La rimozione del bando alla fratturazione idraulica nel Regno Unito segna un cambio di passo del governo Truss

In una nota del ministro per gli Affari economici, Jacob Rees-Mogg, si conferma l'indiscrezione giĂ  emersa nelle scorse settimane dopo la formazione del nuovo esecutivo

Il Regno Unito ha deciso di rimuovere il bando sulla fratturazione idraulica, aprendo le porte a nuove esplorazioni di gas da scisti sul territorio e nelle acque nazionali. Si tratta di una scelta motivata dalla necessità di aumentare la produzione interna di energia e di conseguenza limitare l’aumento dei prezzi delle bollette, tema dirimente nel dibattito pubblico britannico. L’annuncio fatto oggi dal ministro per gli Affari economici Jacob Rees-Mogg era già stato preventivato nelle scorse settimane, come una delle iniziative prioritarie che il governo di Liz Truss avrebbe lanciato per “dare slancio” all’economia. La rimozione del bando arriva a distanza di poco meno di tre anni dall’inizio della moratoria, decisa dall’allora governo Johnson nel novembre 2019. I rischi di danni idrogeologici o persino la provocazione di terremoti avevano spinto le autorità britanniche a sospendere le attività di fracking nel Paese. Di contro, Rees-Mogg ha spiegato oggi che i limiti attuali per le attività considerate a rischio sismico sarebbero “troppo bassi” e ha quindi rilevato come sia il caso di alzare tale soglia, una mossa che inevitabilmente creerà polemiche sia tra i movimenti ambientalisti che tra i comitati dei residenti delle aree interessate alle esplorazioni. Il governo britannico ritiene inoltre che sia necessario avere un numero maggiore di siti operativi per valutare correttamente i vantaggi e i problemi associati alla fratturazione idraulica, un approccio in apparente contrasto con quanto prefigurato nel 2019 dal Partito conservatore, che affermava di poter dare il permesso di procedere con le attività di fracking “solo qualora la scienza dimostri che si possono fare in sicurezza”.

Diverso il tono usato oggi da Ress-Mogg: “Sappiamo che il gas da scisti è sicuro” e puntare su questa risorsa “ci garantirĂ  l’energia piĂą economica. Chi si oppone al fracking è un esempio “di puro luddismo”, ha aggiunto il ministro, che ha ricordato come ciò che conti sia il giudizio della popolazione locale, evocando l’esempio della centrale nucleare in costruzione a Hinkley Point, nel Somerset. “E’ possibile comprendere cosa desiderano le comunitĂ  locali e lavorare di concerto con loro”, ha aggiunto Rees-Mogg. Vale la pena notare che a inizio ottobre il ministro per i rapporti con le comunitĂ  locali, Simon Clarke, aveva evidenziato come i piani per aumentare le forniture di gas da scisti non fossero “una soluzione miracolosa” per tamponare la crisi energetica e che l’esecutivo avrebbe cercato di bilanciare il “pragmatismo” con l’attenzione alle esigenze dei territori, “che sono al cuore della nostra politica in materia di energia”. In ogni caso, come evidenziato dal dicastero per gli Affari economici, le compagnie interessate ad avviare esplorazioni per gas da scisti dovranno ottenere i permessi necessari dalle autoritĂ  prima di mettersi all’opera.

L’approccio contraddittorio delle autorità britanniche sulla questione è testimoniato anche dalle dichiarazioni dello scorso aprile dell’allora segretario agli Affari economici Kwasi Kwarteng, passato ora allo Scacchiere, che riteneva la fratturazione idraulica “non una soluzione a breve termine per i costi delle bollette”. Ancora prima, Kwarteng aveva rilevato come il mercato nazionale non avrebbe necessariamente beneficiato da un aumento della produzione interna di gas, compreso quello ottenuto dal fracking, dato che la vendita sarebbe comunque avvenuta ai prezzi correnti, e non in sconto. Il governo Truss sembra quindi avere invertito la rotta rispetto a pochi mesi fa. Alla rimozione del bando sulla fratturazione idraulica si associa l’annuncio di nuove licenze per le esplorazioni di petrolio e gas naturale nel Mare del Nord, che dovrebbero essere lanciate già a inizio ottobre.

Le stime dei geologi indicano un potenziale interessante per i depositi di gas da scisti nel Regno Unito, ma probabilmente una maggioranza dei giacimenti saranno quasi inaccessibili, richiedendo investimenti ingenti e uno sforzo prolungato per avere un effettivo impatto nel mix energetico nazionale, senza considerare i possibili effetti negativi sul piano sismico. Secondo gli esperti, tutti i problemi identificati nel decennio scorso in relazione alla fratturazione idraulica sono ancora presenti, come scrive il “Guardian”.

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