Il Cdm dà il via libera a Def e nuovo scostamento di Bilancio da 40 miliardi

governo legge di bilancio
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È terminato il Consiglio dei ministri a palazzo Chigi. Durante la riunione, a quanto si apprende, sono stati approvati il Documento di economia e finanza (Def) e una nuova richiesta di scostamento di Bilancio da 40 miliardi di euro.  Scostamento di bilancio da 40 miliardi di euro per finanziare i ristori alle le imprese, la sospensione delle scadenze fiscali e una parte del Recovery plan, e poi il Documento di economia e finanza (Def). Giovedì prossimo, 22 aprile dalle 9.30, l’Aula del Senato esaminerà poi la relazione sullo scostamento da pareggio di bilancio ed il Def, così come deciso dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

“La riforma fiscale, da definire nella seconda metà del 2021, affronterà il complesso del prelievo, a partire dall’imposizione personale”. Lo scrive il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, nella premessa del Documento di economia e finanza (Def), secondo quanto si legge in una bozza. “Sarà collegata agli sviluppi a livello europeo e globale – aggiunge – su temi quali le imposte ambientali e la tassazione delle multinazionali. Saranno inoltre riformati i meccanismi di riscossione”.

“La manovra prevista grazie al nuovo scostamento – si legge – avrà una dimensione di circa 40 miliardi di euro in termini di impatto sull’indebitamento netto della Pa nel 2021; l’impatto sul deficit negli anni successivi, al netto della spesa per interessi, varierà fra 4 e 6,5 miliardi all’anno principalmente finalizzati a finanziare investimenti pubblici con risorse aggiuntive rispetto a quelle previste dal Pnrr”, i sostegni ai titolari di partite Iva e alle imprese impattate dalla crisi da Covid-19 – continua il documento – rappresentano più della metà degli impegni previsti sul 2021″.

Il decreto legge di sostegno e rilancio “incrementerà le risorse per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non coperte da prestiti e da sussidi del Rrf, con la creazione di un fondo di investimento complementare al Pnrr, che avrà una durata decennale”. A quanto si apprende, gli investimenti aggiuntivi dovrebbero essere pari a 30 miliardi di euro.

Il governo prevede che nel 2021 la crescita del Pil programmatico arriverà al 4,5 per cento. Nel 2022 il Pil crescerà del 4,8 per cento, per poi crescere del 2,6 per cento nel 2023 e dell’1,8 per cento nel 2024, tassi di incremento mai sperimentati nell’ultimo decennio. Lo rendono noto fonti di palazzo Chigi, dopo la riunione del Consiglio dei ministri che ha approvato il Documento di economia e finanza (Def) e la relazione sullo scostamento di bilancio da 40 miliardi di euro. Il rapporto deficit/Pil è stimato all’11,8 per cento nel 2021, un livello molto elevato dovuto alle misure di sostegno all’economia e alla caduta del Pil. Il rapporto deficit/Pil scenderà al 5,9 per cento nel 2022, al 4,3 per cento nel 2023 e al 3,4 per cento nel 2024. A partire dal 2025, il rapporto deficit/Pil tornerà a scendere sotto il 3 per cento. Il rapporto debito/Pil è stimato al 159,8 per cento nel 2021, per poi diminuire al 156,3 per cento nel 2022, al 155 per cento nel 2023 e al 152,7 per cento nel 2024.

A proposito della campagna vaccinale, si apprende che “nel primo trimestre l’attuazione del piano vaccinale ha dovuto confrontarsi con ritardi nelle consegne delle dosi e temporanee sospensioni dell’autorizzazione all’utilizzo di uno dei vaccini”. “Anche ipotizzando che nei prossimi trimestri le somministrazioni effettuate registrino lo stesso gap in confronto alla proiezione delle dosi disponibili, si arriverebbe comunque a raggiungere l’obiettivo dell’80 per cento” della popolazione italiana vaccinata “in ottobre”.

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