’Ufficio federale dell’energia alle aziende private) sono frequenti e costruttivi”. Di recente “questi contatti si sono ulteriormente intensificati, proprio per garantire una rapida capacità di reazione in caso di fabbisogno energetico”. Medesimo discorso, ha proseguito Schmutz Kirgöz, vale per quanto concerne i trasporti: “scambi su progetti bilaterali sono all’ordine del giorno. In questo senso la Svizzera ha creato capacità importantissime di transito tra il nord ed il sud delle alpi costruendo le trasversali alpine. Vogliamo continuare a rafforzare ulteriormente il trasferimento del traffico merci attraverso le Alpi dalla strada alla ferrovia e perciò sostiamo anche progetti all’estero, se possono rivelarsi utili allo scopo”. “Ad esempio, abbiamo già contribuito alla creazione di diversi terminal di trasbordo delle merci nel Nord Italia. Il Parlamento svizzero ha approvato un credito pari a 300 milioni di euro nel periodo 2021-2024 per finanziare gli investimenti a favore di impianti per il traffico merci. In generale, la creazione di queste esternalità positive è volta a incentivare gli scambi di beni, ma anche di servizi” come il turismo, “favorendo le prospettive economiche e gli investimenti sull’asse Roma-Berna”.

Tra i fenomeni in cui si sta realizzando un’ulteriore cooperazione c’è quello dei migranti, dove la Svizzera sta sostenendo l’Italia a fronteggiare il numero di arrivi. “Finanziamo un progetto in Italia, del valore di 727 mila franchi svizzeri, che garantisce la presenza di specialisti dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) che assistono le autorità italiane nella prima accoglienza e nella registrazione dei migranti, contribuendo così ad accelerare le procedure di asilo”, ha spiegato la diplomatica, secondo cui “oltre a questo progetto a breve termine, l’obiettivo è di intensificare la cooperazione in materia di migrazione”. “La Svizzera ha destinato 20 milioni di franchi a un programma di sostegno alla gestione della migrazione con l’Italia. Nello specifico, si tratta di un programma finalizzato al sostegno delle strutture di accoglienza e ai servizi di assistenza per i minorenni stranieri non accompagnati. È inoltre previsto uno scambio istituzionalizzato su questioni di politica migratoria di interesse comune. I negoziati per un accordo bilaterale di più ampio respiro sono attualmente in corso”, ha aggiunto Schmutz Kirgöz.

La diplomatica ha poi illustrato le attività dell’ambasciata svizzera a Roma, attiva “nel far conoscere” nel nostro Paese la realtà della Confederazione elvetica. “Mi permetta d’illustrare due esempi. Quest’anno si celebrano i 175 anni della Costituzione federale svizzera. Il 1848 costituisce infatti una pietra miliare per la Svizzera: l’approvazione della Costituzione federale fonda la Svizzera moderna. In quell’anno così la vecchia Confederazione è diventata uno Stato federale e una tra le prime democrazie in Europa. Per celebrare questa ricorrenza, parteciperò a vari incontri accademici con studenti e studentesse universitari nei prossimi mesi. Invito le interessate e gli interessati a seguirci per avere maggiori dettagli sull’evento!”, ha detto Schmutz Kirgöz. “Tra i principi che contraddistinguono la Svizzera vi è il plurilinguismo, che ci sta molto a cuore. In Svizzera si parlano quattro lingue nazionali (tedesco, francese, italiano e romancio). Questa pluralità linguistica viene tematizzata anche attraverso eventi letterari. Il 13 ottobre, per esempio, la nostra Ambasciata – in collaborazione con l’Istituto Svizzero – presenta a Roma il giovane autore svizzero Luca Brunoni, che scrive i suoi romanzi in italiano. Con questo evento vogliamo sottolineare il dialogo esistente anche in campo culturale tra la Svizzera e l’Europa, tant’è che esso si svolge” nell’ambito dell’iniziativa “Europa in circolo”.

La conversazione si è poi spostata sulla promozione delle pari opportunità, un tema molto caro all’ambasciatrice. “Prima di tutto, vorrei rivelare un fatto emblematico. La Svizzera eccelle in numerosi ambiti. Tuttavia, mentre il suffragio universale maschile fu istituito nel 1848, le donne dovettero aspettare fino al 1971 per ottenere il diritto di voto nelle questioni nazionali! E purtroppo, è necessario ricordare anche che la Svizzera è stato l’ultimo Paese europeo ad aprire il suo Dipartimento degli Affari esteri alle donne, nel 1956. Per molto tempo le donne diplomatiche ai più alti livelli sono state estremamente rare. Un bell’esempio che contraddice quanto affermato finora riguarda proprio l’Italia e la Svizzera, poiché la prima ambasciatrice svizzera donna è stata proprio la signora Francesca Pometta negli anni Ottanta, che fu anche ambasciatrice di Svizzera in Italia”, ha ricordato Schmutz Kirgöz. “Inoltre, quando finalmente il servizio diplomatico è stato aperto alle donne, queste non avevano le stesse opportunità degli uomini. Fortunatamente, e grazie agli sforzi congiunti, questo trend si sta invertendo. Ad oggi, il numero di donne presenti nella diplomazia è in costante aumento: esse rappresentano il 36 per cento del corpo diplomatico e il 21 per cento delle e dei capimissione. Inoltre, su 5 posti di segretario di Stato della Confederazione, l’equivalente di un vice ministro in Italia, 4 sono tuttora occupati da donne! Concludo questa parentesi di mere statistiche ricordando che su 7 ministri nel Governo svizzero, 3 sono donne. Dal 1956 ne sono stati fatti di progressi”, ha aggiunto. “A noi, come ambasciata, questa tematica sta molto a cuore: organizziamo annualmente il convegno ‘La Svizzera delle donne’. Quest’anno si è discusso di esperienze e tematiche di straordinaria attualità, come le sfide attuali e le opportunità per le donne nel mondo del lavoro, la promozione dei talenti femminili nelle posizioni apicali, la parità salariale e i modelli di lavoro flessibili”, ha proseguito Schmutz Kirgöz.

“Alcuni stereotipi tipici del nostro Paese riguardano l’essere una piazza finanziaria, il cioccolato e gli orologi, ma la Svizzera è molto più di questo. Si tratta di un Paese estremamente innovativo e multiculturale, che volge lo sguardo verso il futuro e collabora strettamente con i suoi partner, tra cui l’Italia”, ha concluso l’ambasciatrice, citando a titolo di esempio anche l’iniziativa “House of Swtizerland”, tenuta a Milano nel 2022 e dedicata al design e alla creatività elvetica. Schmutz Kirgöz ha infine ribadito l’interesse e “l’amore” degli svizzeri per tutto ciò che riguarda il nostro Paese, frutto anche di un’identità nazionale derivante dall’incontro dell’elemento italiano con quelli francese e tedesco.

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