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Italia-Libia: oggi a Roma oltre 250 imprenditori dei due Paesi per l’evento Crescere insieme – foto e video

Roma
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Si è tenuto oggi, 6 dicembre, a Roma, l’evento “Libia e Italia, crescere insieme”, a cui hanno partecipato oltre 250 imprenditori italiani e libici interessati a sviluppare opportunità di business nei due Paesi. L’incontro è stato organizzato dalla Camera di commercio italo-libica, con la partnership dell’ambasciata di Libia in Italia, Eni (presente nel Paese nordafricano dal 1959) e Sparkle (che ha firmato un memorandum d’intesa con l’Ente per le poste e telecomunicazioni libiche a giugno scorso), in collaborazione con Unioncamere, Confindustria Assafrica e Mediterraneo, Joint Italian Arab Chamber of Commerce (Jiacc), Promos Italia. Si tratta dell’evento con la più alta partecipazione di imprese italiane e libiche dal 2011, anno della rivoluzione nel Paese nordafricano, a oggi.


Durante l’incontro, sono intervenute varie figure di alto livello. Tra queste, l’ambasciatore d’Italia a Tripoli, Gianluca Alberini, che in un videomessaggio ha affermato che il commercio e gli affari possono contribuire alla stabilizzazione e alla riunificazione della Libia. “Oltre alla storica presenza delle aziende (italiane) nel settore energetico della Libia, si è consolidata negli anni la presenza nei settori delle infrastrutture, del digitale, dell’agroalimentare”, ha detto Alberini. Da parte sua, l’ambasciatore libico a Roma, Muhannad Younes, ha sottolineato l’importanza dell’accordo bilaterale tra Libia e Italia che si basa sul Trattato di amicizia e partenariato stipulato tra i due Paesi nel 2008. L’Italia è il “nostro primo partner strategico e commerciale, e supera di gran lunga le grandi super potenze e i paesi regionali”, ha detto Younes.

 

Abdulmajeed Elmlegta, presidente della Partnership tra pubblico e privato (Ppp), una struttura del Governo di unità nazionale della Libia (Gun), ha ringraziato il premier libico, Abdulhamid Dabaiba, per aver dato un “sostegno continuo ai rapporti” con l’Italia. Descrivendo le relazioni tra i due Paesi come “complementari”, il presidente della Ppp ha affermato: “La Libia non dev’essere lasciata sola per essere sfruttata dalle grandi potenze, noi vorremmo che fosse l’Italia a svolgere il ruolo più importante”, aggiungendo che “molti libici hanno fiducia nel Made in Italy e dobbiamo cercare di costruire su questo”. Anche Munaem Elsaeiti, presidente della Camera di commercio di Bengasi (capoluogo della Cirenaica, regione orientale della Libia), è intervenuto all’evento, affermando che “non c’è nessuna divisione” tra gli imprenditori del Paese, e “a riprova di ciò siamo tutti riuniti oggi sotto lo stesso tetto con gli imprenditori italiani”.

 

In seguito, il senatore Marco Scurria, presidente dell’intergruppo parlamentare Amici della Libia, ha sottolineato la necessità di un “quadro istituzionale che permetta di mettere in sicurezza il percorso degli imprenditori” per far crescere entrambi i Paesi. A livello parlamentare, l’obiettivo è quello di dare “un seguito a quello che ha fatto il presidente del Consiglio (Giorgia Meloni), finora, concentrandosi sull’integrazione dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dei Balcani e sul futuro” del continente africano, ha spiegato il senatore. A margine dell’evento, Scurria ha poi precisato ad “Agenzia Nova” che l’intergruppo ha contatti con Tripoli, e quindi con la regione occidentale del Paese, e che un futuro allargamento delle collaborazioni al resto del Paese nordafricano avverrà “in base a quello che succede anche a livello di diritto internazionale”.

 

Sempre a margine dell’incontro, il presidente della Camera di commercio italo-libica, Nicola Colicchi, ha evidenziato a “Nova” la necessità di “far crescere insieme” le piccole e medie imprese (Pmi) di Italia e Libia, organizzando “un tavolo congiunto” per risolvere i problemi doganali, bancari e tributari. Il presidente ha inoltre spiegato che la Camera di commercio italo-libica parteciperà con una serie di imprese italiane alla ricostruzione di Derna, città del nord-est della Libia, devastata dal ciclone sub-tropicale Daniel a settembre scorso. Oltre agli scambi commerciali nei settori del petrolio e del gas, Colicchi ha affermato che la costruzione di una fabbrica di pasta italiana nel Fezzan, la regione del sud-ovest della Libia, è un progetto che la Ppp “sta portando avanti”. Inoltre, la Libia dispone di un’enorme quantità di oro e altri materiali preziosi “che tuttavia si trovano nel sud del Paese, vicino al Mali, dove non ci sono le infrastrutture necessarie alle attività di estrazione”, ha detto il presidente, secondo cui “la costruzione di strade sull’asse fra il nord e il sud della Libia permetterà anche di raggiungere quelle aree” in cui sono presenti giacimenti. In questo modo, ha aggiunto Colicchi, “si potrà lavorare” anche nel sud della Libia, dove al momento “è difficile arrivare e dove bisognerebbe organizzare dei campi ad hoc e portare macchinari”.

La Libia è tornata a rappresentare una grande opportunità per il sistema produttivo italiano e a ricoprire un ruolo centrale nella politica estera dell’Italia. L’attenzione delle imprese italiane è massima, considerando il numero di richieste di partecipazione all’iniziativa provenienti da imprese italiane superiore a ogni aspettativa. L’avvio nel Paese nordafricano di una fase di stabilizzazione e soprattutto la concomitante ripresa di un fervore di scambi, attività economiche e investimenti, insieme alle importanti iniziative italiane nel settore energetico, fanno ben sperare in un possibile rilancio degli scambi con la Libia, che deve necessariamente passare anche attraverso una forte collaborazione tra le istituzioni dei due Paesi, diretta a risolvere le complessità operative che ancora ostacolano l’iniziativa imprenditoriale.

Il Paese nordafricano vanta del resto un sistema imprenditoriale acerbo e vivace, composto – come quello italiano – in grandissima parte da Pmi ed è sicuramente il partner ideale per le imprese italiane che vogliono internazionalizzarsi. L’Italia è infatti il terzo fornitore della Libia, con una quota di mercato che ha superato il 14 per cento e un valore delle vendite nel Paese di oltre 2,2 miliardi di euro. La metà delle esportazioni italiane è rappresentata dai coke e dai prodotti petroliferi raffinati (53,9 per cento), seguiti dai prodotti alimentari e dalle bevande (13,3 per cento) e dai macchinari (8,1 per cento). L’Italia è il secondo Paese di destinazione delle esportazioni libiche. Le importazioni italiane dalla Libia infatti sfiorano i 10 milioni di euro con petrolio e gas naturale che rappresentano circa il 96 per cento delle importazioni, secondo i dati di Info mercati esteri.

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