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Karabakh, il viceministro degli Esteri armeno Gevorgyan: “La Russia garantisce la nostra sicurezza”

"La copresidenza del Gruppo di Minsk dell'Osce resta il formato migliore per proseguire i negoziati fra Armenia e Azerbaigian", aggiunge il viceministro in un’intervista ad “Agenzia Nova”

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La missione di mantenimento della pace russa è fondamentale per garantire la sicurezza sul terreno in Nagorno-Karabakh, mentre il Gruppo di Minsk dell’Osce resta il formato migliore per proseguire i negoziati fra Armenia e Azerbaigian. Lo ha affermato in un’intervista ad “Agenzia Nova” il viceministro degli Esteri armeno, Vahe Gevorgyan, che ha commentato gli scontri armati avvenuti negli ultimi giorni nel Caucaso meridionale. “La situazione resta estremamente tesa ma per il momento non ci sono nuove ostilità. Tuttavia, negli ultimi giorni ci sono state avvisaglie del fatto che la situazione sarebbe potuta degenerare in qualsiasi momento. Quello che è accaduto negli ultimi giorni è stato un tentativo delle forze armate azerbaigiane di prendere il controllo di posizioni militari armene in varie parti della linea di contatto, oltre che di alcune infrastrutture critiche nei pressi del Corridoio di Lachin”, ha spiegato Gevorgyan. “Questa situazione è una significativa violazione del cessate il fuoco stabilito dalla dichiarazione trilaterale del 9 novembre del 2020 fra i leader di Armenia, Azerbaigian e Russia, anche se ovviamente non è l’unica. È avvenuto anche lo scorso marzo, quando le forze azerbaigiane hanno violato la linea di contatto e occupato alcuni insediamenti e alture. L’Azerbaigian sta violando periodicamente la dichiarazione trilaterale del 9 settembre del 2020”, ha spiegato il viceministro.


Gevorgyan si è soffermato sull’approccio della comunità internazionale: “Un eguale trattamento fra vittime e aggressori in un conflitto favorisce questi ultimi. Quello di cui abbiamo bisogno dalla comunità internazionale è una ferma condanna delle violenze. Non ci sono segreti su chi ha perpetrato queste violenze: se vedete i siti web dei ministeri degli Esteri e della Difesa dell’Azerbaigian vedrete che incoraggiano l’uso della forza. La minaccia dell’uso della forza è una tattica che viene portata avanti senza alcuna vergogna”, ha spiegato il viceministro. “In queste circostanze rivolgersi all’Armenia chiedendo di ridurre le tensioni è un atteggiamento ipocrita perché non sono gli armeni che hanno dato inizio alle tensioni. Noi siamo sempre pronti a ridurle e a favorire una de-escalation”, ha aggiunto Gevorgyan.

Il viceministro armeno ha poi rimarcato l’importanza della Russia nella regione. “La missione di mantenimento della pace russa gioca un ruolo essenziale nel garantire la sicurezza in Nagorno-Karabakh, ed è l’unica presenza internazionale in questo teatro. La missione è impegnata in due attività specifiche: monitorare la situazione e favorire il dialogo fra le parti per risolvere eventuali problemi. Nel caso degli ultimi incidenti avvenuti, hanno identificato chiaramente chi ha perpetrato queste violazioni, indicando l’Azerbaigian. Oltretutto il loro operato è volto a cercare di evitare le tensioni, parlando con le parti e questo è molto importante”, ha detto Gevorgyan. “Certamente c’erano maggiori aspettative non solo relativamente alle garanzie di sicurezza ma anche nell’evitare che ci potessero essere delle violazioni. L’Azerbaigian tuttavia ha rifiutato di concedere il mandato alla missione, e quindi i militari russi hanno solo quello concesso dalla dichiarazione trilaterale che stabilisce gli obiettivi della missione: ovvero prevenire le ostilità, mantenere la stabilità della linea di contatto e garantire la sicurezza delle persone che vivono nel Nagorno-Karabakh”, ha aggiunto il viceministro.

Parlando degli sforzi diplomatici in corso per favorire una de-escalation della tensione, un passaggio inevitabile è l’incontro odierno fra i presidenti di Russia e Turchia, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, a Sochi. “È difficile dare un’opinione certa su un incontro che non vede presenti le parti direttamente coinvolte nel conflitto. Ovviamente seguiremo quest’incontro ma è difficile valutare sino a che punto potrà influenzare gli eventi sul terreno. Voglio sottolineare ancora una volta che la missione di peacekeeping russa è presente sul terreno ed è lo strumento per garantire la sicurezza e in questo senso, certamente, la Russia resta un importante attore nella regione”, ha affermato Gevorgyan.

Secondo il viceministro, un ruolo preminente a livello negoziale spetta all’Osce. “Sin dall’inizio di questo conflitto è stato stabilito che il formato negoziale principale è il Gruppo di Minsk dell’Osce. La copresidenza del Gruppo di Minsk dell’Osce ha acquisito le informazioni e l’esperienza necessaria per comprendere tutte le dimensioni di questo conflitto. Loro sono nella posizione migliore per essere riconosciuti come i mediatori in questo contesto. La copresidenza è affidata a Stati Uniti, Francia e Russia e proprio la Russia ha giocato storicamente un ruolo di mediazione in questo conflitto, come dimostrato dalle varie dichiarazioni trilaterali che si sono susseguite dopo quella del 9 novembre del 2020. La Russia, quindi, ha questo ruolo grazie alla copresidenza del Gruppo di Minsk dell’Osce ma anche perché è presente sul terreno in Nagorno-Karabakh”, ha detto il viceministro. “Per quanto concerne l’Unione europea penso che sia più corretto affermare che ha facilitato il dialogo: l’Ue ha giocato un ruolo più di facilitatore, portato le parti a sedersi a un tavolo e favorito l’avvio di negoziati. Certamente l’Armenia ha mostrato flessibilità e prontezza ad avviare dei colloqui in vari formati, nella convinzione che discutere aiuta a ridurre le tensioni”, ha spiegato Gevorgyan. “Non posso escludere che questo tipo di incontri possano svolgersi presto o tardi, ma se vogliamo far ripartire una concreta mediazione dobbiamo riprendere i colloqui mediati dalla presidenza del Gruppo di Minsk dell’Osce, che ha ricevuto un mandato diretto dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. Quindi ha la totale legittimità internazionale per portare avanti questo compito e ha una composizione bilanciata a un livello tale da favorire la cooperazione fra le parti nella regione”, ha concluso il viceministro degli Esteri armeno.

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