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La sindaca di Latina nega il patrocinio al Pride: “L’impianto del documento non è condivisibile”

"Prima fra tutte la pratica della maternità surrogata, in netto contrasto con la legislazione vigente, con le coscienze di gran parte delle persone e, in particolare, delle donne più fragili"

Roma
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Il comune di Latina non concederà il patrocinio al Pride che sfilerà in città il prossimo 8 luglio. A spiegarne le ragioni la sindaca del capoluogo pontino, Matilde Celentano, che si dice “sinceramente amareggiata ed offesa per quel che è accaduto intorno alla manifestazione Lazio Pride”. “Ad una mia iniziale apertura al dialogo e al confronto con le Associazioni, – spiega Celentano – si è risposto con una inaccettabile strumentalizzazione, come avvenuto a livello regionale. Non è possibile condividere l’impianto centrale del documento redatto dagli organizzatori del Pride, prima fra tutte la pratica della maternità surrogata, in netto contrasto con la legislazione vigente, con le coscienze di gran parte delle persone e, in particolare, delle donne più fragili. Io sono e vorrò essere il sindaco di tutti ed è, quindi, mio preciso dovere rispettare le leggi dello Stato. Credevo che la disponibilità mostrata nel rispondere ad un artista di fama mondiale come il nostro concittadino Tiziano Ferro, costituisse un’apertura importante e inaugurasse un sereno e rinnovato dialogo. Al contrario, per tutta risposta, ho dovuto prendere atto degli attacchi verso la mia persona e verso la carica che ricopro, chiedendomi di violare la legge, da parte degli organizzatori. Posizione, peraltro, condivisa da una parte delle opposizioni”.


Un diniego che ricorda la polemica che lo scorso mese ha coinvolto la Giunta regionale del Lazio. “Lo stesso triste copione che ha costretto il Presidente Rocca a ritirare il patrocinio, inizialmente concesso al Lazio Pride, e che quindi mi costringe a non concedere il patrocinio. Più che avere a cuore i diritti e il dialogo, – aggiunge ancora la sindaca – gli organizzatori di questa manifestazione sembrano essere più interessati alle strumentalizzazioni politiche, alla visibilità e al risalto mediatico, con buona pace della tutela contro le discriminazioni, snaturando così il senso profondo di queste manifestazioni. Per il profondo rispetto che nutro nei riguardi delle persone, di tutte le persone, delle Istituzioni e della carica che ricopro, non posso e non sono disposta a derogare a principi e valori inscritti nella mia coscienza ed a essere strumentalizzata per fini meramente politici ed interessi di parte”. “Il sindaco di Latina, Matilde Celentano, come Rocca ci ripensa: niente patrocinio al Gay Pride. Le scuse sono le stesse avanzate dal Presidente della Regione solo qualche giorno fa. La verità è che la destra ha un volto solo. Quello di chi nega i diritti e il dialogo. Per la nostra regione, e per il nostro Paese, non è una bella pubblicità. Piuttosto lo specchio di una politica retrograda e oscurantista”, dichiara in una nota il capogruppo Avs in consiglio regionale, Claudio Marotta.

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