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Italia-Tunisia, fonti Nova: “I dati dell’interscambio confermano Roma come primo fornitore”

Tunisi
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I dati degli interscambi del ministero dell’Economia della Tunisia, visionati in anteprima da “Agenzia Nova”, confermano l’Italia come primo fornitore del Paese nordafricano da gennaio a ottobre 2023. Le cifre riflettono la solidità delle relazioni tra i due Paesi in tutti i settori, con l’Italia che si posiziona anche come secondo mercato di destinazione dell’export tunisino con una quota del 18,4 percento dall’inizio del 2023. L’Italia resta il primo fornitore della Tunisia, con una quota di mercato del 12,7 per cento, pur registrando un 14,9 percento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il totale delle esportazioni dall’Italia verso la Tunisia è stato di oltre 8 miliardi e 438 milioni di dinari (circa 2 miliardi e mezzo di euro), mentre quelle della Francia verso la Tunisia di 6 miliardi e 829 milioni di dinari tunisini (2 miliardi di euro) con una quota di mercato del 10,3 percento (-3,9 percento rispetto ai primi dieci mesi del 2022). Dopo Francia e Italia, i principali partner commerciali di Tunisi sono Germania, Cina, Russia e Algeria.


In questi dieci mesi del 2023, secondo le statistiche elaborate dalla parte tunisina, l’Italia è risultata il secondo partner commerciale della Repubblica rivierasca, preceduta solamente dalla Francia. Tra i principali prodotti esportati dall’Italia verso la Tunisia vi sono: materie prime energetiche (petrolio raffinato), metalli, tessuti, cuoio e pellami, apparecchi di cablaggio, materie plastiche e prodotti in plastica, motori generatori e trasformatori, prodotti chimici e farmaceutici, impianti e macchinari. Tra i principali prodotti importati dalla Tunisia in Italia vi sono: articoli di abbigliamento e calzature, parti e accessori per veicoli, oli e grassi, apparecchi di cablaggio, motori generatori e trasformatori, articoli in plastica, prodotti chimici e fertilizzanti, prodotti della siderurgia, petrolio greggio. È evidente un consistente traffico di perfezionamento-trasformazione di materie prime o semilavorati in prodotti dall’Italia alla Tunisia.

I settori promettenti sono la moda, in particolare il tessile e l’abbigliamento, e poi l’elettronica, il settore auto, l’aeronautica e la farmaceutica. Le aziende a partecipazione di capitale italiano parziale o totale (offshore) risultano essere 911, delle quali in prevalenza 765 nell’industria manifatturiera, 300 nel tessile-abbigliamento, 115 nella meccanica, 75 elettronica-elettrotecnica, 73 nel settore concia-calzature-pelletteria, 56 nell’agroindustria e 31 nell’agricoltura-piscicoltura-pesca, 42 nelle materie plastiche, oltre a circa 60 nel settore servizi. Gli investimenti si concentrano principalmente nelle regioni di Nabeul (182), Sousse (105), Gran Tunis (101) Ben Arous (86) e Monastir (75).

Tunisia e Italia condividono anche una simile visione strategica in tema di transizione tecnologica e Ict, come chiave di sviluppo del Sistema paese. La Tunisia, dal 2018 a oggi, ha raggiunto l’obiettivo di circa 900 patent di startup labelissé. Lo Startup act risulta essere un quadro giuridico innovativo volto a promuovere le startup che vengo avviate o si stabiliscono in Tunisia. Le autorità di Cartagine hanno previsto una serie di misure di sostegno o agevolazione per imprenditori, startup e investitori. Il ministero dell’Economia e Pianificazione inoltre sostiene iniziative di formazione in collaborazione con università, poli tecnologici, istituzioni estere e internazionali, nonché ogni progetto che miri a promuovere l’accesso delle startup tunisine sui mercati internazionali e alla promozione dei principali cluster regionali e settoriali.

Da segnalare, inoltre, che mentre le importazioni verso la Tunisia hanno registrato una flessione generalizzata da gennaio a ottobre 2023, quelle dalla Russia sono aumentate del 140 percento rispetto ai dieci mesi dell’anno precedente, con una quota di mercato del 9,1 percento ed un valore totale di oltre 6 miliardi di dinari (circa 1,8 miliardi di euro) in dieci mesi. Anche le esportazioni dalla Tunisia verso la Russia sono aumentate del 28,5 percento. In generale, le esportazioni di prodotti raffinati della Russia verso i Paesi dell’Africa, nonostante le sanzioni occidentale imposte dopo l’offensiva all’Ucraina, sono aumentate di 14 volte in poco più di un anno. La Tunisia, in particolare, ha importato quasi 77 mila barili al giorno (bpd) di gasolio e diesel russo a febbraio 2023, rispetto ai 20 mila barili al giorno di gennaio.

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