Cedeao sospende Guinea-Conakry dagli organismi regionali e chiede il rilascio di Condé

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La Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao) ha concluso la sua sessione straordinaria in videoconferenza sulla situazione in Guinea. Secondo quanto riporta il sito d’informazione “Mediaguinee”, i leader regionali – sotto la presidenza del capo di Stato ghanese Nana Akufo-Addo – hanno condannato il colpo di stato dello scorso 5 settembre che ha portato al rovesciamento del presidente Alpha Condé e hanno deciso di sospendere la Guinea da tutti i suoi organismi fino a quando non sarà ripristinato l’ordine costituzionale, chiedendo inoltre il rispetto dell’integrità fisica e morale del presidente Alpha Condé e il suo rilascio immediato. La Cedeao ha quindi annunciato l’invio nelle prossime ore di una delegazione di alto livello a Conakry. Al momento non si hanno notizie di eventuali sanzioni. Fin dalle prime ore dopo il golpe la Cedeao aveva condannato l’azione dei militari e ha espresso “grande preoccupazione” per i recenti sviluppi a Conakry, invocando il rispetto della “integrità fisica del presidente Alpha Condé e il rilascio incondizionato suo e di tutte le personalità arrestate”, oltre al ripristino dell’ordine costituzionale “pena delle sanzioni”. A poche ore dall’inizio del vertice Cedeao, i golpisti – riuniti nel neocostituito Comitato nazionale per il raggruppamento e lo sviluppo (Cnrd) – avevano annunciato il rilascio di circa 80 detenuti, tra cui diversi oppositori del presidente Condé come Ismael Condé, membro dell’Unione delle forze democratiche guineane (Ufdg), e Mamady Onivogui, attivista per i diritti umani e la democrazia, entrambi detenuti da più di un anno.

Il golpe, avvenuto in maniera incruenta, ha trovato il sostegno dell’opposizione guineana. In un comunicato diffuso ieri, l’Alleanza nazionale per l’alternanza democratica (Anad) si è detta favorevole al colpo di stato e pronta a sostenere i golpisti nell’attuazione del periodo di transizione, definendo il rovesciamento di Condé “un atto storico che completa la lotta condotta dall’Anad e dalle altre forze del Paese che credono nella giustizia e nella democrazia”. In un discorso trasmesso lunedì scorso in diretta televisiva, il leader dei golpisti Doumbouya ha giustificato il colpo di Stato con la “disfunzione delle istituzioni repubblicane, la strumentalizzazione della giustizia, il calpestio dei diritti dei cittadini, la mancanza di rispetto dei principi democratici, l’eccessiva politicizzazione della pubblica amministrazione, la cattiva gestione finanziaria, la povertà e la corruzione endemica” e ha annunciato la formazione di un governo di unità nazionale “nel giro di qualche settimana”, precisando tuttavia di non voler iniziare alcuna “caccia alle streghe”, nonostante il divieto imposto ai ministri del governo di Condé di consegnare i propri passaporti e lasciare il Paese. Fra le altre disposizioni, il leader golpista ha invitato le compagnie minerarie che operano nel Paese a proseguire il loro lavoro e ha annunciato la revoca del coprifuoco nelle loro aree di lavoro, promettendo agli investitori internazionali che gli affari non saranno influenzati dal golpe.

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