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La Turchia nega per l’undicesima volta un’ispezione all’operazione Irini

La squadra, guidata dall'ammiraglio Stefano Turchetto, è incaricata di attuare l’embargo delle Nazioni Unite sulle armi in Libia

Ankara
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© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

La Turchia ha negato per l’undicesima volta il consenso per l’ispezione di una nave sospetta da parte di una squadra dell’operazione EuNavFor Med – Irini, guidata dall’ammiraglio Stefano Turchetto e incaricata di attuare l’embargo delle Nazioni Unite sulle armi in Libia. Dall’avvio di Irini a marzo 2020 fino ad oggi, le ispezioni negate da Ankara sono state sei nel 2021, tre nel 2022 e due nel 2023. Il Consiglio di sicurezza Onu invita tutti i membri delle Nazioni Unite a collaborare con le ispezioni.


Dopo la prima Conferenza di Berlino, il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di lanciare, il 31 marzo 2020, una nuova operazione militare denominata EuNavFor Med – Irini, principalmente marittima. Irini fa parte dell’approccio integrato europeo alla Libia che prevede sforzi politici, militari, economici e umanitari per portare stabilità e sicurezza nel Paese.

I compiti dell’operazione sono: contrastare il traffico illegale di armi, sostenendo l’attuazione dell’embargo sulle armi nei confronti della Libia sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu (il compito principale); raccogliere informazioni sul contrabbando di petrolio, in particolare per le sue conseguenze sull’economia libica e il suo possibile utilizzo per finanziare il mercato delle armi; contribuire all’interruzione del modello commerciale del traffico di migranti raccogliendo informazioni con mezzi aerei e condividendole con Frontex e le autorità nazionali competenti; sostenere lo sviluppo della capacità di ricerca e soccorso della Guardia costiera libica e della Marina attraverso la formazione. In particolare, quest’ultima attività non è stata ancora implementata.

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