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Il piano di Putin per colpire la Germania con il gas

Le rivelazioni del quotidiano tedesco “Handelsblatt”

Berlino
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Il presidente russo, Vladimir Putin, avrebbe elaborato un piano per colpire la Germania utilizzando il gas come arma nella primavera del 2022, dopo aver attuato l’invasione dell’Ucraina. È quanto riferisce il quotidiano “Handelsblatt”, aggiungendo che il Cremlino intendeva utilizzare un proprio “uomo di paglia” per liquidare “inaspettatamente” Gazprom Germania, filiale tedesca del gruppo per l’energia statale russo Gazprom. L’obiettivo era sfruttare la dipendenza della Germania dalle importazioni di gas dalla Russia per gettarla nel caos. Tuttavia, “due manager russi” informarono il governo tedesco del piano, provocandone il fallimento. L’esecutivo del cancelliere Olaf Scholz dispose, infatti, prima l’amministrazione fiduciaria e poi la nazionalizzazione di Gazprom Germania, “un processo unico nella storia economica tedesca”. La ricostruzione di “Handelsblatt” prende avvio a marzo del 2022, quando i rapporti tra Berlino e Mosca sono diventati tesi a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Per la dirigenza di Gazprom Germania, la guerra nell’ex repubblica sovietica è un fattore di rischio, ma il gas russo continua a scorrere in territorio tedesco.


Tuttavia, nella giornata del 30 marzo 2022, la direzione della società riceve “un’istruzione inquietante”: incontrare “cinque russi” presso l’hotel Ritz Carlton di Berlino. I cinque affermano di essere autorizzati dalla sede centrale di Gazprom a San Pietroburgo e di agire “per conto dei nuovi proprietari” della sua filiale tedesca. Come riveleranno all’esecutivo di Scholz, i dirigenti di Gazprom Germania apprendono in questo modo che l’azienda è divenuta di proprietà della società Jsc Palmary. Gazprom Germania verrà quindi chiusa allo scopo di fermare le forniture di gas russo agli impianti in Germania. L’obiettivo dichiarato è “causare il maggior danno economico possibile”, disordini e soprattutto “spezzare il sostegno tedesco all’Ucraina”. Come nota “Handelsblatt”, si tratta del “conto” per la “cieca fiducia”della Germania nel partenariato energetico con la Russia, uno scenario che potrebbe ripetersi con la Cina, data la dipendenza tedesca da questo Paese.

Nei piani del Cremlino svolge un ruolo centrale Dmitrij Zepljaev, un dj di Mosca. Nella giornata del 25 marzo 2022, Gazprom aveva trasferito la proprietà di Gazprom Germania a Gazprom Export Business Services (Gpebs). Pochi giorni dopo, questa società ha ceduto lo 0,1 per cento delle azioni ma il 100 per cento dei diritti di voto a Jsc Palmary, con a capo Zepljaev. “Almeno sulla carta”, il dj controlla un’azienda che genera “decine di miliardi” di euro di fatturato all’anno e gestisce “circa la metà di tutte le importazioni di gas” della Germania. Il primo aprile successivo, due dirigenti della filiale tedesca di Gazprom rivelano i piani del Cremlino al ministero dell’Economia e della Protezione del clima tedesco, che informa sia il cancelliere Scholz sia il proprio titolare, Robert Habeck. Nell’esecutivo di Berlino “scoppia la frenesia: vi sono 50 ore per impedire la catastrofe”. Per trovare una soluzione, viene costituita un’unità di crisi. Alla sera del primo aprile, la situazione è che “centinaia di migliaia di famiglie in Germania” rischiano di non essere più rifornite di gas e “non è un pesce d’aprile”.

Al ministero dell’Economia e della Protezione del clima tedesco, si esaminano “diversi scenari di insolvenza per Gazprom Germania”, perché “il fallimento renderebbe più semplice portare l’azienda sotto il controllo statale”. Questa è l’idea iniziale. Intanto, il governo federale si coordina con quello britannico, perché a Londra ha sede una delle società controllate da Gazprom Germania, che gestisce il commercio di gas “nell’Ue e nel mondo”. Nel governo di Scholz non si trova “alcun accordo su come procedere”: in molti intendono “portare Gazprom Germania sotto il controllo statale il più rapidamente possibile”, ma altri si oppongono sostenendo che “Mosca ha sempre fornito gas” e non si deve escludere la possibilità di un’intesa con Putin. Tuttavia, dal settembre del 2021, si è verificato “un numero crescente di anomalie nelle consegne di gas dalla Russia”, che ha ridotto i flussi dei propri gasdotti diretti a ovest. I livelli di riempimento degli impianti di stoccaggio di gas tedeschi di proprietà di Gazprom diminuiscono. Tuttavia, come evidenzia “Handelsblatt”, il ministero dell’Economia e della Protezione del clima tedesco “si è accontentato per molto tempo delle spiegazioni russe” in merito. Alla fine di ottobre 2021, Putin aveva dichiarato che non vi era “alcun motivo di preoccuparsi”: gli impianti di stoccaggio di gas europei sarebbero stati riforniti non appena la Russia avrebbe riempito i propri. “Siamo stati ingenui”, affermano oggi al dicastero di Habeck.

In questo contesto, il piano del Cremlino contro la Germania è stato “dilettantesco”. La Russia doveva infatti denunciare al governo di Scholz il cambiamento di proprietà di Gazprom Germania, poiché la società gestiva infrastrutture critiche. Tuttavia, tale notifica è mancata, rendendo la cessione inefficace con il relativo contratto che aveva quindi soltanto il valore di una dichiarazione d’intenti. Pertanto, il ministero dell’Economia e della Protezione del clima di Berlino può fermare l’acquisizione di Gazprom Germania sulla base della legge sul commercio estero tedesca. Intanto, “il pericolo più grande” con “conseguenze drammatiche” è che l’azienda trasferisca “da un giorno all’altro importanti beni alla Russia, come i diritti sulle future forniture di gas o le riserve di liquidità”. A Berlino si discute la possibilità di fallimento tecnico, ma si dubita che sia la soluzione, perché “non è chiaro come reagirebbero banche, clienti e fornitori”. In caso di insolvenza di Gazprom Germania, sarebbe difficile mantenere completamente la fornitura di gas. Inoltre, la Russia potrebbe avanzare richieste di risarcimento o fermare le esportazioni di gas verso gli impianti tedeschi.

Per il ministero dell’Economia e della Protezione del clima tedesco, il governo federale potrebbe non soltanto vietare l’acquisizione di Gazprom Germania, ma anche utilizzare la legge sul commercio estero al fine di porre la società in amministrazione fiduciaria. In questo regime, il precedente proprietario di un’azienda mantiene formalmente questo status, ma perde la possibilità di disporne. È questa la soluzione scelta dal dicastero e approvata sia da Habeck sia da Scholz, un caso senza precedenti nella storia della Germania nei rapporti con un’impresa straniera. Il 4 aprile del 2022, l’Agenzia federale delle reti (Bnetza) assume quindi formalmente l’amministrazione fiduciaria di Gazprom Germania sulla base della legge sul commercio estero. I due dirigenti della filiale tedesca di Gazprom sostengono la decisione perché intendono mantenere la società operativa e “da tempo hanno perso il favore dei vertici di San Pietroburgo”. Il governo tedesco offre protezione ai due, che rapidamente ottengono la cittadinanza della Germania. Il 12 maggio, Gazprom reagisce interrompendo tutte le forniture di gas alla sua filiale tedesca, tagliando il 20 per cento dell’approvvigionamento totale di questa fonte di energia per la Germania. A giungo, Gazprom Germania viene ridenominata Securing Energy for Europe (Sefe) e ottiene dal governo tedesco un prestito da nove a dieci miliardi di euro per far fronte alle difficoltà di bilancio. Alla fine di agosto, il Cremlino comunica la sospensione definitiva delle esportazioni di gas in territorio tedesco. Il 14 novembre 2022, il governo di Scholz procede alla nazionalizzazione di Sefe.

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