Il leader del partito filorusso Piattaforma di opposizione-Per la vita, Viktor Medvedchuk, è stato arrestato in Ucraina. Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky tramite la propria pagina Instagram. “L’operazione speciale è stata portata avanti grazie al Servizio di sicurezza ucraino (Sbu). Ben fatto. I dettagli a dopo”, ha scritto il presidente, allegando la foto di Medvedchuk in tenuta mimetica. Il deputato ucraino, considerato molto vicino al Cremlino, era scappato dagli arresti domiciliari nei primi giorni del conflitto, lo scorso febbraio.
Putin: “In Ucraina è una tragedia, ma non avevamo scelta”
Ciò che sta accadendo ora in Ucraina è una tragedia, ma la Russia non aveva scelta. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, in una conferenza stampa dopo i colloqui con il leader bielorusso, Aleksandr Lukashenko, presso il cosmodromo di Vostochnij. “Per quanto strano possa sembrare oggi, l’ho sempre detto, siamo un popolo trino: Ucraina, Bielorussia e Russia”, ha sottolineato Putin. Il presidente russo ha poi osservato che la Russia ha sempre trattato la Bielorussia come un fratello, per questo “non vi erano dubbi” che Minsk avrebbe “dato una mano” a Mosca. “È sempre stato così, in tutta la nostra secolare storia”, ha dichiarato Putin. “È diventato possibile avviare un dialogo diretto con le autorità dell’Ucraina in gran parte grazie agli sforzi personali del leader bielorusso, riteniamo che la piattaforma bielorussa sia abbastanza adatta per ulteriori contatti”, ha sottolineato Putin. “Tutto il mondo è legato da vincoli difficili da sciogliere: se i Paesi occidentali aggraveranno la situazione relativa alle sanzioni, le cose peggioreranno anche per loro”, ha detto il capo dello Stato. “Il rialzo dei prezzi dei generi alimentari è già in atto, prima ancora di tutti questi eventi, l’aumento dei prezzi di alcune tipologie di fertilizzanti supera di tre volte il livello pre-crisi e continua a crescere”, ha sottolineato Putin. Il capo dello Stato russo ha menzionato anche gli “errori dei Paesi occidentali” nei settori dell’energia ed in particolare del gas, e le “nuove ondate migratorie”, che a suo dire stanno per arrivare, e che interesseranno soprattutto le nazioni europee.
“Il conflitto con le forze antirusse in Ucraina era inevitabile, solo questione di tempo”, ha aggiunto Putin. Il capo di Stato non ha dubbi che l’operazione militare in Ucraina raggiungerà il “nobile” obiettivo di proteggere il Donbass. “Quello che stiamo facendo è da una parte aiutare le persone, salvarle; dall’altra stiamo lavorando per assicurare la sicurezza della Russia”, ha sostenuto Putin. A suo dire Mosca non ha avuto scelta nell’intervenire, prendendo la decisione giusta. “La Russia non si chiuderà, è impossibile isolarla”, ha poi aggiunto il presidente, spiegando che vi è l’intenzione di lavorare insieme ai partner che vogliono interagire.
“Gli obiettivi dell’operazione militare speciale della Russia in Ucraina saranno raggiunti senza alcun dubbio”, ha dichiarato Putin. “Sappiamo che oggi i nostri militari stanno partecipando a un’operazione militare speciale nel Donbass, in Ucraina, fornendo assistenza alle repubbliche popolari del Donbass”, ha ricordato il capo di Stato. Secondo Putin, le truppe russe agiscono con coraggio, competenza, efficienza ed efficacia, utilizzando i più moderni tipi di armi.
Zelensky accusa la Russia di aver utilizzato armi chimiche a Mariupol: “Nuova fase di terrore”
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha espresso preoccupazione per il fatto che le forze russe stiano preparando “una nuova fase di terrore” che potrebbe comportare l’uso di armi chimiche in Ucraina. “Gli occupanti hanno rilasciato una nuova dichiarazione, che testimonia la loro preparazione per una nuova fase di terrore contro l’Ucraina e i nostri difensori”, ha detto Zelensky nel suo oramai canonico videomessaggio pubblicato sui social. “Uno dei portavoce degli occupanti (Eduard Basurin, rappresentante delle milizie di Donetsk) ha affermato che potrebbero usare armi chimiche contro i difensori di Mariupol. Prendiamo questo avvertimento il più seriamente possibile”. L’Ucraina potrebbe liberare Mariupol se ricevesse abbastanza armi pesanti prima che sia troppo tardi, ha detto Zelensky. “Dipendiamo ancora dalla fornitura di armi dai nostri partner. Sfortunatamente, non abbiamo ricevuto quanto necessario per porre fine a questa guerra il prima possibile, al fine di distruggere completamente il nemico sul nostro suolo”, ha sottolineato il capo dello Stato. In particolare Zelensky ha ribadito la richiesta di armamenti efficaci, come aerei, “un numero sufficiente di veicoli corazzati” ed artiglieria. Il presidente ucraino ha poi sostenuto che i ritardi nelle forniture belliche implicano la perdita delle vite di tanti ucraini. “E questa è responsabilità di coloro che conservano ancora le armi necessarie all’Ucraina nei magazzini. Una responsabilità che rimarrà per sempre nella storia”, ha dichiarato Zelensky.
Ieri le autorità ucraine hanno riferito di un attacco chimico su militari e civili a Mariupol da parte delle truppe russe, le quali avrebbero sganciato una sostanza velenosa di origine sconosciuta da un drone. Secondo quanto ha affermato il comandante del battaglione Azov, Andriy Biletsky, in un videomessaggio pubblicato nella notte, tre persone sono rimaste ferite a Mariupol, a seguito di un attacco chimico effettuato dell’esercito russo. “Poche ore fa i russi hanno colpito Mariupol, lo stabilimento di Azovstal, fortezza dei combattenti ucraini e di Azov utilizzando delle armi chimiche”, ha sostenuto Biletsky, precisando che le conseguenze dell’avvelenamento, tuttavia, non sono “catastrofiche”. Sul tema è intervenuta ieri sera la ministra degli Esteri del Regno Unito, Liz Truss, affermando che sono in corso delle attività per verificare tali accuse: “Qualsiasi utilizzo di armamenti di questo tipo sarebbe un’escalation in questo conflitto e valuteremo l’operato di Vladimir Putin e del suo regime”.
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