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La Malesia abbandona la Fiera del libro di Francoforte e denuncia “posizioni pro-Israele”

Kuala Lumpur
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Il ministero dell’Istruzione della Malesia ha annunciato il ritiro della partecipazione di Kuala Lumpur all’edizione 2023 della Fiera del libro di Francoforte, accusando gli organizzatori dell’evento di aver assunto una posizione troppo marcatamente “pro-Israele”. L’annuncio segue la decisione dell’associazione letteraria Litprom di rinviare la cerimonia di premiazione di un romanzo scritto da un autore palestinese, in risposta all’attacco sferrato da Hamas contro Israele il 7 ottobre scorso. Gli organizzatori della fiera, ritenuta la più grande nel suo genere al mondo, hanno annunciato inoltre su Facebook che l’edizione dell’evento di quest’anno darà “particolare visibilità” alle “voci ebree e israeliane”. In una nota diffusa oggi, il ministero dell’Istruzione della Malesia ha risposto che “il ministero non scenderà a patti con la violenza di Israele in Palestina, che viola chiaramente le leggi internazionali e i diritti umani”. La decisione di ritirare la partecipazione alla Fiera del libro di Francoforte, aggiunge la nota, è “in linea con la posizione del governo (malesiano) di solidarietà e pieno sostegno alla Palestina”.


Il primo ministro della Malesia, Anwar Ibrahim, ha avuto proprio oggi un colloquio telefonico con Ismail Haniyeh, leader politico dell’organizzazione militante palestinese Hamas, responsabile del sanguinoso attacco sferrato a Israele il 7 ottobre scorso. Lo ha riferito su Facebook il primo ministro malesiano in persona, affermando di aver espresso “l’inflessibile sostegno della Malesia al popolo palestinese”. Anwar ha chiesto la fine immediata dei bombardamenti israeliani su Gaza e l’apertura di un corridoio umanitario attraverso il valico di Rafah, tra l’Egitto e la Striscia. Infine, il primo ministro malesiano ha sollecitato Israele ad abbandonare la sua “politica di espropriazione” e perseguire una soluzione pacifica alla questione israelo-palestinese.

Ieri Anwar ha dichiarato che la Malesia non concorda con le sollecitazioni dell’Occidente a condannare pubblicamente Hamas per l’attacco sferrato contro Israele. Il primo ministro ha aggiunto che Kuala Lumpur non intende mutare la propria politica di lungo corso, che prevede relazioni dirette con Hamas. Le dichiarazioni del primo ministro giungono in risposta a crescenti pressioni da parte della maggioranza e dell’opposizione parlamentari malesiani, che hanno entrambe contestato al governo una risposta troppo blanda alle pressioni occidentali e l’assenza di condanne esplicite dei bombardamenti israeliani su Gaza. Nei giorni scorsi Anwar ha pubblicato sui suoi profili social incontri con rappresentanti di diverse organizzazioni pro-palestinesi locali, e ha fatto riferimento ai piani di queste ultime per organizzare “una manifestazione di un milione di persone” a sostegno della causa palestinese.

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