La cronologia della mattanza di Prati: come De Pau ha ucciso le tre donne in 90 minuti

La ricostruzione fatta dagli inquirenti nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giandomenico De Pau è certosina e si basa su immagini registrate dalle telecamere di video sorveglianza, ma anche da registrazioni video e audio estratte dal telefono del presunto assassino

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Alle 11:22 di giovedì 17 novembre, mentre accoltellava e uccideva la 65enne Marta Lucia Castano Torres nell’appartamento di via Durazzo, l’assassino sentiva certamente le sirene delle forze dell’ordine che confluivano in via Riboty dove aveva ucciso due donne cinesi. La ricostruzione fatta dagli inquirenti nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giandomenico De Pau è certosina e si basa su immagini registrate dalle telecamere di video sorveglianza, ma anche da registrazioni video e audio estratte dal telefono del presunto assassino. L’uomo, infatti, oltre a riprendere l’atto sessuale con le due donne cinesi, ha anche registrato, forse inavvertitamente, la fase dell’omicidio lasciando poi il telefono nella casa delle vittime. Tre delitti a distanza nel giro di un’ora e mezza, collegati secondo gli inquirenti, dalla sola furia dell’uomo in uno stato di esaltazione omicida dovuta all’assunzione di cocaina e probabilmente, ma questo sarà da dimostrare, dalle patologie psichiatriche di cui è affetto.

Comincia alle 9:58 la mattanza delle donne nel quartiere Prati a Roma. E’ questa l’ora in cui Giandavide De Pau, piumino azzurro, pantaloni e felpa neri, scarpe da ginnastica e scalda orecchie, oltre a mascherina e occhiali da sole, parcheggia la Toyota Iq color melanzana in via Riboty ed entra nel palazzo dove si prostituiscono Lia e Sara, le due cinesi che rispondevano ai veri nomi di Li yan Rong di 55 anni, Yang yun Xia di 45 anni. Aveva avvisato la 55enne del suo arrivo appena 20 minuti prima. Agli investigatori De Pau poi dirà di essere stato in via Riboty dalle due prostitute cinesi, dove aveva perso conoscenza per via di un mix farmaci, cocaina e vino, riprendendosi in tempo per vedere le donne accoltellate da un uomo che gli puntava una pistola con silenziatore. Avrebbe addirittura tentato di aiutare le ragazze ma poi sarebbe scappato per chiedere aiuto in strada. Ha inoltre detto di non essersi recato in via Durazzo né di aver avuto contatto con Castano.

Il suo telefonino, però, con video e audio racconta una verità diversa e raccapricciante. Gli investigatori hanno estrapolato due filmati, il primo registrato alle 10:23, di 14 minuti e 33 secondi, il secondo alle 10:38 di 44 secondi. Il telefonino messo in modalità registrazione video e audio, veniva preso e poggiato, intervallando immagini di sesso violento agli audio finali di urla di dolore e rantoli di morte provocati dalle coltellate. Durante quelle fasi si sente l’uomo pretendere dalle donne di non ricevere nessun altro cliente; offre droga e chiede spasmodicamente bevande alcoliche. Quel telefonino è rimasto nella stanza dove Lia, la 55enne, è morta quasi subito, mentre l’amica si trascinava sul pianerottolo dove poi è stata trovata esanime. Lia aveva avuto poco prima la possibilità di fuggire da quella vita. Uno dei suoi clienti, ascoltato dalla polizia, ha raccontato di essere stato molto affezionato alla donna e di averle proposto di cambiare vita; di andare a vivere con lui. La donna gli aveva risposto che doveva continuare a lavorare per mantenere i suoi due figli in Cina.

Alle 10:41 De Pau è uscito da quell’appartamento. Gli investigatori hanno ricostruito attraverso le immagini di telecamere di supermercati e altre attività, il percorso che lo ha portato in via Durazzo dove è arrivato con la sua auto alle 11:21. Tra il suo telefonino e quello di Castano non risultano telefonate recenti ma soltanto risalenti a ottobre. Probabilmente la prostituta deve averlo accettato comunque come cliente ma alle 11:39, quando una telecamera immortala l’uomo uscire da quell’appartamento appena 15 minuti dopo esservi entrato, anche la 65enne era morta uccisa a coltellate. Da quel momento De Pau ha smesso di uccidere prostitute e ha cominciato a chiedere aiuto ad alcune di loro per fuggire dalla giustizia. Nella notte del 18 novembre ha mandato una donna conosciuta in un night a casa della sorella per chiedere soldi e documenti. Per poi essere arrestato il giorno dopo.

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