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Israele, Roccella: “Le donne condannino il femminicidio di massa del 7 ottobre”

"Hamas ha ucciso centinaia di donne in Israele, durante una festa della musica e dei kibbutz, le fattorie comunitarie. Noi chiediamo che tutto questo sia riconosciuto come un femminicidio di massa"

Roma
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In un suo intervento sul “Corriere della Sera” la ministra per la famiglia, Eugenia Roccella, scrive: ‘Il 7 ottobre Hamas ha ucciso centinaia di donne in Israele, durante una festa della musica e dei kibbutz, le fattorie comunitarie. Noi chiediamo che tutto questo sia riconosciuto come un femminicidio di massa”. Così comincia la petizione lanciata dalle femministe francesi di Paroles de femmes, e firmata, tra gli altri, da Anne Hidalgo, Yvan Attal, Charlotte Gainsbourg”. “Parole di donne – sottolinea la ministra -, e soprattutto parole che definiscono con precisione quello che è avvenuto il 7 ottobre in Israele, non cercano di mascherare e di addolcire il senso e il peso degli eventi: ‘Le violenze commesse sulle donne corrispondono in tutto al termine ‘femminicidio'”. Le donne sono state esibite nude. Sono state violentate fino alla frattura del bacino. I loro organi genitali sono stati mutilati. Hanno urinato sulle loro spoglie. Alcune sono state decapitate, altre smembrate e bruciate”.


Roccella ricorda che “l’associazione francese è chiara anche nella posizione sulla guerra in atto: ‘E’ un femminicidio di massa che dobbiamo guardare in faccia senza legarlo al conflitto israelo-palestinese. Sappiamo che è difficile, ma dobbiamo farlo’. Parole forti, che gettano una luce forte su quello che è avvenuto il 7 ottobre, e soprattutto lo fanno da una visuale femminista, con uno sguardo e un giudizio di donne per le donne. E mi sarebbe piaciuto sentire parole simili anche dalle tante che hanno sfilato sabato scorso a Roma per protestare contro la violenza sulle donne, contro i femminicidi, contro il patriarcato”. Secondo la ministra “non è necessario avere le stesse opinioni sul patriarcato e sul concetto di libertà: ogni idea, ogni analisi è legittima, ma sui fondamentali bisogna intendersi. Per esempio su quanto avvenuto il 7 ottobre. Servono impegno e lucidità: servono a noi, alle donne israeliane, ma anche alle palestinesi, assoggettate a un sistema ferocemente patriarcale che esercita nei loro confronti un’oppressione assai dura”. “Se da donne – conclude Roccella – non riusciamo a guardare cosa accade ad altre donne, a dirlo pubblicamente con forza, a chiedere giustizia, tutte insieme, sarà difficile vincere la nostra battaglia”.

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