Il Cdm vieta gli spostamenti tra Regioni fino al 27 marzo

Regioni

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto sulle misure di contenimento del Covid che, oltre alla proroga del divieto di spostamento tra le Regioni fino al 27 marzo, vieta – secondo quanto si apprende – lo spostamento verso abitazioni private in zona rossa. Resta invece possibile, nelle zone gialle e arancioni, solo una volta al giorno, la possibilità per massimo due persone di spostarsi in altre abitazioni portando con sé i figli minori di 14 anni.

Una misura che si sarebbe resa necessaria visti i ritardi nella campagna vaccinale e la diffusione nel territorio nazionale di tre varianti del virus, tra cui quella inglese. Il governo spera così di poter riaprire le frontiere regionali per Pasqua. Invariate poi alcune altre restrizioni in scadenza invece il 5 marzo, come il coprifuoco alle 22 e l’obbligo di asporto per i ristoranti dopo le 18.

Dopo la riunione di ieri, in cui è stato fatto il punto sull’attuazione del sistema di regole per la gestione ed il contenimento della pandemia in vista dell’adozione del prossimo Dpcm, il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini ha trasmesso ai ministri Mariastella Gelmini e Roberto Speranza un documento con le loro proposte in vista del Consiglio dei ministri e con il quale si chiede un cambio di passo. Per le Regioni il meccanismo della campagna vaccinale sta andando troppo a rilento “e il problema adesso risiede nell’approvvigionamento delle dosi, che dipende dal Governo”. E poi ancora una revisione del Comitato tecnico-scientifico e l’ampliamento a cabina di regia ai ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia.

Per i governatori è necessario anche rivedere i tempi per l’adozione dei provvedimenti di classificazione delle zone e delle relative ordinanze. Inoltre si ritiene fondamentale procedere ad una revisione dei parametri e alla contestuale revisione del sistema delle zone, in termini di semplificazione, rivalutando i protocolli per la regolazione delle riaperture. Nel documento consegnato le Regioni hanno chiesto all’esecutivo che “per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori, si attivino contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte”.

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