Il termovalorizzatore di Roma apre nel 2026, e montano le polemiche

L'annuncio è arrivato ieri dal sindaco Roberto Gualtieri, contestualmente alla firma dell'atto che dà il via alla procedura per la manifestazione d'interesse

Entrerà in attività nell’estate del 2026 il termovalorizzatore di Roma, che smaltirà 600 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati l’anno. L’annuncio è arrivato ieri dal sindaco Roberto Gualtieri, contestualmente alla firma dell’atto che dà il via alla procedura per la manifestazione d’interesse. Il cronoprogramma, infatti, prevede la pubblicazione della gara ad agosto del 2023 e la posa della prima pietra tra la promavera e l’estate del 2024. Tanto è bastato a sollevare un altro vespaio di polemiche attorno all’impianto che il sindaco realizzerà con i poteri ottenuti in qualità di commissario straordinario di governo per il Giubileo del 2025. Oltre agli esponenti della Cgil e delle forze più radicali della sinistra ecologista, che continuano a dirsi contrari alla struttura, hanno puntato il dito contro il sindaco anche rappresentanti delle opposizioni: in particolare Fratelli d’Italia e Azione. Sul fronte della Cgil, Natale Di Cola ha spiegato: “Gualtieri ha ignorato tutte le osservazioni al piano di gestione dei rifiuti che abbiamo avanzato assieme a Legambiente Lazio. Come diciamo da tempo il commissariamento non produrrà effetti utili per il Giubileo ma serve solo a trovare scorciatoie per non confrontarsi con la città sulle scelte strategiche per il futuro”.

Per il sindacalista Gualtieri “continua a guardare a tecnologie del passato e sceglie di depotenziare il ruolo del pubblico, aprendo ai privati e non investendo su Ama”. Dello stesso avviso anche Europa verde per cui “l’inceneritore è utile soltanto a impedire l’aumento della raccolta differenziata e ad aumentare le tasse dei cittadini” e avrà come risultato quello “di impattare dannosamente sullo spazio circostante sia in termini di vivibilità che di sostenibilità ambientale”, hanno spiegato Marco Cacciatore e Ferdinando Bonessio, rispettivamente consiglieri alla Regione Lazio e in Campidoglio. Le preoccupazioni principali, nelle opposizioni, però riguardano la tempistica. “Gualtieri presenta un piano che porta la realizzazione di questo impianto ben oltre il Giubileo per il quale ha chiesto poteri commissariali. E su tutto ciò si addensano molti dubbi sulla trasparenza della scelta di Santa Palomba e sul costo di oltre 7 milioni per l’acquisto da parte di Ama di un’area privata su cui dovrebbe sorgere l’impianto. Gli interventi cosiddetti ancillari potrebbero determinare un non leggero impatto sul territorio. Il tutto ai danni di un quadrante già penalizzato da grossi problemi sociali e di trasporto come Santa Palomba”, ha detto il senatore ed ex consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo.

Stessi toni in Azione. “I romani non possono aspettare il 2026 per avere i marciapiedi puliti”, ha spiegato il consigliere capitolino di Azione, Francesco Carpano. “La prima forza politica che ha parlato di termovalorizzatore per Roma è stata Azione – ha aggiunto -. Quindi bene che Gualtieri abbia cambiato idea e che ora lo stia realizzando. Ma siamo seri: se Roma oggi è sporca non è perché non ha il termovalorizzatore, ma perché l’Ama è gestita male. Non viene realizzato a sufficienza lo spazzamento delle strade, non c’è ancora un piano industriale con il quale comprare nuovi mezzi, non è ancora stato aggiudicato il servizio di ritiro puntuale dei rifiuti presso ristoranti e negozi che intasano con i loro rifiuti i cassonetti dedicati alle famiglie”. Maggiore ottimismo è trapelato invece dalla Lega e da Italia viva. “La Lega è sempre stata favorevole “al termovalorizzatore, e l’auspicio è che adesso si proceda senza indugi per mettere fine all’emergenza rifiuti di Roma”, hanno affermato i consiglieri capitolini Fabrizio Santori e Davide Bordoni. Abbiamo più volte espresso la nostra posizione a favore del termovalorizzatore. Ora è necessario accelerare il più possibile sul cronoprogramma e procedere spediti sulla pubblicazione del bando di gara e l’inizio dei lavori: Roma e i suoi cittadini non possono più aspettare”, hanno sottolineato i consiglieri capitolini di Italia viva, Valerio Casini e Francesca Leoncini.

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