Il ministro algerino Oualid a “Nova”: “Startup e innovazione per frenare i flussi illegali” – video

“L’Algeria, come molti altri Paesi in via di sviluppo, soffre della cosiddetta fuga dei cervelli. La prevenzione di questo fenomeno difficile da affrontare"

Le startup, le microimprese e l’innovazione come strumento per prevenire la fuga dei talenti, accelerare lo sviluppo economico e affrontare alla radice i flussi migratori illegali dall’Africa verso l’Europa. A dirlo è il ministro dell’Economia della conoscenza, delle startup e delle microimprese dell’Algeria, Yacine El Mahdi Oualid, 29 anni, in un’intervista ad “Agenzia Nova” a margine della conferenza Med Dialogues, i dialoghi annuali lanciati dall’Italia nel 2015 con l’ambizioso obiettivo di “andare al di là del caos” e di proporre “un’agenda positiva” nel Mediterraneo allargato. Classe 1993, Oualid è il più giovane ministro della storia dell’Algeria e incarna una delle storie di maggior successo del suo Paese e, in più generale, della sponda sud del Mediterraneo. Laureato in medicina, Oualid ha lanciato diverse startup, una delle quali è diventata il primo cloud provider in Algeria. “L’Algeria, come molti altri Paesi in via di sviluppo, soffre della cosiddetta fuga dei cervelli. La prevenzione di questo fenomeno difficile da affrontare. Molti parlano di sviluppo sostenibile per mantenere i talenti all’interno del Paese. Quello che facciamo ogni giorno è aiutare i nostri talenti ad avere successo in Algeria. Coltivare i talenti è molto importante. Non c’è sviluppo senza talenti. Speriamo che, con l’aiuto dell’Italia in questo specifico ambito, potremo accelerare lo sviluppo e avere un impatto positivo sulle migrazioni”, afferma Oualid.


Alla seconda partecipazione consecutiva alla conferenza internazionale co-promossa dalla Farnesina e dall’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), il ministro ha preso parte al panel “Investing in the Mena Region” nella seconda giornata dei lavori di sabato 3 novembre. L’Algeria quest’anno era presente con ben tre ben ministri: Esteri, Energia e appunto Startup. “Questo è segno dell’importanza che Algeria da sia alla conferenza che ai rapporti con l’Italia”, commenta Oualid. Lo scorso luglio, lo stesso ministro algerino aveva firmato con la controparte italiana un memorandum d’intesa (MoU) sui meccanismi per lo sviluppo di ecosistemi di startup, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di ecosistemi di startup dei due Paesi, analizzando potenziali iniziative congiunte per promuovere le reciproche esperienze attraverso lo scambio di buone pratiche, la facilitazione della mobilità delle startup tra i due Paesi. “Abbiamo firmato il protocollo con l’Italia per rafforzare le relazioni tra i due Paesi nel campo dei giovani, nelle startup e nelle nuove tecnologie”, commenta il ministro algerino, sottolineando come il MoU abbia un grande potenziale sia per il mercato europeo che per quello africano.

“Vogliamo essere per l’Italia la porta verso l’Africa. Il mercato africano è il primo al mondo in termini di crescita e l’Algeria è un punto di accesso interessante. Siamo partner strategici da decenni per quanto riguarda il settore energetico. Vogliamo diversificare la partnership in più aree come le startup, le nuove tecnologie e le piccole e medie imprese. Penso la partecipazione dell’Algeria ai Med Dialogues stia dando un segnale di questa importanza”, aggiunge Oualid. Proprio oggi, Algeri ospita la prima conferenza sulle startup africane. “Sono attesi i rappresentanti di 40 Paesi, esperti ed esponenti di istituzioni finanziarie internazionali. L’obiettivo – commenta il ministro – è aiutare le startup a crescere più in fretta. Tutti parlano della grandezza del mercato africano, ma è un mercato molto complicato per via della scarsa integrazione, dello squilibrio dei quadri legali e delle difficoltà in termini di mobilità. Tutte queste questioni verranno discusse durante la conferenza”.

L’Algeria è il Paese più esteso dell’Africa e ha una popolazione di 47 milioni di abitanti, di cui circa il 50 per cento ha meno di 30 anni. L’economia algerina, pur ancora fortemente dipendente dal comparto degli idrocarburi, ha un vasto potenziale in numerosi settori oggetto di programmi di diversificazione economica che creano nuove opportunità di investimento. Per il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, l’economia dell’Italia rappresenta “un modello” da inseguire. “La nostra economia non assomiglia a quella francese ma a quella italiana: dobbiamo prenderla come modello. L’Italia è una potenza economica mondiale nel campo delle piccole e medie imprese”, aveva detto Tebboune nell’ottobre del 2021. Secondo il ministro Oualid, le microimprese in Algeria rappresentano il 97 per cento del numero totale di aziende. “In Algeria ci sono 2 milioni di microimprese con meno di dieci dipendenti. Oltre un milione sono state create attraverso agenzie pubbliche che garantiscono fondi e incentivi fiscali. Negli ultimi dieci anni, l’Algeria ha investito qualcosa come dieci miliardi di dollari nelle microimprese. Oggi, la nuova visione del governo è di andare oltre l’approccio sociale e di avere un orientamento più economico”, spiega Oualid nell’intervista a “Nova”.

L’esponente del governo algerino riferisce inoltre di una riforma in cantiere per spingere le persone di talento, gli ingegneri e gli accademici a creare nuove aziende. “Nel settore pubblico, ad esempio, i funzionari hanno fino a un anno di ferie per creare start-up o microimprese, e possono accedere in modo più facile a un modo più moderno di accedere ai finanziamenti. Stiamo redendo più facile l’accesso ai capitali, con un nuovo fondo speciale. Abbiamo introdotto nuovi incentivi per le grandi imprese affinché possano creare delle startup. Stiamo creando un nuovo quadro legale per l’innovazione e stiamo preparando una nuova serie di incentivi. Alla fin fine, il nostro obiettivo è di passare da un’economia molto dipendente dagli idrocarburi verso una economia più diversificata”, conclude Oualid.

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