Il premier iracheno Al Sudani: “Rafforzeremo la sicurezza nelle zone di confine”

"Qualsiasi aggressione su terre irachene, siano esse iraniane o turche, è categoricamente respinta dal governo”

È necessario rafforzare la sicurezza e la stabilità nelle zone di confine irachene. Lo ha affermato il primo ministro dell’Iraq, Mohammed Shia al Sudani, nel corso di un colloquio tenuto, ieri, con il presidente della regione autonoma del Kurdistan, Nechirvan Barzani. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa irachena “Shafaq”, le parti hanno discusso dei recenti sviluppi politici e in materia di sicurezza. L’attenzione è stata anche rivolta a una serie di fascicoli e quadri di azione tra il governo federale e il governo regionale, tra i cui obiettivi vi è il miglioramento dei servizi in tutto il Paese, ha riferito “Shafaq”.

La scorsa settimana, il premier aveva affermato che il governo dell’Iraq avrebbe preso misure per contrastare le violazioni della sovranità territoriale irachena, valutando l’ipotesi di schierare guardie di frontiera in alcune zone. “Qualsiasi aggressione su terre irachene, siano esse iraniane o turche, è categoricamente respinta dal governo”, aveva affermato il premier Al Sudani nel corso di una conferenza stampa. Le dichiarazioni erano state rilasciate dopo che i Guardiani della rivoluzione iraniana hanno ripreso a colpire la regione autonoma del Kurdistan iracheno e anche alcune città a maggioranza curda dell’Iraq federale con l’obiettivo di mirare soprattutto ai gruppi curdo-iraniani ospitati nella regione, come il Partito democratico del Kurdistan iraniano (Pdki), il Partito della libertà del Kurdistan (Kff) e il Partito Komala accusati da Teheran di fomentare e sostenere le rivolte in corso da metà settembre nel Paese. Parallelamente, la Turchia, nella notte tra il 19 e il 20 novembre, ha lanciato l’operazione militare denominata “Spada ad artiglio” (Pence Kilici), volta a colpire i gruppi curdi nel nord della Siria e dell’Iraq.

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