Israele inizia esercitazioni militari di due giorni al confine con il Libano

L'annuncio arriva mentre sono in corso i tentativi per trovare un accordo tra i due Paesi per la demarcazione dei confini marittimi

Il portavoce delle Forze di difesa dello Stato di Israele (Idf), Avichay Adraee, ha annunciato l’avvio di esercitazioni militari al confine con il Libano da oggi fino al prossimo 6 settembre. “Durante queste esercitazioni, verranno osservati i movimenti dei veicoli militari e si potrebbero udire esplosioni nell’area”, ha avvertito Adraee in una nota sul suo profilo Twitter. “Questa esercitazione è prevista come parte del piano di manovra annuale per il 2022”, ha proseguito il portavoce militare israeliano. Questo annuncio arriva mentre sono in corso i tentativi per trovare un accordo tra Libano e Israele per la demarcazione dei confini marittimi.

L’ambasciatore statunitense Amos Hochstein, incaricato di mediare i negoziati tra Libano e Israele per la delimitazione dei confini marittimi, ha posticipato al 7 settembre la propria visita nella regione, secondo quanto riferito nei giorni scorsi dai media libanesi vicini al partito filo-iraniano Hezbollah. La stessa fonte ha fatto sapere che Hochstein avrebbe tenuto colloqui da remoto con funzionari israeliani, dopo aver incontrato, in Grecia, delegati di Israele e dirigenti della società energetica greca Energean, incaricata delle attività di estrazione nel giacimento di idrocarburi di Karish. Inoltre, stando a quanto riporta “Al Akhbar”, l’ambasciatore statunitense avrebbe anche discusso con un consigliere del presidente francese, Emmanuel Macron, del ruolo di Total Energies, la società francese che possiede diritti di esplorazione di gas nelle acque territoriali libanesi. In tal caso, Total Energies si sarebbe detta contraria ad avviare operazioni di estrazione di gas in Libano prima che venga raggiunto un accordo “chiaro” tra Libano e Israele e prima di ricevere garanzie di sicurezza da tutte le parti coinvolte. Secondo “Al Akhbar”, Hochstein potrebbe voler ritardare la conclusione di un accordo sulla demarcazione dei confini marittimi fino alle elezioni parlamentari in Israele del primo novembre e fino alla fine del mandato del presidente libanese Michel Aoun, il 31 ottobre. In tal modo, Israele annuncerebbe il rinvio dell’esplorazione nel campo di Karish e Total Energies potrebbe dirsi disposta a continuare con le operazioni nelle acque territoriali del Libano.

La disputa tra Libano e Israele riguarda 860 chilometri quadrati di territorio marittimo ricco di idrocarburi, che si estende lungo il confine di tre blocchi energetici del Libano meridionale, nel bacino del Mediterraneo. Sia Beirut sia la controparte israeliana sostengono che tale area rientri nella propria Zona economica esclusiva (Zee), il che, negli ultimi anni, ha dato il via a diversi cicli negoziati mediati dagli Usa, volti a definire la demarcazione dei confini marittimi. L’ultimo round di colloqui aveva avuto inizio nel 2020, ma si è interrotto dopo che Beirut ha chiesto di modificare la mappa utilizzata dalle Nazioni Unite. La parte libanese, inoltre, aveva chiesto di includere nella propria zona altri 1.430 chilometri quadrati dell’area marittima contesa, in aggiunta agli 860 reclamati in precedenza. La nuova richiesta comprenderebbe anche il giacimento di gas di Karish, dove, a giugno 2022, Israele ha inviato una piattaforma galleggiante di estrazione gestita dalla società energetica greca Energean.

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