Iran: le proteste si allargano alle instabili province del Sistan Balochistan e del Khuzestan

Nella città di Zehdan le forze di sicurezza iraniane hanno sparato con proiettili veri contro un gruppo di manifestanti, provocando diversi morti e feriti

Si estendono anche alle turbolente province del sud (Sistan Balochistan e Khuzestan) le proteste contro il regime dell’Iran innescate dalla morte della 22enne curda Mahsa Amini deceduta lo scorso 16 settembre a Teheran dopo l’arresto da parte della polizia morale per aver indossato male il velo. Oggi, nella città di Zehdan, capoluogo della provincia del Sistan Balochistan sede della minoranza beluci (che professa prevalentemente l’islam sunnita), le forze di sicurezza iraniane hanno sparato con proiettili veri contro un gruppo di manifestanti intorno alle 12 (ora locale), provocando diversi morti e feriti secondo media vicini all’opposizione all’estero, ma al momento non vi sono dati precisi. In base ai video diffusi sui social media, i manifestanti avrebbero tentato di assaltare una stazione di polizia e sarebbero stati colpiti da colpi d’arma da fuoco.

I fatti di Zehdan giungono mentre le proteste continuano in Iran e mentre il governo iraniano sta ricorrendo sempre con più frequenza all’uso della forza per reprimere i manifestanti. Nel Sistan Balochistan, l’Iran teme una ribellione più ampia tra la minoranza dei beluci che professa l’islam sunnita, a differenza dello sciismo, professato dalla maggioranza degli iraniani e fondamento della teocrazia su cui si fonda la Repubblica islamica. Il Sistan Balochistan è la seconda regione dell’Iran per estensione e confina con l’Afghanistan e il Pakistan. Dal 2004 nella regione è in corso un conflitto a bassa intensità tra le forze di sicurezza iraniane e i movimenti ribelli beluci considerati da Teheran come gruppi terroristici che hanno compiuto assalti e attentati, soprattutto contro i Guardiani della rivoluzione iraniana.

Proteste sono state registrate anche ad Ahwaz, il capoluogo della provincia ricca di petrolio del Khuzestan, nel sudovest dell’Iran, dove vive la minoranza etnica araba e dove dal 1999 è attivo il Movimento di lotta araba per la liberazione di Ahwaz (Asmla), accusato dagli iraniani di ricevere fondi dall’Arabia Saudita, responsabile di assalti e attentati contro il governo di Teheran e la teocrazia sciita, con frequenti proteste e manifestazioni, avvenute anche nel 2011 sull’onda della “primavera araba”. Nel Khuzestan sono attivi anche rami dello Stato islamico che il 22 settembre 2018 ha rivendicato un attacco durante una parata dei Guardiani della rivoluzione iraniana, uccidendo 25 soldati e civili ad Ahvaz. In quell’occasione sia lo Stato islamico che la Resistenza nazionale di Ahvaz, un’organizzazione ombrello di tutti i movimenti separatisti armati, hanno rivendicato l’attacco terroristico, ma il governo iraniano ha accusato direttamente l’Is per l’attentato. Il Khuzestan è la provincia in cui si concentrano gran parte dei giacimenti petroliferi iraniani, tra cui quello di Ahvaz, il più importante del Paese con una capacità di produzione di 750.000 barili di petrolio al giorno.