Intelligence Usa: la Russia ha atteso le elezioni statunitensi per ritirarsi da Kherson

Mercoledì scorso anche il presidente Biden, in conferenza stampa, aveva evidenziato come l’annuncio del ritiro da Kherson fosse giunto proprio dopo il voto

Kherson
Cittadini ucraini per le strade di Kherson

Pur di non concedere al presidente Joe Biden un vantaggio politico in vista del voto, la Russia avrebbe aspettato lo svolgimento delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti per annunciare il ritiro delle proprie forze da Kherson, in Ucraina. Lo rivelano quattro fonti dell’intelligence Usa citate dall’emittente “Cnn”.

Secondo le informazioni raccolte, non avendo molte altre opzioni operative a disposizione, la Russia studiava da settimane tempi e modi per annunciare l’abbandono del primo e unico capoluogo di provincia conquistato dopo l’invasione dell’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. La conclusione delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, che fino alla vigilia del voto sembravano destinate a sottrarre al Partito democratico del presidente Biden il controllo del Congresso, sarebbe sempre stata una delle “condizioni” fissate dal Cremlino per dare il via libera al ritiro da Kherson. Il fatto, sottolinea la “Cnn”, mostra come la Russia continui a cercare d’influenzare lo scenario politico statunitense, pur sopravvalutando forse l’impatto che la notizia avrebbe avuto sull’esito delle elezioni, al termine delle quali il Partito democratico è riuscito quantomeno a mantenere la maggioranza al Senato.

Mercoledì scorso anche il presidente Biden, in conferenza stampa, aveva evidenziato come l’annuncio del ritiro da Kherson fosse giunto proprio dopo il voto negli Usa. “Trovo interessante – aveva detto il capo della Casa Bianca – che (i russi) abbiano atteso la fine delle elezioni per una mossa che sapevamo da tempo avrebbero dovuto compiere. È la prova del fatto che i militari russi hanno dei seri problemi”.

Biden aveva anche espresso l’auspicio che, una volta concluse le elezioni negli Stati Uniti, Mosca potesse scendere a compromessi sul destino dei cittadini Usa attualmente detenuti in Russia, in particolare Brittney Griner e Paul Whelan. Il tema è stato probabilmente tra quelli discussi ieri ad Ankara dal direttore della Cia, William Burns, con la controparte russa Sergej Narjshkin, sebbene la Casa Bianca abbia sottolineato come il colloquio sia stato incentrato in particolare sul rischio di un’escalation nucleare in Ucraina.

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