Il ministro degli esteri egiziano potrebbe incontrare l’omologo turco a Roma

Entrambi i ministri saranno presenti all’ottava edizione dei Med Dialogues. Dopo la stretta di mano tra Erdogan e al Sisi, tutto sembra indicare che i rapporti tra Ankara e il Cairo possano vedere nuovi sviluppi positivi

Sameh Shoukry

L’Italia potrebbe ospitare a breve il primo incontro tra i ministri degli Esteri di Egitto e Turchia, rispettivamente Sameh Shoukry e Mevlut Cavusoglu, dopo anni di gelo diplomatico tra i due Paesi. Entrambi i ministri saranno infatti presenti all’ottava edizione dei Med Dialogues, l’annuale appuntamento internazionale promosso dalla Farnesina e dall’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) previsto quest’anno il 2 e il 3 dicembre a Roma. Secondo la bozza del programma visionata in anteprima da “Agenzia Nova”, il capo della diplomazia egiziana dovrebbe parlare venerdì 2 dicembre dalle 11:00 alle 11:30 nell’ambito di un “dialogo speciale” a lui dedicato. Più tardi lo stesso giorno il collega turco parteciperà ad un panel sul multilateralismo dalle 16:00 alle 17:00, insieme ad altri ospiti illustri come i ministri degli Esteri di Spagna e Slovenia, rispettivamente Jose Manuel Albares e Tanja Fajon, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Mariano Grossi, e l’inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, Staffan de Mistura. Il ministro degli Affari esteri dell’Egitto, Sameh Shoukry, è peraltro atteso da stasera in Italia per una visita ufficiale, la prima del capo della diplomazia egiziana a Roma da tre anni.

Un incontro a Roma tra i ministri di Egitto e Turchia “non è sicuro, ma probabile”, precisa a “Nova” una fonte egiziana. Eppure, dopo la stretta di mano tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il capo dello Stato egiziano, Abdel Fattah al Sisi, avvenuta a margine della loro partecipazione alla cerimonia di apertura dei mondiali di calcio Fifa 2022 che hanno preso il via in Qatar lo scorso 20 novembre, tutto sembra indicare che i rapporti tra Ankara e il Cairo possano vedere nuovi sviluppi positivi. Con conseguenze importanti nella regione del Mediterraneo allargato, un’area strategica per l’Italia, a partire dalla Libia, dove turchi ed egiziano sostengono due coalizioni rivali: Ankara è schierata con il Governo di unità nazionale (Gun) del premier ad interim Abdulhamid Dabaiba, sostenuto dalle Nazioni Unite; Il Cairo invece appoggia il Governo di stabilità nazionale (Gsn) designato dal Parlamento basato in Cirenaica, la regione libica orientale. Alla conferenza sui dialoghi mediterranei promossa dall’Italia ci sarà peraltro anche la ministra degli Esteri del Gun, Najla el Magoush, che dovrebbe parlare alle 18:00 di venerdì. L’Italia, dunque, torna al centro del Mediterraneo – sia fisicamente che diplomaticamente- con l’ambizioso obiettivo di “andare al di là del caos” e di proporre “un’agenda positiva”, come recita lo slogan della conferenza.

Lo stesso presidente turco Erdogan ha recentemente dichiarato che il processo di costruzione delle relazioni tra Turchia ed Egitto inizierà con un incontro dei ministri dei due Paesi. In un programma televisivo registrato sabato 26 novembre nella provincia turca di Konya, Erdogan ha affermato di aver parlato con Al Sisi per circa 30-45 minuti durante l’incontro a margine del mondiale. “Abbiamo concordato di svolgere visite ministeriali a basso livello”, ha detto Erdogan, precisando che poi sarà “allargata la portata di questi colloqui”. Nelle dichiarazioni, Erdogan ha parlato anche della possibilità di migliorare i rapporti con la Siria. I rapporti tra Turchia ed Egitto sono diventati tesi dopo il rovesciamento nel 2013 dell’allora presidente Mohamed Morsi, sostenuto da Ankara, da parte da parte di Abdel Fattah Sisi, a quel tempo capo di Stato maggiore delle Forze armate. Solo nel 2021, i due Paesi hanno avviato consultazioni tra alti funzionari del ministero degli Esteri. I funzionari egiziani avevano espresso cautela su qualsiasi riavvicinamento, anche se Erdogan ha affermato a luglio che non vi era motivo per cui i colloqui ad alto livello non dovessero aver luogo.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram