Italia-Francia, Giorgetti: “Trattato è salto di qualità delle relazioni tra i due Paesi”

Il ministro ha sottolineato che "noi non siamo la parte debole. Le aziende dei due Paesi lavorano alla creazione di campioni Ue"

Il trattato di cooperazione rafforzata tra Italia e Francia “rappresenta sia il frutto di un rapporto di collaborazione secolare tra i nostri Paesi, sia un salto di qualità delle nostre relazioni bilaterali”. Lo ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in audizione nella commissione Affari esteri nell’ambito dell’esame del disegno di legge sulla ratifica e l’esecuzione del Trattato del Quirinale firmato dai due Paesi. “Italia e Francia sono legate da un rapporto strategico”, ha ricordato Giorgetti. Nel corso dell’audizione, il ministro ha contestato chi sostiene che ci sia un rapporto squilibrato tra i due Paesi. “Contesto fermamente che noi siamo la parte debole”, ha affermato Giorgetti, ricordando che “l’Italia è la seconda manifattura d’Europa” e che “in termini industriali arriviamo prima dei francesi. La parte debole c’è se il soggetto politico, cioè noi, non ha coscienza della forza economica e industriale del Paese. Dobbiamo prendere coscienza di questo e difendere la nostra forza”, ha aggiunto Giorgetti, invitando a “superare il complesso d’inferiorità”.

Giorgetti ha quindi sottolineato che “i colossi industriali e finanziari francesi e le Pmi italiane hanno dimostrato di saper lavorare bene insieme in più settori per formare i cosiddetti campioni europei. Non si tratta dunque di vendere i gioielli di famiglia, vale a dire di depauperare il patrimonio industriale e tecnologico del nostro Paese, come qualcuno ha commentato il trattato del Quirinale, bensì di creare sinergie che rafforzino le rispettive economie”, ha puntualizzato. In relazione al conflitto in Ucraina, Giorgetti ha infine sottolineato che “l’Ue ha dato prova di unità”. Quest’ultima, ha aggiunto, “è la nostra principale forza ed è necessaria mantenerla”. Secondo Giorgetti, a livello Ue “serve ancora una gestione comune del mercato dell’energia, un approccio condiviso sugli stoccaggi per rafforzare il potere contrattuale verso i fornitori. La creazione di un tetto europeo al prezzo del gas – ha concluso – è stata al centro del confronto dell’ultimo Consiglio europeo e resta un tema fondamentale da risolvere”.

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