Iraq: scontri nella “Zona verde”, il premier Kadhimi lancia un nuovo appello al dialogo

Gli scontri sono costati finora oltre dieci feriti tra i manifestanti e sette agenti di polizia feriti

Il primo ministro dell’Iraq, Mustafa al Kadhimi, ha lanciato un nuovo appello al dialogo rivolto a tutte le forze alla luce degli scontri tra i sostenitori del leader politico-religioso sciita, Muqtada al Sadr, e forze di sicurezza davanti alla “Zona verde” di Baghdad, costati finora oltre dieci feriti tra i manifestanti, e del lancio di razzi che ha colpito sempre la zona fortificata dove hanno sede i palazzi delle istituzioni, in cui sono rimasti feriti sette agenti di polizia. In un comunicato stampa, Al Kadhimi, che ricopre anche la carica di comandante in capo delle Forze armate, ha ordinato alle forze di sicurezza di perseguire e arrestare gli autori dell’attacco missilistico contro la “Zona verde”. Nella dichiarazione, il premier iracheno ha affermato di aver sottolineato la necessità che le forze di sicurezza si impegnino nei loro compiti di protezione delle istituzioni statali, delle proprietà pubbliche e private e dei manifestanti pacifici. Al Kadhimi ha invitato i manifestanti a rispettare le linee guida per la pace e gli ordini delle forze di sicurezza riguardanti i luoghi della manifestazione. Il premier ha aggiunto che l’attuale situazione della sicurezza riflette le tensioni politiche che stanno attraversando il Paese e ha ribadito l’appello al dialogo. Al Kadhimi ha sottolineato la necessità di una continua cooperazione e coordinamento tra le autorità statali.

Le manifestazioni del Movimento sadrista e l’attacco con razzi contro la “Zona verde” sono avvenuti mentre era in corso una sessione del parlamento, convocata senza i deputati del gruppo di Al Sadr che si sono dimessi in massa lo scorso 15 luglio, per discutere le dimissioni del presidente del Consiglio dei rappresentanti Muhammad al Halbousi (riconfermato nella carica) e l’elezione del vicepresidente dell’assemblea legislativa, Mohsen Ali Akbar al Mandalawi. Intanto la Corte suprema federale ha deciso di respingere il ricorso presentato in merito all’invalidità delle dimissioni del blocco sadrista, “per mancanza di interesse pubblico dei ricorrenti”. In questi mesi erano state presentate infatti diverse cause in merito alle dimissioni dei parlamentari del Movimento sadrista che sono state respinte perché non era stata intentata dagli stessi parlamentari ma da parti legalmente estranee all’argomento.

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