Il vicepresidente della Bolivia guarisce dal Covid con la “medicina naturale” ma si vaccina

bolivia David Choquenhuanca

Il vicepresidente della Bolivia, David Choquenhuanca, ha detto che nonostante “l’immunità naturale” acquisita dopo almeno due contagi e “con la medicina naturale”, procederà a vaccinarsi contro il nuovo coronavirus, così come prescrive la legge. “Ho contratto una prima volta il coronavirus e l’ho superato con la medicina naturale, ancestrale, con medicine naturali. Mi sono spaventato ma l’ho superato”, ha detto Choquenhuanca ai microfoni di “F10”. “L’ho poi ripreso un’altra volta, e sono guarito ancora con la medicina naturale. Da lì non mi sono più accorto se ho contratto ancora il virus, ma mi curo”, ha aggiunto il vicepresidente invitando tutti a “curarsi, usare le mascherine, seguire un’alimentazione sana e non aver paura”. Una raccomandazione, quest’ultima, su cui l’esponente socialista mette forte l’accento. “È molto importante superare la cultura della paura”.

Avendo contratto due volte il coronavirus “ho acquisito immunità naturale”, ha insistito Choquenhunca. “Ci sono due modi per diventare immuni, in modo naturale o artificiale. Io sono diventato immune per via naturale. Ma siccome abbiamo un decreto, io sono rispettoso delle leggi e tutti i boliviani devono essere rispettosi della legge, mi vaccinerò nei prossimi giorni”, ha detto il numero due boliviano dopo che per giorni le opposizioni avevano censurato la scarsa trasparenza dei vertici di governo rispetto all’obbligo vaccinale. Si tratta di un “tema di salute”, ha spiegato il vicepresidente denunciando i tentativi di trasformarlo in una questione politica: “mi potrei anche fare la prova della pcr” per dimostrare “che sono immune”. “È una questione che va trattata con rispetto e responsabilità”.

Il vice presidente, un uomo fortemente legato alle tradizioni e alla medicina indigene, non si era mai pronunciato pubblicamente contro la vaccinazione e queste sono le sue prime dichiarazioni esplicite sul tema. Nei giorni scorsi, l’assenza del suo nome nella lista della popolazione vaccinata aveva suscitato clamore e suscitato reazioni negative in Parlamento, anche tra i banchi della maggioranza. Un decreto del presidente ha infatti stabilito a partire dal primo gennaio l’obbligo di esibire il passaporto vaccinale non solo per poter assistere a eventi di massa, ma anche per entrare in uffici pubblici, chiese, supermercati e centri commerciali. In mancanza del passaporto sanitario sarà possibile presentare un test di tipo Pcr negativo effettuato nelle ultime 48 ore.

Molte le voci critiche che nei giorni scorsi si erano levate rispetto a una scelta che, si denuncia, contrasta con l’aumento dei contagi. Il senatore della coalizione di governo, Félix Ajpi, ha dichiarato che “il vice presidente ha il diritto di non vaccinarsi ma ha l’obbligo di fare il test Pcr almeno due volte a settimana per venire in parlamento”. Sulla stessa linea il senatore Juanito Angulo, sempre del Movimiento politico al socialismo (Mas), che ha sottolineato che “la vaccinazione è volontaria, ma la responsabilità di doversi vaccinare è chiara”. Già due mesi fa il deputato Hector Arce aveva invitato il vice presidente e presidente dell’Assemblea plurinazionale a “dare una spiegazione”. “Se come governo stiamo chiedendo alla cittadinanza che vada a vaccinarsi deve spiegare perché lui non lo fa”.

La polemica sulle scelte del vice presidente si era peraltro intrecciata con la notizia dell’attacco sferrato da un gruppo “no-vax” – “Accion Humanista Revolucionaria” – contro un punto di vaccinazione mobile nella città di El Alto. Ripresi in un video finito in rete, una trentina si persone senza mascherine inveiscono e lanciano petardi contro il personale medico cercando di distruggere i vaccini. “Non vogliamo essere modificati geneticamente dai vaccini” ha detto uno dei manifestanti no-vax, che ha affermato che la protesta è anche contro l’introduzione del passaporto vaccinale a partire dal primo gennaio. “Il green pass viola i nostri diritti umani”, ha aggiunto.

Ad oggi, stando alle stime elaborate da “Our World in data”, la Bolivia conta un totale di 580.690 contagiati, di cui 2.882 nelle ultime 24 ore. Il numero di casi per 100mila abitanti è pari a 4.974,6, sopra i 3.615,5 censiti a livello mondiale. Le morti complessive sono salite a 19.576, 22 nella sola giornata di ieri. I decessi per ogni centomila abitanti sono 167,7, più dei 69,3 contati nel pianeta. In totale, i boliviani che hanno completato il ciclo vaccinale sono pari al 38,31 per cento della popolazione, con l’8,1 per cento che ha fatto solo parte del ciclo. La percentuale mondiale di somministrazioni parziali è oggi pari al 9,11 per cento, il 48,97 per cento quella della vaccinazione completa.

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