Iran: dodicesima giornata di proteste, le forze di sicurezza minacciano di agire con “piena forza”

Il bilancio delle vittime è di 76 morti, mentre le persone arrestate sarebbero 3.000

In Iran prosegue per il 12mo giorno l’ondata di proteste e manifestazioni innescata dalla morte della 22enne curda, Mahsa Amini, lo scorso 16 settembre a Teheran a seguito del suo arresto da parte della polizia morale iraniana per non aver indossato il velo in modo corretto. In base agli ultimi aggiornamenti dall’inizio delle proteste il bilancio delle vittime è di 76 morti secondo l’organizzazione non governativa con sede a Oslo, Iran Human Rights, mentre le persone arrestate sarebbero 3.000, secondo quanto riferisce il network con sede a Londra legato all’opposizione “Iran International”. Oggi, la polizia iraniana ha avvertito che agirà con “piena forza” per reprimere le manifestazioni. “Il personale di polizia si opporrà con tutte le sue forze alle cospirazioni dei controrivoluzionari e degli elementi ostili e agirà con fermezza contro coloro che disturbano l’ordine pubblico e la sicurezza in qualsiasi parte del Paese”, ha affermato il comando di polizia in una nota, secondo l’agenzia di stampa “Fars”.

Nonostante le minacce, le proteste stanno ricevendo sostegno anche da parte di personaggi dello spettacolo e del mondo sportivo. Ieri, durante una partita amichevole in vista della Coppa del mondo di calcio che si disputerà in Qatar con il Senegal, i giocatori della nazionale di calcio iraniana hanno coperto lo stemma del loro Paese durante l’inno nazionale. In un segnale di protesta per la situazione nel Paese, i giocatori hanno indossato prima del calcio d’inizio delle semplici felpe di colore nero sopra le divise ufficiali. Proprio a seguito del sostegno di personaggi del mondo sportivo e dello spettacolo, il Consiglio supremo della magistratura, ha avvertito che potrebbe avviare azioni. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa “Mehr”, al termine di una riunione avvenuta oggi, il Consiglio superiore della magistratura ha diffuso una nota nella quale afferma che “alcune persone sono diventate famose con il sostegno di questo sistema e invece sodalizzano con il nemico”. Nella nota, il Consiglio superiore ha predisposto l’emissione di mandati d’arresto per alcune di queste celebrità.

Tra i personaggi famosi già in stato di arresto per aver “simpatizzato con il nemico” figura il noto conduttore televisivo, Mahmoud Shahriani. Si trova in stato di arresto anche la figlia dell’ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani, Faezeh Hashemi. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa semi-ufficiale “Tasnim”, la donna è stata arrestata ieri sera con l’accusa di “incitamento alla rivolta”. Faezeh Hashemi, 59 anni, è nota sia in patria che all’estero per il suo impegno per i diritti delle donne iraniane e in più di un’occasione è stata presa di mira dalle agenzie di sicurezza della Repubblica islamica per presunte attività “anti-governative”.

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