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La Camera approva il decreto Migranti: ecco le misure principali

Il testo passa adesso all’esame del Senato e deve essere convertito in legge, pena la decadenza, entro il prossimo quattro dicembre

Roma
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L’Aula della Camera ha approvato con 162 sì, 106 no e due astenuti, il decreto recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché per il supporto alle politiche di sicurezza e la funzionalità del ministero dell’Interno. Il testo passa, adesso, all’esame del Senato e deve essere convertito in legge, pena la decadenza, entro il prossimo 4 dicembre. Il provvedimento, che è composto da 13 articoli per un totale di 30 commi, interviene in materia di gestione dei flussi migratori e disciplina dell’immigrazione, di misure di prevenzione e diritto di asilo. In presenza di arrivi consistenti e ravvicinati di minori non accompagnati, infatti, qualora l’accoglienza non possa essere assicurata, è disposta dal prefetto l’attivazione di strutture ricettive temporanee esclusivamente dedicate ai minori non accompagnati, con una capienza massima di cinquanta posti per ciascuna struttura.


 

Tali strutture possono essere realizzate anche in convenzione con gli Enti locali. Nei casi di estrema urgenza, la realizzazione o l’ampliamento delle strutture ricettive temporanee sono consentiti in deroga al limite di capienza stabilito dalla medesima disposizione, nella misura massima del 50 per cento rispetto ai posti previsti. L’accoglienza nelle strutture ricettive temporanee non può essere disposta nei confronti del minore di età inferiore a quattordici anni ed è limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento nelle strutture. In caso di momentanea indisponibilità delle strutture ricettive temporanee, il prefetto dispone la provvisoria accoglienza del minore di età non inferiore a sedici anni in una sezione dedicata nei centri e nelle strutture per adulti, per un periodo comunque non superiore a novanta giorni, prorogabile al massimo di ulteriori sessanta giorni e comunque nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente allo scopo destinate. Dell’accoglienza del minore non accompagnato nelle strutture è data notizia, a cura del gestore della struttura, al Comune in cui si trova la struttura stessa, per il coordinamento con i servizi del territorio. Il testo prevede la possibilità per l’autorità di pubblica sicurezza di disporre, nell’immediatezza, lo svolgimento di rilievi antropometrici o di altri accertamenti sanitari, anche radiografici, volti all’individuazione dell’età, su autorizzazione della procura della Repubblica presso il tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie.

Via libera anche ad una stretta per quanto concerne le espulsioni per motivi di ordine pubblico, con la relativa decisione che potrà essere adottata direttamente dal prefetto, qualora ricorrano gravi motivi per la pubblica sicurezza: l’obiettivo è quello di rendere più efficace e celere l’intervento dello Stato. Si introduce, poi, la possibilità di procedere da parte del Viminale all’espulsione dei titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo che costituiscano una minaccia per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato. Il giudice, nel pronunciare nei confronti di un cittadino di un altro Stato membro dell’Unione europea una sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell’articolo 444 del Codice di procedura penale per un reato non colposo, quando ritiene di dover irrogare la pena della reclusione entro il limite di tre anni e non ricorrono le condizioni per ordinare la sospensione condizionale della pena ai sensi dell’articolo 163 del Codice penale, può sostituire la pena della reclusione con la misura dell’allontanamento immediato con divieto di reingresso nel territorio nazionale per un periodo corrispondente al doppio della pena irrogata. Si dispone che, mentre in caso di espulsione per gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, si possa ricorrere davanti al giudice amministrativo, in caso di espulsione per gravi motivi di pubblica sicurezza è competente alla trattazione del ricorso l’autorità giudiziaria ordinaria.

 

Il testo, in ragione dell’eccezionale afflusso di migranti nel corso del 2023, prevede l’incremento di 400 unità del contingente di personale delle Forze armate dell’operazione ‘Strade sicure’, per il periodo dal primo ottobre al 31 dicembre 2023, al fine di rafforzare i dispositivi di controllo e sicurezza dei luoghi ove insistono le principali infrastrutture ferroviarie del Paese. Viene autorizzata l’assegnazione, presso le rappresentanze diplomatiche o gli uffici consolari, fino a venti unità di personale dei ruoli degli ispettori e dei sovrintendenti della Polizia di Stato, allo scopo di potenziare i controlli sulle domande di visto di ingresso in Italia. Considerato che le Forze armate e i Carabinieri sono chiamati sempre di più nel concorso alle attività di contrasto dell’immigrazione clandestina, sia rispetto al controllo dei flussi via mare sia con l’organizzazione di voli di trasferimento, con la sorveglianza dei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), sia, ancora, con l’attività specifica di controllo del territorio, si finanziano infine una serie di interventi diretti al supporto logistico, all’approvvigionamento di beni e servizi, nonché all’acquisto, alla manutenzione e all’adattamento di mezzi, infrastrutture e impianti, destinando per tali finalità 2 milioni di euro per il 2023 e 9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, da ripartire fra le Forze armate e i Carabinieri.

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