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I fatturati di cinema e teatri di Roma in caduta tra il 50 e il 74 per cento

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Un crollo dei fatturati del 74 per cento nelle sale cinematografiche e del 50 per cento in quelle teatrali rischia di causare entro giugno la chiusura del 50 per cento delle imprese del settore di cinema e teatri privati. È il quadro allarmante tracciato dalle associazioni di categoria nel corso di una seduta della commissione capitolina Cultura, presieduta da Erica Battaglia del Pd. “Abbiamo registrato crolli di fatturato almeno del 50 per cento nei teatri privati”, ha spiegato Massimo Piparo, presidente di Associazione teatri italiani privati (Atip). “Abbiamo registrato un crollo dei fatturati del 74 per cento, mentre in Francia il settore ha recuperato il 70 cento dei fatturati del 2019 qui continuiamo a leccarci le ferite che non guariscono”, ha sottolineato Leandro Pesci di Agis Anec Lazio, che rappresenta le sale cinematografiche.


“Il mercato italiano rispetto ad altri europei è quello che sta soffrendo più di tutti, soprattutto a causa di un vuoto normativo sulla diffusione: i film anzichè nelle sale vanno sulle piattaforme televisive e online. In Francia i film prima di andare in tv devono attendere 15 anni. Chiediamo che il sindaco si faccia portavoce di questa richiesta presso il governo e il ministero della Cultura”, ha raccontato Manuele Ilari di Cna Unione esercenti cinematografici. Sul settore, secondo Pesci, sta pesando anche l’aspetto psicologico: “C’è una Percezione di pericolosità delle nostre sale che non è veritiera. Il nostro personale è tutto vaccinato, non c’è mai stata segnalazione di contagi nelle sale, controlliamo il green pass a tutti”, ha chiarito. “Nel nostro teatro abbiamo registrato 34mila presenze tra dicembre e gennaio, ho assunto 15 persone per controllare i green pass”, ha testimoniato Piparo. Tuttavia persiste un problema di liquidità nelle casse di cinema e teatri. “Abbiamo bisogno di risorse immediate”, ha detto Pesci di Agis Anec Lazio.

“Abbiamo sostenuto spese di pubblicità, spese di tenuta della sala, i costi dei dipendenti e le utenze da novembre a marzo: è facile calcolare quanto abbiamo investito affinchè il Comune si faccia carico di ristorare una parte di questo investimento”, secondo Piparo. Per il consigliere di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo la massima attenzione “va posta alle arene estive collegate al programma dell’Estate romana che rischiano di penalizzare ulteriormente il settore”. Secondo Valerio Casini, consigliere della lista Civica Calenda, “andrebbe investito parte del budget comunale sui ristori, non soltanto sull’ampliamento delle attività dell’Estate romana”. Per la consigliera del M5s, Virginia Raggi, invece “si tratta di far ripartire l’economia, superare l’aspetto psicologico della paura: tutta Europa sta riaprendo perchè c’è desiderio delle persone di riunirsi, forse i provvedimenti non rispondono più alle esigenze reali”. La presidente della commissione ha quindi proposto una mozione, da condividere con tutte le forze politiche, e che impegni il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e la giunta a istituire un tavolo interassessorile per abbassare le tasse locali.

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