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I militari israeliani accerchiano Khan Younis

Erdogan mette in guardia da attacchi ad Hamas in Turchia

Roma
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Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha ribadito la sua contrarietà a un eventuale governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) sulla Striscia di Gaza. Lo riferisce il quotidiano israeliano “Jerusalem Post”, precisando che la dichiarazione del premier è arrivata in seguito a un’intervista del presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas, all’emittente “Sky News Arabia” in cui si era detto pronto ad assumersi la responsabilità dell’exclave palestinese.
“Finché sarò il primo ministro di Israele, questo non accadrà”, ha affermato Netanyahu, aggiungendo: “Coloro che educano i loro figli al terrorismo, finanziano il terrorismo e sostengono famiglie di terroristi, non potranno governare Gaza dopo l’eliminazione di Hamas”. Il primo ministro di Israele ha poi confermato che le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno circondato la casa del leader del movimento islamista palestinese Hamas, Yahya Sinwar. “Ieri ho detto che le nostre forze possono raggiungere qualsiasi punto della Striscia di Gaza. Ora stanno circondando la casa di Sinwar”, ha affermato Netanyahu, precisando che “la sua casa non è la sua fortezza e può scappare, ma è solo questione di tempo prima che lo prendiamo”.

 


Proseguono intanto i combattimenti tra militari israeliani e combattenti dei gruppi islamisti palestinesi Hamas e Jihad islamica nella Striscia di Gaza e, in particolare, nel sud, dove è stata accerchiata Khan Younis. L’intelligence israeliana ritiene che a Khan Younis si trovino i vertici di Hamas e, in particolare, Yahya Sinwar. A 61 giorni dall’attacco di Hamas in Israele dello scorso 7 ottobre, prosegue la tensione anche sul fronte settentrionale, al confine con il Libano, e nello Stato ebraico si sono attivate le sirene sia per il lancio di razzi da Gaza che per i missili lanciati dai ribelli sciiti Houthi dallo Yemen. A causa della pressione esercitata dagli Stati Uniti per consentire l’ingresso di più carburante e aiuti umanitari nella Striscia, il gabinetto di sicurezza del governo di Israele ha indetto una nuova riunione, in anticipo di quattro giorni rispetto all’agenda.

Washington per il momento non è a favore di un cessate il fuoco permanente nella Striscia di Gaza, ha detto il coordinatore per le comunicazioni strategiche al Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, John Kirby, durante un briefing con la stampa. “Un cessate il fuoco permanente consentirebbe ad Hamas di riorganizzarsi e pianificare nuovi attacchi contro Israele: sosteniamo invece pause umanitarie specifiche e localizzate, per liberare gli ostaggi e consegnare gli aiuti”, ha proseguito. Gli Usa hanno chiesto a Israele di esercitare la “massima cautela” durante la nuova operazione militare nel sud della Striscia di Gaza, per minimizzare i rischi per la popolazione civile, ha spiegato il coordinatore. “Dalle autorità israeliane abbiamo avuto un riscontro positivo: stanno cercando di portare via i civili dal fuoco incrociato”, ha detto Kirby.

Il presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdogan, intanto, ha parlato alla stampa, affermando che la possibile creazione di una zona cuscinetto tra la Striscia di Gaza e Israele “è irrispettosa nei confronti dei palestinesi, non vale la pena discuterne”. Davanti ai giornalisti, Erdogan ha aggiunto: “La Turchia è pronta a ospitare una conferenza di pace sul conflitto israelo-palestinese in qualità di Stato garante, se c’è una volontà reale di raggiungere la pace”. Israele “pagherà un prezzo elevato se oserà colpire i membri di Hamas – il movimento islamista palestinese al potere nella Striscia di Gaza – in Turchia”, ha proseguito.

Nel frattempo gli Emirati Arabi Uniti hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite chiedendo un cessate il fuoco umanitario a Gaza. “La situazione nella Striscia di Gaza è catastrofica e quasi irreversibile”, si legge nella dichiarazione di accompagnamento della missione emiratina presso le Nazioni Unite. “Non possiamo aspettare. Il Consiglio deve agire con decisione per chiedere un cessate il fuoco umanitario”, ha ancora precisato la missione. La bozza è stata presentata dopo che il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha formalmente deferito la situazione relativa a Gaza al Consiglio di sicurezza. Gli Emirati hanno fatto sapere che la loro bozza di risoluzione è sostenuta dai Paesi arabi e dall’Organizzazione per la cooperazione islamica, che comprende 57 Stati membri. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha indirizzato oggi la questione relativa alla Striscia di Gaza al Consiglio di sicurezza, esortando i Paesi membri ad “evitare una catastrofe umanitaria” nel quadro del conflitto tra Israele e il movimento islamista palestinese di Hamas.

In una lettera inviata al presidente del Consiglio di sicurezza, José De La Gasca, Guterres ha invocato l’articolo 99 dello Statuto Onu per la prima volta dalla sua nomina, nel 2017. L’articolo consente al segretario generale di portare all’attenzione del Consiglio di sicurezza “qualsiasi questione che, a suo parere, possa mettere a rischio la pace e la sicurezza internazionale”. Nella lettera, Guterres ha affermato che la guerra a Gaza ha portato “distruzione e sofferenza senza precedenti in Israele e nei territori palestinesi”.

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