India: autorizzato l’uso del vaccino anti-Covid intranasale Incovacc di Bharat Biotech

In India sono state somministrate 2.199.145.842 dosi di vaccini contro il coronavirus, di cui 53.295 ieri, secondo i dati del ministero della Sanità aggiornati a oggi

L’autorità di vigilanza sui farmaci dell’India, la Central Drugs Standard Control Organisation (Cdsco), ha autorizzato l’uso di emergenza del vaccino intranasale contro il coronavirus Incovacc per la somministrazione primaria e come dose di rinforzo eterologa su persone di età superiore a 18 anni. Lo ha annunciato la casa farmaceutica produttrice, Bharat Biotech. Il suo presidente, Krishna Ella, ha sottolineato che l’azienda, nonostante il calo della domanda, sta continuando a sviluppare prodotti anti-Covid, tenendo conto delle nuove varianti. In India sono state somministrate 2.199.145.842 dosi di vaccini contro il coronavirus, di cui 53.295 ieri, secondo i dati del ministero della Sanità aggiornati a oggi. Per quanto riguarda la situazione epidemiologica, oggi sono stati segnalati 215 nuovi casi, su 347.147 tamponi, che hanno portato il totale dall’inizio della pandemia a 44.672.068, con 53.0615 decessi. I casi attivi sono 4.982; il tasso di guarigione è del 98,8 per cento e quello di letalità dell’1,19 per cento.

La Cdsco ha autorizzato l’uso di emergenza di altri vaccini, non tutti impiegati. Il più utilizzato è il Covishield, nome commerciale dell’AstraZeneca prodotto dal Serum Institute of India (Sii), seguito dal Covaxin di Bharat Biotech. È stata avviata anche una somministrazione pilota del vaccino russo Sputnik V. Sono stati approvati inoltre i vaccini statunitensi Moderna e Johnson & Johnson e l’indiano ZyCoV-D, sviluppato da Zydus Lifesciences (già Zydus Cadila o Cadila Healthcare). Infine, il Covovax, la versione prodotta dal Serum Institute del vaccino sviluppato dall’azienda statunitense Novavax, e il Corbevax, per il cui sviluppo l’indiana Biological E ha collaborato col Baylor College of Medicine di Houston.

Nel Paese la campagna di vaccinazione è iniziata il 16 gennaio 2021 con il primo gruppo prioritario di destinatari comprendente gli operatori sanitari e altri lavoratori in prima linea, come agenti di polizia, paramilitari, volontari per la gestione dei disastri. Con la seconda fase (dal primo marzo 2021), la campagna è stata aperta a due nuove categorie: over 60 anni e over 45 anni con patologie (una lista di 20). Poco dopo (primo aprile 2021) sono state incluse tutte le persone di età superiore a 45 anni e sono state consentite le somministrazioni nei posti di lavoro, pubblici e privati. Dal primo maggio 2021 è iniziata la terza fase, estesa a tutti i maggiorenni. Dal 10 gennaio di quest’anno il sistema sanitario pubblico ha messo a disposizione degli ultrasessantenni fragili, degli operatori sanitari e dei lavoratori in prima linea la terza dose, offerta poi a tutti i cittadini con più di 60 anni dal 16 marzo (per gli altri era eventualmente disponibile privatamente). Dalla stessa data è iniziata anche la vaccinazione della fascia di età 12-14 anni.

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