Il ministro degli Esteri della Lituania: ” I Paesi europei abbandonino il blocco 17+1″

"Nessuno può citare concretamente alcun beneficio dell'adesione a quel formato", ha dichiarato

lituania

Il ministro degli Esteri della Lituania, Gabrielius Landsbergis, ha sollecitato i Paesi dell’Europa Orientale a seguire l’esempio di Vilnius e abbandonare il blocco di cooperazione economica regionale “17+1” patrocinato dalla Cina. Intervistato dal quotidiano “Nikkei” nel corso di una visita ufficiale a Tokyo, Landsbergis ha affermato che la cornice di cooperazione promossa da Pechino come pilastro dell’iniziativa Belt and Road Initiative (Bri, la nuova Via della seta) non ha apportato reali benefici ai Paesi membri. “Nessuno può citare concretamente alcun beneficio dell’adesione a quel formato”, ha dichiarato il ministro degli Esteri lituano, che si è detto contrario a raggruppamenti di Paesi all’interno dell’Ue: “l’Unione europea è anzitutto un’unione commerciale (…), e dunque le decisioni in merito al commercio con partner come la Cina devono giungere dall’Ue, non da sottogruppi all’interno del formato europeo”, ha affermato Landsbergis, il cui Paese ha abbandonato il blocco “17+1” a maggio dello scorso anno. “Non posso immaginare come apparirebbe l’Unione europea, se ogni Paese del mondo avesse il proprio gruppo di Paesi amici all’interno dell’Unione”, ha affermato il ministro, secondo cui l’Ue si troverebbe “nell’impossibilità di assumere qualunque decisione”.

La Lituania è al centro da mesi di un duro scontro diplomatico con la Cina, dopo la decisione di Vilnius di approfondire le relazioni con Taiwan. In particolare, la Lituania ha consentito all’Isola di aprire una ambasciata di fatto a Vilnius, consentendole di utilizzare il nome “Taiwan” anziché quello di “Taipei”. Nel corso dell’intervista concessa al quotidiano “Nikkei”, Landsbergis ha confermato l’intenzione del suo Paese di continuare a promuovere le relazioni con Taiwan, sottolineando le opportunità di cooperazione in settori come i semiconduttori, i laser e le biotecnologie. Il ministro ha negato che l’ufficio di rappresentanza taiwanese a Vilnius sia una sede diplomatica, e ha chiarito che la Lituania “non viola la politica di una sola Cina”; secondo il ministro, sarebbe stata proprio la coercizione diplomatica della Cina a “incoraggiare (la Lituania) a esplorare nuovi partenariati”.

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