Il tema dell’autonomia al centro della prima edizione del festival “L’Italia delle Regioni”

Molte le presenze registrate tra i governatori regionali: Luca Zaia, Vincenzo De Luca, Michele Emiliano, Eugenio Giani, Giovanni Toti e il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana

È stato inaugurato oggi, con la sua giornata iniziale, il primo festival delle regioni e delle province autonome “L’Italia delle Regioni”. Molte le presenze registrate tra i governatori regionali: Luca Zaia, Vincenzo De Luca, Michele Emiliano, Eugenio Giani, Giovanni Toti e il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. Mancanza però per il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, impegnato nella corsa alla segreteria nazionale del Partito Democratico. Al centro della due giorni, che vedrà domani anche la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, molte tematiche, ma è una a focalizzare l’attenzione dei presenti: l’autonomia. “Il governo vuole favorire l’attuazione dell’autonomia differenziata in tempi rapidi, in un quadro più ampio di riforme per rafforzare e ammodernare l’assetto dello stato” ha affermato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in video, sottolineando come l’autonomia non sarà mai un pretesto per lasciare indietro una parte del territorio”. Colmare i divari esistenti, migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi sono gli obiettivi da raggiungere, ma senza creare disparità. Il governo ha in mente un percorso ben chiaro per favorirne l’attuazione in tempi rapidi in un quadro più ampio di riforme, “tutte fondamentali per rafforzare e ammodernare l’attuale assetto istituzionale dello Stato”.

Della stessa opinione è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha poi ribadito come servirà anche “una riforma del sistema Costituzione, anche in direzione presidenziale e una riforma costituzionale che preveda anche per la città di Roma una diversa realtà, fare in modo che Roma possa essere come tutte le altre capitali con poteri diversi da quelli di una singola città”. Per garantire il principio di sussidiarietà – cardine delle scelte del governo Meloni – il ministro Tajani ha sottolineato che è stata presa la decisione “di dare vita a un gruppo di lavoro composto da ministri per operare la raccolta di tutti i Lep (livelli essenziali di prestazione), che sono poi lo strumento necessario per realizzare una autonomia equanime”.”Questa può essere la legislatura dove si passa dalle parole ai fatti” ha poi aggiunto il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, intervendo da Bruxelles. Dare potere alle Regioni, non sarebbe infatti un capriccio politico, ma la valorizzazione degli enti locali “non è vecchio, è innovativo”. “L’autonomia fa bene. Aiuta tutti a competere, tendendo al meglio, sprecando di meno e permettendo la creazione di opportunità di lavoro e ricchezza. Abbiamo l’opportunità di mettere l’Italia al centro” ha poi chiosato Salvini. Certo è che prima di procedere in definitiva è necessario definire i Lep. “Definiti quelli, finalmente si può parlare di costi e fabbisogni standard e dei trasferimenti”, ha detto il ministro per gli affari regionali e l’autonomia, Roberto Calderoli. “È stato messo un articolo nella legge di Stabilità, il 143, dove c’è una cabina di regia: per la prima volta qualcuno farà una ricognizione della funzione legislativa dello Stato e delle Regioni darà la risposta su cosa è meglio che faccia lo Stato e cosa le Regioni” ha concluso il ministro.

Contro l’Italia a due velocità è anche il ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci che ha sottolineato come sia una manovra per “responsabilizzare la classe dirigente locale, ma rendere più profondo il solco tra Nord e Sud” perché “a perdere non sarebbe il Mezzogiorno ma sarebbe il sistema Italia”. Ed è proprio il problema dell’Italia a due velocità quello che più preoccupa i governatori presenti, come ha sottolineato il governatore del Veneto Luca Zaia che da la colpa ad “una gestione troppo centralista”. “La Campania è pronta ad accettare la sfida dell’efficienza nei confronti di chiunque a condizione ovviamente che si parta da un flusso di risorse equilibrate” ha poi ribadito fermamente il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Durante la conferenza alcuni presidenti hanno sollevato delle criticità in merito, ma per arrivare ad un’autonomia vera e funzionante “bisogna trovare l’accordo di tutti”, ma a riguardo “non ho visto muri, ho visto la volontà di costruire dei ponti in quella direzione con le accortezze necessarie” ha aggiunto il presidente della Regione Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga. Dalla conferenza e dal ministro Calderoli, quindi, totale disponibilità per la realizzazione del progetto.

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