La Corte Suprema Usa tornerà ad esprimersi sull’aborto

corte suprema Usa
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato ieri di esprimersi in merito ad un contenzioso in riferimento ad una legge dello Stato del Mississippi che proibisce quasi interamente l’aborto oltre la 15ma settimana di gestazione, quando il battito del cuore del feto diventa udibile con lo stetoscopio.

La Corte Suprema, ove ad oggi siedono sei giudici conservatori e tre progressisti, potrebbe esprimersi in modo tale da ridurre la portata della storica sentenza Roe v. Wade del 1973, che ha sancito il diritto all’aborto negli Stati Uniti; se ciò dovesse accadere, la Corte Suprema si troverebbe in rotta di collisione con l’amministrazione del presidente Joe Biden.

L’appello alla Corte Suprema è stato presentato dal procuratore generale del Mississippi, Lynn Fitch, dopo che una corte d’appello federale si è pronunciata contro la legge approvata nello Stato.

Lo scorso anno la Corte Suprema ha preso posizione contro una simile legge limitativa dell’aborto approvata dalla Louisiana: in tale occasione, il presidente della Corte John Roberts, di nomina conservatrice, si è schierato con i suoi colleghi progressisti; da allora, però, la morte della giudice Ruth Bader Ginsburg ha spostato ulteriormente a destra gli equilibri interni alla Corte Suprema.

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